castagne

 

In Basilicata ben 13 appuntamenti dedicati alla castagna. Per Senofonte il castagno era “l’albero del pane”

La castagna, il pane dei poveri: Senofonte, scrittore e storico greco, definiva il castagno “albero del pane”. Per secoli, in tante zone di montagna e di alta collina, la castagna è stata il cibo principale, la base dell’alimentazione, soprattutto in inverno. Riconosciuto come afrodisiaco dalla tradizione medievale e divenuto, nell’età moderna, un alimento fondamentale dell’agricoltura europea. Un dono preziosissimo della natura, perché la castagna veniva utilizzata per sfamarsi negli inverni più rigidi. Considerato un dono essenziale della natura, in epoca passate, la castagna serviva per poter sfamare le genti negli inverni più rigidi, si prestava a moltissime ricette e addirittura, in alcune pagine di storia, si racconta che veniva usata come moneta di scambio. Per questo motivo i boschi venivano tenuti puliti proprio in attesa della loro caduta, e la raccolta era uno dei momenti più vivaci e allegri delle comunità montane.


La Lucania, all’interno del suo meraviglioso territorio, racconta la storia di questo frutto, ricco di carboidrati complessi, elemento che la rende simile ai cereali per valore nutritivo, ormai da tempo infinito. Già da fine settembre, ottobre e novembre inoltrato si susseguono appuntamenti, sagre e riti di diverso genere per ricordare la storia di questo antico frutto della natura che ha prodotto civiltà ma anche tanta gastronomia di eccellenza. In Lucania, riusciamo a ricordarne all’incirca ben tredici di appuntamenti in cui la castagna viene accolta con una serie di manifestazioni dedicate nelle quali buon cibo, musica e ospitalità si fondono in un’atmosfera carica di gioia, tradizione e profumo di caldarroste. La sagra della Castagna Munnaredda di Tramutola, dove si celebra l’autunno e il suo rinomato frutto, con degustazioni delle ricette locali accompagnate da escursioni guidate tra natura e storia del comune.
A Calvello, in provincia di Potenza, è un altro appuntamento da non perdere per chi è alla ricerca degli antichi sapori della tradizione contadina, del fascino della montagna, oltre che della castagna e tutti gli altri prodotti del sottobosco autunnale. Durante la sagra sono organizzate fra l’altro visite in luoghi di pregio per scoprire l’antico mestiere della lavorazione della ceramica locale.
A Spinoso, piccolo borgo collinare, contornato da boschi, al centro del Parco Nazionale dell'Appennino Lucano Val D'Agri Lagonegrese, la festa è ricca di tanta allegria e vengono degustate le prelibatezze alla castagna realizzate dagli anziani del posto. Poi Satriano e Sasso di Castalda dedica delle giornate fino agli inizi di novembre, ai colori, profumi della castagna e all’autunno. A Rapolla, in provincia di Potenza, la castagna viene raccontata attraverso un percorso gastronomico tra i sapori del vulture.
A Latronico, nella valle del Sinni, paese termale, il percorso della castagna viene legato a percorsi naturalistici di intrattenimento e degustazione. Nella valle del sarmento, San Costantino Albanese, nel suo borgo lucano Arbëresh, dedica alla castagna una passeggiata nei boschi, per raccogliere le castagne con la degustazione di piatti tipici e le immancabili caldarroste. Atella, in provincia di potenza, con la festa della castagna e dei prodotti tipici racconta di questo storico frutto con allestimenti enogastronomici. La parte da leone della sagra lucana della castagna è da attribuire a Melfi, con la sagra della “varola” e Trecchina, piccolo centro di appena 2200 abitanti ad appena 10 chilometri da Maratea.
A Melfi, la sessantesima edizione, si racconta della bontà del marroncino del Vulture, dal sapore delizioso, che si appresta a ricevere il marchio I.G.P. Per l’edizione 2019, la “varola” ha ricevuto il marchio di “Sagra di Qualità 2019”. A Trecchina siamo alla ventiduesima edizione, con oltre 50 quintali di castagne arrostite e donate ai tanti visitatori arrivati da tutte le parti del Sud, con spettacoli, balli e musica di artisti del luogo. Un’edizione quella del 2019 che ha visto giungere nel piccolo centro lucano migliaia di visitatori con oltre 80 pullman. Un luogo di tradizione, storia e buona cucina. In Lucania questo prodotto è possibile gustarlo in mille modi diversi, dalla classica cottura sulla brace alla zuppa, dalla farina alle marmellate, fino al diffusissimo ripieno per la ricetta dei calzoni, apprezzatissimi dolci natalizi. Questa è la nostra Lucania d’autunno.

 

Oreste Roberto Lanza


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