Si diffonde il timore che possa essere introdotto un sistema dannoso per la salute

Le reti 5G sono destinate a segnare il futuro tecnologico del pianeta, ma come spesso accade quando si preannuncia un cambiamento rilevante, i dubbi prendono il sopravvento e si diffonde il timore che possa essere introdotto un sistema dannoso per la salute. Su questo tema molte associazioni e alcuni parlamentari si sono mobilitati per approfondire la questione e per fare chiarezza, anche chiamando in causa l'Istituto Superiore di Sanità. Alleanza Stop 5G ha raccolto 11 mila firme in una petizione consegnata al parlamento, l'allarme è stato accolto da Andrea Maschio, consigliere regionale del M5s in Trentino e Andrea De Bertoldi, senatore di Fratelli d'Italia, i quali hanno chiesto una sospensione del 5G anche attraverso una lettera al ministro della Salute per ulteriori accertamenti a riguardo.  I dubbi privi di riscontro hanno portato gruppi di cittadini e diverse associazioni a chiedere uno stop per le reti di quinta generazione ma in un'audizione alla Camera, l'Istituto superiore della sanità ha fatto chiarezza sugli studi effettuati: "Con le antenne adibite i potenziali pericoli sono più remoti rispetto a quelli connessi all'uso del cellulare". La scienza ufficiale, attraverso l'Istituto superiore della sanità ha dunque calmato le acque. Il fronte scettico nei confronti del 5G basa alcune delle sue convinzioni su due studi, uno condotto dall'Istituto Ramazzini e l'altro dal National Toxicology Programstatunitense. Le conclusioni dei due studi sono simili: esponendo dei ratti sin dalla nascita a campi elettromagnetici che si trovano sulle stesse frequenze delle reti 2G e 3G, è stato determinato un aumento del potenziale rischio di tumore. Gli stessi studi hanno però concluso che non si può trasporre l'effetto avvenuto sui ratti agli esseri umani. Ciò che non si considera è che le reti 5G useranno anche delle frequenze più elevate rispetto alle attuali reti, ma questo si traduce in una lunghezza d'onda più piccola che a sua volta comporta una penetrazione del campo minore: questo significa una penetrazione minore anche nei confronti dell'organismo umano ed inoltre, le potenze dei campi usati nelle fasi sperimentali sui topi erano di gran lunga superiori a quelle usate generate dalle antenne di telecomunicazioni. In generale, l'esposizione a campi elettromagnetici genera un riscaldamento della materia investita dal campo ma ad oggi non è stato stabilito se questo tipo di riscaldamento sia o meno cancerogeno. Le linee guide internazionali definiscono "possibile" cancerogeno solo un utilizzo spropositato ed esagerato dei cellulari, poiché la vicinanza della fonte al nostro cervello aumenta di tanto l'assorbimento delle onde. I ricercatori ricordano che "possibile cancerogeno" è un livello di rischio bassissimo, per cui la scienza ufficiale al momento non ritiene che possa esistere un pericolo reale legato al sistema 5G. Inoltre dal 2022 il 5G userà frequenze a 700 MHz, ovvero le stesse usate dai televisori e su cui nei decenni non sono emersi rischi dimostrabili per la salute. Non è la prima volta che si moltiplicano i timori per i presunti effetti biologici avversi delle reti di telecomunicazione: erano gli anni ottanta quando, all'arrivo sul mercato dei primi cellulari, emersero i pionieri della demonizzazione dei telefonini. Si è superata la fase dell'1G, del 2G, del 3G ed anche del 4G, abbiamo accettato la tecnologia wi-fi e da anni viviamo immersi in ambienti con totale copertura di rete. Creare inutili allarmismi è sbagliato tanto quanto censurare tutte le obiezioni al 5G, ma se il dubbio è lecito e doveroso, non va dimenticato che, ad oggi, non ci sono prove o indizi significativi di danni alla salute umana causati dalla rete mobile di ultima generazione, non disponiamo di studi scientifici di durata pluriennale, né di studi sulla sovrapposizione degli effetti dei campi elettromagnetici dovuti al 5G con quelli delle tecnologie precedenti.

Silvia Silvestri


0
0
0
s2sdefault