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Chiesa

Diocesi di Tursi-Lagonegro a Convegno. Appuntamento a Paestum dal 23 al 25 aprile

Diocesi di Tursi-Lagonegro a Convegno. Appuntamento a Paestum dal 23 al 25 aprile

“In discernimento per una rinnovata azione ecclesiale” è il titolo del Convegno che la Diocesi di Tursi-Lagonegro celebrerà in forma residenziale presso la Casa di spiritualità Getsemani a Paestum (SA) da domenica 23 a martedì 25 aprile 2017. Un momento davvero ecclesiale dove il Vescovo, i presbiteri e i delegati di tutte le parrocchie della Chiesa locale si ritroveranno, insieme al...

L’Associazione Sursum Corda dona 100 Catechismi di San Pio X al carcere di Potenza

L’Associazione Sursum Corda dona 100 Catechismi di San Pio X al carcere di Potenza

Il 30 dicembre del 1951 Papa Pio XII pronuncia un toccante «Radiomessaggio ai detenuti». Il Pontefice esorta i carcerati italiani a «librarsi dalle pene sulle ali della fede», solo in questo modo essi «non solo gusteranno le gioie della più intima ed arcana liberazione», bensì «le possederanno». Nessun evento, nessuna avversità, potrà mai rapire tali gioie: «né le asprezze del...

Lagonegro riscopre la santità di Spiride Savini. Questa sera una messa di suffragio per riprendere il cammino

Lagonegro riscopre la santità di Spiride Savini. Questa sera una messa di suffragio per riprendere il cammino

LAGONEGRO - La comunità di Lagonegro riscopre la figura di Spiride Savini, e lo fa partendo da una messa che sarà celebrata questa sera, 16 febbraio, alle 17.30 nella chiesa del Carmine. La giovane lagonegrese, era nata in Piangipane, provincia di Ravenna l’1 ottobre del 1909 e morta a Lagonegro il 16 febbraio del 1936. Di Spiride Lagonegro conserva il ricordo...

Solidarietà a don Antonio Polidoro per accoglienza migranti a Terzo Cavone dal prefetto dell’Istituto Teologico di Basilicata

Solidarietà a don Antonio Polidoro per accoglienza migranti a Terzo Cavone dal prefetto dell’Istituto Teologico di Basilicata

Il prefetto agli studi dell’Istituto Teologico Interdiocesano di Potenza, unitamente al collegio docenti, esprime solidarietà a don Antonio Polidoro, parroco della parrocchia San Giulio presso Terzo Cavone e docente di Teologia Morale presso lo stesso Istituto per la decisione da lui presa, in dialogo con la curia della Diocesi e quindi di concerto con la Prefettura di Matera, di predisporre...

La madonna di Loreto in visita alla RSA di Chiaromonte, conforto per gli ammalati

La madonna di Loreto in visita alla RSA di Chiaromonte, conforto per gli ammalati

La visita della sacra effigie della madonna di Loreto a Chiaromonte e Senise è stata breve ma intensa, sia per l’afflato di fede che l’ha accompagnata sia per il valore che ha avuto per le persone che soffrono. L’incontro più toccante e suggestivo è stato senz’altro quello che ha visto protagonisti gli ospiti della RSA di Chiaromonte, accompagnati dal personale medico...

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Diocesi di Tursi-Lagonegro a Convegno. Appuntamento a Paestum dal 23 al 25 aprile

“In discernimento per una rinnovata azione ecclesiale” è il titolo del Convegno che la Diocesi di Tursi-Lagonegro celebrerà in forma residenziale presso la Casa di spiritualità Getsemani a Paestum (SA) da domenica 23 a martedì 25 aprile 2017.

Un momento davvero ecclesiale dove il Vescovo, i presbiteri e i delegati di tutte le parrocchie della Chiesa locale si ritroveranno, insieme al Consiglio Pastorale diocesano, per vivere un tempo di grazia di ascolto e di programmazione dell’impegno ecclesiale per il prossimo triennio.

Per monsignor Vincenzo Orofino, vescovo di Tursi-Lagonegro, il “convegno vuole essere il punto di arrivo di un lungo e proficuo cammino ecclesiale compiuto in forma sinodale e, nello stesso tempo, il punto di partenza di una rinnovata azione pastorale missionaria. La nostra diocesi ha risposto all’invito di Papa Francesco di mettere in atto, in modo sinodale, a livello parrocchiale e nelle zone pastorali, un approfondimento della Evangelii gaudium, per trarre da essa criteri pratici e per attuare le sue disposizioni. Discernere significa imparare a vedere per guardare dentro, ad aprire gli occhi, la mente e soprattutto il cuore per cercare e scoprire le ragioni e il senso della realtà e degli eventi della nostra vita personale e comunitaria. Discernere vuol dire imparare a riconoscere la presenza e l’opera della grazia del Signore nella nostra vita personale e comunitaria, perciò è sempre evangelico e deve compiersi sempre in modo comunitario, consapevoli che il soggetto è tutta la comunità cristiana”.

