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Le conseguenze sono evidenti e i danni sono incalcolabili, sia economico-finanziari che sociali

Favorire la riapertura degli agriturismi lucani o quantomeno indicare una data di riapertura certa e quanto più vicina. E' l'appello rivolto al governo regionale, da Coldiretti Basilicata che ha inviato una lettera all'assessore alle Politiche Agricole e Forestali, Francesco Fanelli. "Ormai da diverse settimane le conseguenze delle criticità di natura sanitaria si sono riversate anche sul mondo produttivo della nostra Regione e destano non poche preoccupazioni- scrive Antonio Pessolani, presidente di Coldiretti Basilicata - e la chiusura delle scuole, di musei e di pubblici esercizi, la paura dei contatti umani ha influenzato enormemente anche la nostra emotività e la nostra modalità di lavoro. In tale situazione, anche condizionata dai provvedimenti governativi di contrasto all'emergenza sanitaria, gli agriturismi e tutte quelle attività connesse all'agricoltura (fattorie didattiche, agriludoteche, agriasilo, etc.) più di altri, hanno risentito pesantemente di questa crisi. Si ritrovano le cucine vuote, le sale deserte, le stanze non occupate e tante disdette fino alla prossima stagione".

Come Coldiretti e Terranostra, associazione che aggrega gli agriturismo, "fin dall'inizio della emergenza epidemiologica – continua Pessolani - abbiamo richiesto a queste aziende di aderire a qualsiasi iniziativa del Governo messa in campo per contrastare la diffusione del virus, nell'interesse più generale della tutela della salute, anche tramite la sospensione dell'attività di ospitalità. Le conseguenze sono evidenti e i danni sono incalcolabili, sia economico-finanziari che sociali, intere famiglie che avevano dedicato la loro attività a processi di diversificazione legati all'ospitalità sono senza reddito e tale fenomeno è presente su tutta la Regione, dal Pollino alle aree interne della montagna lucana, dal materano al Vulture Alto Bradano; in definitiva circa 200 attività e un indotto importante, anche in termini occupazionali sono a rischio chiusura. Adesso ci accingiamo ad affrontare la cosiddetta "Fase 2" che dovrebbe creare le giuste condizioni per una definitiva ripartenza in sicurezza. Una fase molto delicata che, se ben sostenuta, potrebbe, ricreando un clima di ottimismo e fiducia, favorire una risposta positiva da parte delle imprese e dei cittadini lucani; una fase che dovrebbe prevedere sia atti regolamentari che provvedimenti di sostegno adeguati". Per il presidente di Coldiretti Basilicata "il primo atto che si propone, vista la situazione epidemiologica della Basilicata e utilizzando tutte le deroghe possibili dettate dal DPCM del 26 aprile u.s. e il dialogo aperto con il Governo nazionale, è quello di favorire la riapertura degli agriturismi lucani o quantomeno di indicare una data di riapertura certa.

A sostegno di tale proposta è utile precisare che gli agriturismi generalmente sono situati in zone isolate della campagna in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all'aperto dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza; riteniamo che, nel rispetto delle misure di precauzione, ci sono tutte le condizioni per riaprire le strutture agrituristiche e ciò, con l'arrivo della bella stagione significa anche evitare il pericoloso rischio di affollamenti al mare e favorire un turismo diffuso che, nella massima sicurezza sanitaria, promuove e valorizza l'intera Basilicata. In attesa della riapertura, speriamo prossima, - conclude Pessolani - proponiamo di realizzare un piano di sostegno, che possa prevedere misure straordinarie di intervento, l'adeguamento della normativa regionale alle nuove norme di sicurezza e protocolli con indicazioni chiare per la messa a norma delle aziende".

 


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