CHIAROMONTE - Chiaromonte ha detto no! No alla proposta, giudicata alquanto indecente, di riorganizzazione della rete ospedaliera aziendale che, tra le altre, dal primo gennaio del 2012, impedisce alle strutture distrettuali, come il "San Giovanni", di effettuare ricoveri per acuti. Ieri pomeriggio, infatti, l'assessore regionale alla Sanità Attilio Martorano, scortato dai vertici dell'Asp, ha finalmente incontrato gli amministratori dell'area afferente alla struttura, operante sul territorio dal 1968, nonché gli operatori e gli agguerritissimi cittadini. In un clima rovente,
condito da fischi, rivendicazioni varie ed applausi, i contendenti hanno cercato di esporre e sostenere le proprie motivazioni. " L'ospedale non chiude- ha ribadito Martorano a gran voce- il vostro territorio ci sta a cuore esattamente come tutti gli altri. Sarà invece, riconvertito e potenziato nelle sue eccellenze. Credemi- ha concluso- è una scelta difficile, ma è l'unica soluzione per garantire un futuro ai piccoli ospedali". Irremovibile la posizione assunta dal primo cittadino Antonio Vozzi, il quale non arretra di un millimetro, anzi, con un secco "Non ci stiamo" restituisce le proposte al mittente sottolineando altresì, di non essere disposto a ritornare alla sanità degli anni 60'. E così, dopo circa tre ore di botta, risposta e colpi bassi, il match è terminato con un pareggio. Provvidenziale l'intervento del consigliere Marcello Pittella, il quale da vero e proprio "deus ex machina" riesce a salvare capra e cavoli: " Manteniamo un tavolo permanente tra il managment dell'Asp, i sindaci e l'assessorato- è stata "l'impropria" proposta- definiamo e discutiamo a fondo la questione facendo gli opportuni emendamenti alla Delibera e poi, una volta sottoscritto l'accordo ci ritroviamo qui per illustrarlo ai cittadini". Ci riusciranno? Il verdetto tra quindici giorni in occasione del secondo round.
Egidia Bevilacqua
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