Mentre tutto è pronto per offrire ai 160 convegnisti la possibilità di stare lietamente in ascolto di Dio, delle persone, della Comunità cristiana, del territorio, del cammino portato avanti nell’arco dell’anno, a don Gianluca Bellusci, vicario episcopale per la pastorale, il compito di riferire, in una relazione, i risultati dello studio e del discernimento comunitario, realizzato in forma sinodale nelle parrocchie e nelle zone pastorali sulla Evangelii gaudium. Il suo invito è quello di guardare al convegno come ad una grande occasione, una sfida: tutti saranno protagonisti, in particolare con i gruppi di studio che, in maniera laboratoriale, per tavoli da 10-12 persone, si ritroveranno a riflettere sui quattro ambiti di lavoro della chiesa diocesana: evangelizzazione, spiritualità, caritas e cultura, gesto che qualificherà il convegno in maniera decisiva.

Sarà presente come relatore anche don Carmelo Torcivia, docente di teologia pastorale presso la Facoltà Teologica di Sicilia, presidente dell’Associazione Italiana Catechisti e direttore dell’Ufficio Pastorale diocesano, oltre che fondatore della Comunità Kairos. Il suo intervento segnerà un nuovo rilancio nel cammino di conversione missionaria della pastorale delle comunità parrocchiali della Diocesi.

Il secondo giorno offrirà la sua testimonianza ai presenti Ernesto Olivero, fondatore del Servizio Missionario Giovani, impegnato da più di 50 anni a fianco dei poveri e degli emarginati di Torino, sua città di adozione, seguendo l'insegnamento del Vangelo. Ha realizzato l’Arsenale della Pace che garantisce assistenza a immigrati, tossicodipendenti, alcolizzati, malati di AIDS e senza tetto. Negli anni novanta i giovani dell'Arsenale hanno dato vita al movimento Giovani della Pace.

I risultati del convegno, relazioni e sintesi dei gruppi di studio dei convegnisti, nel mese di maggio saranno letti e interpretati dal Consiglio Pastorale in vista del piano pastorale triennale (2017-2020) che il Vescovo consegnerà alla Diocesi nel mese di settembre 2017.

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L’Associazione Sursum Corda dona 100 Catechismi di San Pio X al carcere di Potenza

Il 30 dicembre del 1951 Papa Pio XII pronuncia un toccante «Radiomessaggio ai detenuti». Il Pontefice esorta i carcerati italiani a «librarsi dalle pene sulle ali della fede», solo in questo modo essi «non solo gusteranno le gioie della più intima ed arcana liberazione», bensì «le possederanno». Nessun evento, nessuna avversità, potrà mai rapire tali gioie: «né le asprezze del carcere, né i possibili errori della giustizia terrena, né l’incomprensione degli uomini, né lo stesso rimorso: dalla grazia elevato a salutare e consolante pentimento». Dunque Papa Pacelli esorta alla conversione del cuore, «riprovando e rinnegando, ove occorra, nel profondo del cuore, un triste passato; illuminati e sorretti dalla fede a guardare ed a sentire le vicende della terra con occhi e spirito di cristiani». Solo così «scoprirete nella stessa vostra condizione presente occasioni preziose e sorgenti sommamente feconde di grandi beni», dice ai detenuti. Pio XII torna a parlare di carcere e carcerati «ai Giuristi cattolici» il 26 maggio 1957. Nel suo sapiente e corposo «Discorso» egli pone l’accento sulla dipendenza della pena dalla colpa e sul significato della sofferenza: «Bisogna, così, dimostrare al carcerato che la società non è sua irreconciliabile nemica, costituisce un balsamo alle sue afflizioni». Ci erudisce anche sul senso della vita, facendo presente che «spesso le pene volute da Dio sono piuttosto un rimedio che un mezzo di espiazione, piuttosto “poenae medicinales” che “poenae vindicativae”». Conclude con le linee guida per ogni associazione che voglia essere di sollievo ai detenuti: «Conoscerli ed amarli come singole persone e come membri della comunità. Per essi è necessario un sincero perdono; credere al bene che si trova in altri; amare come ha amato il Signore», sempre «senza prevaricare sul diritto positivo». Poco prima di morire, il 10 aprile 1958, Pio XII compose anche la sua commovente «Preghiera per il carcerato». L’Associazione di volontariato «Sursum Corda», che ha sede a Pignola (PZ) ed opera da circa un anno, per vocazione recepisce le indicazioni della Chiesa cattolica circa «la cura dei carcerati agli occhi di Dio». Ecco come «il Signore intende che voi aiutiate i carcerati», ricorda l’anziano Papa: «direte loro le stesse parole, che illuminano, consolano e fortificano: “La tua sofferenza ti dà la purificazione, il coraggio e la più grande speranza di arrivare felicemente allo scopo, alle porte del cielo, a cui non conduce la via spaziosa del peccato. Tu sarai con Dio in paradiso; basta che ti affidi a Lui ed al tuo Salvatore”». Questi ed altri fondamentali documenti per il volontariato ai carcerati ed alle “categorie a rischio” sono stati recentemente ripubblicati sull’omonimo «Settimanale associativo», affinché si diffonda e rigeneri la vera carità cristiana. In data 22 febbraio 2017, il Presidente di «Sursum Corda», Carlo Di Pietro, ha incontrato il Cappellano del carcere, poi il Direttore della Casa circondariale di Potenza, la Dottoressa Maria Rosaria Petraccone, e contestualmente ha donato, per conto dell’Associazione, 100 copie del «Catechismo breve» o «Primi elementi della Dottrina cristiana di san Pio X» e svariati tascabili di «Preghiere cristiane» e riviste per la tutela della vita fin dal concepimento. L’Associazione ha altresì formalmente offerto la propria disponibilità alla preghiera, alla formazione dottrinale, all’ascolto ed al sostegno morale dei detenuti.

