Il ruolo del 118 è stato pienamente coinvolto sin dall'inizio dell’emergenza

Per capire meglio come lavora in questi giorni di emergenza del coronavirus il Dipartimento Emergenza Urgenza del 118 in Basilicata, abbiamo chiesto al dottor Serafino Rizzo, responsabile dell’UOSD Coordinamento Punti Territoriali di Soccorso 118, la situazione attuale e il loro lavoro come viene svolto. Raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione, ha subito dato la sua piena disponibilità rispondendo alle nostre domande.

Come vi siete organizzati come dipartimento per fronteggiare l'emergenza coronavirus in Basilicata. Avete delle ambulanze dedicate esclusivamente al Covid-19?
«Il 118, per suo specifico ruolo, è stato pienamente coinvolto sin dall'inizio nella gestione dei pazienti sospetti COVID19, osservando le procedure dettate dalla task force regionale. Tutte le nostre ambulanze, man mano che si ha disponibilità di DPI, vengono ripristinate dei presidi di protezione per fronteggiare la situazione determinata dalla diffusione dell'epidemia. Non ci sono ambulanze con equipaggi dedicati.. abbiamo 2 mezzi sostitutivi prontamente disponibili sulla città di Potenza e di Matera in modo che non si verifichino interruzioni di operatività della postazione in attesa della sanificazione».

 

 

Come vi comportate con le chiamate che arrivano adesso al 118 per capire realmente se intervenire secondo il protocollo Covid-19?
«Il triage telefonico è particolarmente rivolto alla individuazione di criteri clinici (presenza di febbre, tosse, difficoltà respiratoria, disturbi gastrointestinale, altri sintomi minori) ed epidemiologici (eventuale contatto con accertato positivo, provenienza o contatti con persona delle aree rosse) per casi sospetti. Ovviamente, allo stato attuale della diffusione del contagio, il triage telefonico, pur ripetuto in maniera puntuale all'arrivo sul luogo, non sempre si rivela efficace. Molti omettono di riferire sintomi e/o contatti. Pertanto, la maggior parte degli eventi vengono trattati come sospetti sino a prova contraria».

Sulla base dei numeri della Basilicata e sulla base delle restrizioni nei vari comuni, pensa che il coronavirus qui da noi possa ancora prolungarsi per molto tempo?

«Allo stato attuale, è difficile fare previsioni. Sicuramente le misure restrittive adottate dal Governo e dalla Regione stanno giocando un ruolo fondamentale nel mitigare la diffusione. Colgo l'occasione per lanciare un appello alla popolazione lucana affinché non si abbassi la guardia rispetto alle misure di distanziamento sociale e affinché il ricorso al 118 avvenga in maniera appropriata. I quadri clinici senza difficoltà respiratoria possono trovare risposta negli altri servizi della medicina territoriale, con un ruolo centrale svolto dal Medico di famiglia e con le Unità Speciali COVID appena istituite».

 

Claudio Sole