Rimettere le cose al loro posto. Quello giusto. Risolvere i problemi seriamente. Quelli piccoli e quelli grandi. Ridare vita alle nostre città ma, soprattutto, ai nostri paesi. Ridare ossigeno ai lucani e farli tornare ad essere fieri dei loro paesi e delle loro comunità cittadine. Insomma stare insieme per la Basilicata. Camminando quotidianamente per le strade di questa piccola ma importante regione, la mia Basilicata, questi i pensieri che vengono elaborati dalla mia mente ogni qualvolta analizzo dati, statistiche e circostanze all’ordine. Alcuni anni fa quando sono ritornato nella mia terra, il mio primo pensiero che ho rivolto a tutti è stato un grido di dolore per i problemi idrogeologici mai valutati e attenzionati da tutti i governanti che si sono succeduti, potrei dire dall’Unita D’Italia fino ad ora. Un aumento di frane che si registrano annualmente e che nella media risultano essere in aumento. Strade appena rifatte che crollano insieme ai ponti appena ristrutturati. Un territorio argilloso dove la politica sembra non interessata a mettere mani per una concreta risoluzione e che produce molte volte isolamenti di paesi da altri e dalla quotidianità anche produttiva. Una regione che possiede la risorsa più pregiata al mondo qual è l’acqua ma che ha la maggiore dispersione idrica a livello nazionale con oltre il quarantacinque per cento. In pratica oltre il quarantacinque per cento dell’acqua immessa nelle tubature va persa con notevoli costi. Ora l’acquedotto lucano pensa di risolvere il problema con un intervento finanziario di oltre trecentonovanta milioni di euro provenienti dal programma operativo Fesr 2014/2020 pur sapendo che i volumi idrici presenti in Basilicata e la gestione complessiva potrebbero presumibilmente aver bisogno di investimenti maggiori per risolvere definitivamente gli annosi e storici problemi del settore. Abbiamo l’orgoglio di appartenere ad una regione che produce petrolio soprattutto nel momento in cui i ricavi si sono di molto ridotto a causa del costo minimo del barile .Pero molti appaiono fieri di questa risorsa anche se ciò ha portato ad un aumento di patologie tumorali soprattutto nelle zone di produzione e  pochi hanno preso coscienza del notevole inquinamento che tutto ciò ha prodotto e produce .A causa , forse, di non voler formulare in maniera precisa le percentuali di neoplasie presenti sul territorio e quali le cause veramente. E’ una sensazione che moti si portano con sé. Qualcuno tempo fa mi diceva che gli unici ad avere capito il problema dell’inquinamento sono stati i pesci morti nella diga del Pertusillo. Un ambiente disagiato, falde acquifere violate da scorie inquinanti derivati dal petrolio, scarico di materiale radioattivo nei nostri territori a nostra insaputa che solo l’alluvione di qualche anno ha permesso di portare a galla tra i territori di Montescaglioso e Pisticci fusti di materiale inquinante sotterrato in quei territori. Per non parlare, restando in quelle zone, della questione Tecnoparco. La questione smaltimento dei rifiuti è un altro problema non secondo a nessuno. Tornato all’attenzione qualche mese fa con la questione Ageco- Francavilla In Sinni dove il Sindaco è stato costretto dalla sua opposizione a ribadire il no della comunità francavillese alla costruzione di un impianto di smaltimento che si diceva soltanto per rifiuti domestici ma che presumibilmente appariva un paravento dove si annidava la possibilità di stoccaggio di qualche cosa di molto speciale. Ma il pericolo non appare evitato Le delibere possono sempre essere modificate soprattutto se ci fosse un provvedimento positivo dal V.I.A dell’ente regionale che appare probabile dopo le elezioni del 5 giugno. Tutta questa realtà da tempo non ha prodotto sperati e grandi benefici per la terra di Lucania se non una quantità immensa di inchieste giudiziarie da parte delle varie procure e della stessa antimafia. Tutto questa realtà probabilmente impoverirà ancora di più la nostra terra. E’ un dato fresco quello della fondazione per la prevenzione e il contrasto all'usura nata in Basilicata nel 2002 che in Basilicata "si è registrato un aumento delle richieste di aiuto rispetto al 2014.In molti centri della Basilicata è in aumento l’uso di stupefacenti. Siamo negativi? Non credo parteggiamo per il realismo e per l’operatività. La Basilicata ha grandi risorse, storia, cultura, centri architettonici, scrittori, poeti, grandi cuochi. Una ristorazione che se valorizzata e migliorata potrebbe produrre un fatturato enorme insieme ai nostri meravigliosi parchi. Una regione dove le professionalità e le competenze resistono ai ricatti, alle lobby e alle massonerie perché il desiderio di chiamarsi lucani è più forte di qualsiasi cosa al mondo. Non abbiamo bisogno dell’oro nero, abbiamo l’oro bianco, chiaro e trasparente e soprattutto limpido. Abbiamo paesi meravigliosi con centri storici di valore come quello di Craco o quello di Episcopia presumibile unico paese della Lucania dove l’uscita del Castello affaccia direttamente sulla piazza del centro. Abbiamo Valsinni con il castello della grande poetessa Morra. Abbiamo Melfi con il grande castello Federiciano. Abbiamo Matera con i suoi Sassi. Abbiamo dei centri storici meravigliosi. Abbiamo manifestazioni e rievocazioni storiche di grande valore quella della Grancia sulla storia dei briganti in primis. Una gastronomia di grande valore e in alcuni casi senza rivali perché composta da ingredienti di povertà e umiltà. Abbiamo vini di qualità e formaggi di eccellenza. Pietanze ricche di sostanze vitali Non abbiamo bisogno di petrolio, di card carburanti e di assistenzialismo vario. Abbiamo bisogno di vivere delle cose vere, delle cose nostre, delle cose semplici e povere che la nostra terra ha donato a noi per utilizzarli per una giusta convivenza garantendoci della buona salute. E’ di qualche giorno fa l’intervento del Presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella che intervenendo al tavolo permanente di lavoro sull’emergenza Val D’Agri a seguito della sospensione delle attività estrattive nel centro Oli dell’Eni ha rivolto un appello a “fare squadra” e a “lavorare unitariamente per il bene della Basilicata”. Ma qual è veramente il bene della Basilicata? Nutro dubbi che un presidente della regione minoritario agli occhi dei lucani lo sappia veramente. Il cinque giugno andrebbe fatto uno sforzo da parte di tutti i lucani per aiutarlo a farglielo intendere veramente.

Oreste Roberto Lanza
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 

LA FOTONOTIZIAI PIU' LETTITAG POPOLARI

Banner