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Lagonegro riscopre la santità di Spiride Savini. Questa sera una messa di suffragio per riprendere il cammino

LAGONEGRO - La comunità di Lagonegro riscopre la figura di Spiride Savini, e lo fa partendo da una messa che sarà celebrata questa sera, 16 febbraio, alle 17.30 nella chiesa del Carmine.
La giovane lagonegrese, era nata in Piangipane, provincia di Ravenna l’1 ottobre del 1909 e morta a Lagonegro il 16 febbraio del 1936. Di Spiride Lagonegro conserva il ricordo e la tomba.
“Nella cappella del cimitero –scrive don Giuseppe Viggiani, giovane parroco di una delle parrocchie di Lagonegro- da decenni è posta sul lato sinistro dell’altare una grande riproduzione della foto di una ragazza di altri tempi. Guardandola con superficialità sembra nascondere una triste vicenda, una giovane vita amaramente spezzata dalla morte”.
È quella di Spiride Savini, morta in odore di santità a soli 27 anni dopo una vita vissuta a servizio di Dio fra Azione Cattolica e famiglia.
“Molti lagonegresi –continua don Giuseppe- la ricordano quasi come una leggenda, una storia che gli veniva raccontata quando erano bambini. Altri, soprattutto diverse donne, la ricordano bene quando negli anni ’30 del secolo scorso la giovane Spiride era Presidente dell’Associazione ‘Gioventù Femminile di Azione Cattolica’ di Lagonegro. Ormai sono pochi i testimoni diretti, ma tante notizie dimenticate per molti anni stanno tornando alla luce e confermano che questa giovane donna è vissuta santamente ed ha lasciato questo mondo testimoniando con letizia perfetta quanto afferma San Paolo: «Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno» (Lettera ai Filippesi 1,21). La sua vicenda terrena merita di essere fatta conoscere, e non è mai troppo tardi per riprendere a domandare la sua intercessione per i nostri bisogni spirituali e materiali, per la nostra Lagonegro, per la nostra diocesi, e magari ridar voce alle parole della Preghiera e della Novena che sulle immaginette dell’epoca vedono l’Imprimatur del vescovo, oggi Servo di Dio, Mons. Federico Pezzullo.”
È da qui che la comunità lagonegrese riparte, dalla spiritualità semplice e profonda e dalle testimonianze che stanno emergendo grazie alle ricerche di persone e associazioni che sono a lavoro per riportare alla luce una testimonianza di fede che vale la pena riscoprire e valorizzare.

Francesco Addolorato

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Solidarietà a don Antonio Polidoro per accoglienza migranti a Terzo Cavone dal prefetto dell’Istituto Teologico di Basilicata

Il prefetto agli studi dell’Istituto Teologico Interdiocesano di Potenza, unitamente al collegio docenti, esprime solidarietà a don Antonio Polidoro, parroco della parrocchia San Giulio presso Terzo Cavone e docente di Teologia Morale presso lo stesso Istituto per la decisione da lui presa, in dialogo con la curia della Diocesi e quindi di concerto con la Prefettura di Matera, di predisporre alcuni dei locali parrocchiali per l’accoglienza di donne e minori immigrati non accompagnati.
Tale decisione pur suscitando delle reazioni di opposizione sul territorio e in un gruppo di fedeli è la risposta concreta all’appello del Papa di realizzare accoglienza nelle strutture delle comunità ecclesiali. Per tale ragione si esprime sostegno all’azione interpretata da don Antonio perché ci sia una matura accoglienza e una risposta generosa che interessi il territorio e i suoi abitanti, in dialogo con le istituzioni coinvolte.
 

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Editoriale

Il rogo del clochard, la pira dell’odio e il messaggio di Francesco

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