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Rilanciare il settore delle costruzioni per alimentare la ripresa dell’economia della nostra regione

L’emergenza Covid-19 ha ulteriormente aggravato la crisi del comparto persistente ormai dal 2008. “Infatti dai dati di CNCE (Commissione nazionale paritetica per le Casse Edili) nel 2019 (dato consolidato) registriamo 9740 operai nella nostra regione rispetto ai 10084 del 2018 (-344). Diminuiscono anche le imprese che passano dalle 2070 del 2018 alle 2012 (-58) del 2019”. Numeri impietosi che impongono un’azione di rilancio attraverso una serie di strumenti economici, fiscali, nazionali e locali che diano linfa al mercato residenziale. Occorre, dichiarano Vincenzo Tortorelli e Carmine Lombardi, rispettivamente segretari Uil e Feneal, costituire un fondo regionale di rotazione per le ristrutturazioni edilizie che vada ad integrare i benefici fiscali già esistenti o in via di definizione.

Iniziativa che immetterebbe liquidità nel comparto, sostenendo i nuclei familiari che avrebbero difficoltà ad effettuare ristrutturazioni con i soli meccanismi di detrazione fiscale, e le piccole imprese che per motivi di capienza non riescono ad applicare lo sconto in fattura.Questa misura favorirebbe il recupero del patrimonio edilizio della nostra regione partendo da una messa in sicurezza dei fabbricati dal punto di vista sismico, e produrrebbe anche benefici ambientali riducendo il consumo di suolo. Bisogna, proseguono il Segretario generale della Uil e il Segretario del comparto edile, immettere grandi investimenti infrastrutturali, che produrrebbero benefici sia per lo sviluppo del nostro Paese e sia della nostra Regione ed inoltre lavoro per le maestranze inoccupate. Un piano di rilancio che parta dalla messa in sicurezza delle infrastrutture esistenti e che ne immagini altre come l’alta velocità, alla messa in sicurezza della Basentana e della Potenza-Melfi.

Tortorelli e Lombardi invitano pertanto la Regione ad un ritorno alla programmazione infrastrutturale, in quanto le poche opere cantierizzate o in fase di cantierizzazione (come Tito-Brienza e Distretto G) sono state programmate nei decenni scorsi. Bisogna tornare a immaginare sviluppo nella nostra Regione e progettare le opere che lo possano sostenere, solo così la Basilicata potrà riprendere un cammino di crescita e benessere. Proposte, concludono i rappresentanti della Uil, utili ad accompagnare la ripresa in sicurezza della fase 2 che le OO.SS e le Associazioni datoriali stanno monitorando e assistendo attraverso gli Enti paritetici e nel rispetto dei protocolli di sicurezza previsti dal Governo Nazionale.

 


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