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Vittima di un tamponamento che l’ha costretta a restare fuori dagli schermi del Tgnorba

La vulcanica ed affascinante Francesca Rodolfo ritorna alla conduzione del Tgnorba. La giornalista di origini lucane, precisamente di Montalbano Jonico in provincia di Matera, ha dovuto per cause di forza maggiore restare a casa, perché vittima di un incidente stradale con la sua auto. Il 5 dicembre scorso di rientro da lavoro è stata coinvolta in un violento tamponamento. Il risultato è stato la frattura della mano sinistra, con diverse settimane di riabilitazione dopo un’immobilizzazione infernale, ed un trauma cranico, dopo aver battuto l’orecchio sinistro, che ha causato problemi di udito e di vertigini. Abbiamo fatto con lei una chiacchierata dopo oltre tre mesi di infortunio.

Francesca Rodolfo come ci si sente rientrare a lavoro dopo oltre tre mesi di astinenza con il proprio pubblico?

«Non ti nascondo che sono molto emozionata! Sapere di tornare nel mio regno, sul mio “trono”, nelle case della gente che mi segue e che in questi mesi mi ha dimostrato affetto e vicinanza in ogni modo, mi fa impazzire di gioia. Il mio posto è là, ad informare e sentirmi viva, a fare colazione, pranzare e cenare con i miei telespettatori, rassicurandoli e incoraggiandoli soprattutto in questo periodo storico così delicato e di grandi trasformazioni. Noi oltre ad informare correttamente abbiamo una missione importante, che - a mio avviso - è quella di dare l’anima e, nel nostro caso, il volto a chi ci segue. Bisogna farlo con passione perché formiamo, forse più di ogni altro, l’opinione pubblica: quindi esercitiamo un influsso sullo spirito del pubblico.. e può essere un influsso buono o cattivo».

 

Un infortunio che ti ha permesso di goderti la famiglia e le attività personali. Come sono stati realmente occupati questi giorni?

«Si, se da un lato ho dovuto trascurare il mio lavoro, dall’altro ho avuto molto tempo da dedicare agli affetti più cari, cosa che lavorando a 110 km di distanza da dove vivo, non è sempre possibile con questa intensità! Attività personali, ahimè, poche, essendo limitata nei movimenti avendo la mano fratturata e il braccio quindi immobilizzato. Ne ho approfittato per fare la mamma a tempo pieno, seguendo la mia bimba nei suoi studi, giocando tanto con lei, facendo cose che fino ad oggi mi era impossibile anche pensare. Ho partecipato a qualche attività culturale, purtroppo non in maniera attiva come ero abituata, che mi hanno fatto svagare, quando le impietose vertigini me lo hanno consentito! Ho trascorso il Natale più bello della mia vita, anche se “ammaccata” come mi son sempre definita sui social (ho tenuto informati i miei amici costantemente sulla mia pagina Facebook e su Instagram) perché ho trascorso tanto tempo con i miei genitori, mio marito, i miei nonni, i miei zii, i miei cugini (mi piace nominarli tutti perché mi sono stati accanto come non mi sarei mai aspettata, con tutto l’amore che potevano) e tutte le persone che mi vogliono bene e mi stimano. Non mi capitava da quando ero bambina! Non lo dimenticherò mai».

Cosa ti è mancato di più in questa tua assenza?

«Mi è mancato tutto ciò che concerne il lavoro, avendo gli affetti tutti intorno. Mi è mancato fare serate dove ero stata chiamata, mi aspettavano in vari posti di Puglia e Basilicata.. ma ci rifaremo! È stato un lunghissimo periodo in cui, come ho scritto sempre sui social, ho avuto modo di pensare e di rendermi conto di molte cose, ridisegnando inevitabilmente la mia scala di priorità. Perché quando stai bene e hai successo, tutti ti sono amici e ti stanno accanto. I veri amici, però, si riconoscono quando i problemi ti tengono al buio, lontano dai riflettori. Sono stata fortunata ad avere tante persone che in vari modi mi hanno fatto sentire il proprio affetto, tra messaggi, visite, telefonate, inviti, mazzi di fiori, regali. Tutte cose che quando stai poco bene apprezzi ancora di più! E come dimenticare la festa a sorpresa della mia amica Sabrina Altamura con le mie “Divine del Sud”, l’associazione benefica, culturale e di volontariato che presiedo. Soprattutto ho avuto la conferma che gli amici veri sono quelli che più che alla Rodolfo, hanno pensato a Francesca. Desidero ringraziare tutti, davvero. E sopratutto lasciami ringraziare Saverio Luisi, il presidente del Premio Dea Ebe - la dea della bellezza e dell’eterna giovinezza - di cui sono madrina. Lui davvero non mi ha lasciata solo neanche un giorno della mia lunga convalescenza. Ora ho ancora tanta fisioterapia da fare, ma sono pronta per tornare a riprendermi il mio posto. Riprendo domani, giovedì 12 marzo, con il prestigioso tgnorba che andrà in onda come di consueto alle 20. D’altra parte i miei telespettatori me lo scrivono di continuo che non ce la fanno più senza di me. E io senza di loro!». 

Claudio Sole

 


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