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Scomparsa Di Lascio. A tre mesi ancora nessuna verità

Sono trascorsi oltre 3 mesi dalla scomparsa del quarantaduenne lauriota Sandro di Lascio. La mattina del 21 novembre 2017, Di Lascio, abbandona la sua automobile, ritrovata parcheggiata sul tratto di Pecorone Nord in una piazzola vicino casa sua dove è ubicato un istituto di credito. Chiusa a chiave costringe gli inquirenti a forzarne l’apertura per aprirla e fare le dovute investigazioni. All’epoca nulla di specifico e importante fu identificato come utile alle indagini. Nella sua abitazione vengono ritrovati i propri documenti e non i due cellulari in uso che risulteranno, secondo i tabulati, spenti alle 09,30 dopo aver ricevuto una telefonata. Da tempo gli inquirenti privilegiano tutte le piste investigative non tralasciando neanche una ben minima traccia. Poche le parole dagli uffici della Procura di Lagonegro, in particolare da parte della dottoressa Le Rose, titolare del fascicolo riguardante la scomparsa del giovane lucano. Anche il Procuratore capo della Procura Russo negli ultimi tempi ha evidenziato di come pare che indizi ben precisi indicano non un allontanamento volontario. Dello stesso avviso pare essere, l’avvocato di Lauria, Antonio Boccia, legale rappresentante dei genitori del Di Lascio. “Dalle indicazioni probatorie in nostro possesso – sottolinea l’avvocato Boccia – è pienamente da escludere la circostanza dell’allontanamento volontario. Questo è quanto abbiamo vagliato insieme con i genitori che raccontano di come il figlio abbia lasciato a casa la carta di identità, la patente e il bancomat. Se voleva allontanarsi volontariamente avrebbe portato con sé almeno i documenti e i soldi. Ma ha portato con sé i due cellulari. “Questa altra circostanza probatoria – continua l’Avvocato Boccia –da non scartare. Come tutti i giovani di quarant’anni, anche il Di Lascio stava sempre al cellulare ed insolito che alle 9,30 di mattina spegne all’improvviso l’apparecchio come evidenziato dai Carabinieri del posto”. Indagini che seguono ipotesi diverse da quella della Procura di Lagonegro che la lavoro sulla circostanza di sparizione consensuale. “Noi pensiamo invece – aggiunge Boccia - ad una sparizione forzata e su questo che da tempo sollecitiamo anche i vari canali istituzionali perché non escluda anche questa nostra ipotesi”. Sulla stessa frequenza l’altro legale, Antonio Cosentino che rappresenta Sandro di Lascio, fratello dello scomparso “Non propendiamo né per l’ipotesi della Procura di Lagonegro né per quello dello studio Boccia. Va detto,  se ci fosse stato un volontario allontanamento quando meno il Di lascio avrebbe dovuto portare con sé i documenti e soldi per vivere” La scomparsa si adombra di tristi pensieri. Notizia di qualche giorno. La Procura di Paola, in provincia di Cosenza, pare stia indagando sul Di Lascio. Qualche settimana prima della scomparsa sembra si stato fotografato da un autovelox in territorio calabrese.

Oreste Roberto Lanza

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