L'istituzione della “Comunità del cibo e della biodiversità di interesse agricolo e alimentare dell’area Sud della Basilicata”, nel comprensorio Pollino-Lagonegrese, è un buon passo avanti verso il riconoscimento dei piccoli agricoltori protagonisti del processo di gestione responsabile del suolo, lotta allo spreco, per garantire un diritto al cibo e un futuro sostenibile alle generazioni future. Agricoltura sostenibile è un processo che persegue una serie di obiettivi che devono sottostare a tre principi fondamentali: Sostenibilità Ambientale, Sociale, Economica. E' il commento della Cia dell'area sud del Potentino.  Di fronte alle sfide del futuro, risulta determinante -è scritto nella nota - il valore multifunzionale del settore agricolo, che innesca processi sempre più integrati con l'ambiente, il turismo, la cultura, il welfare. Usare meno risorse per produrre di più con il supporto di ricerca e innovazione; accostare alle filiere dei grandi numeri reti "a maglie strette" adattate ai territori; rovesciare il rapporto città-campagna assumendo una dimensione "multi-ideale".  E' una ricognizione profonda del mondo agricolo dalla quale – è scritto nella nota  - facciamo emergere quattro punti di forza: il primo è il ruolo dell'agricoltura multifunzionale che diventa non solo produzione di cibo ma tutela della biodiversità e dell'ambiente, conservazione e promozione della cultura rurale, rovesciamento del rapporto città-campagna assegnando all'ambiente rurale il primato d'elaborazione di stili di vita e di modelli produttivi sostenibili; il secondo  la costruzione di filiere corte in cui la catena del valore sia totalmente agricola; il terzo il ruolo dell'agricoltura come attivatore di ricerca e innovazione ma in quadro di sostenibilità; il quarto il ruolo dell'agricoltura e dunque dell'imprenditore agricolo come protagonista di una società più equa e di un mondo dove qualità della vita e qualità dell'ambiente siano inscindibili".

Per Nicola Serio, presidente regionale vicario della Cia, "parlare di agricoltura sostenibile significa riconoscere il ruolo di presidio, di sentinella e manutentore ambientale dell'agricoltore.  La Cia –  sottolinea- ha intenzione di continuare ad utilizzare il forte messaggio dell'Expo per mettere al centro tutto ciò che costituisce agricoltura: dalle tradizioni alla tecnologia, dalla cooperazione internazionale -che in campo agricolo va letta oggi quasi come un'azione di ‘peacekeeping'- alla difesa e valorizzazione della biodiversità e di creare su questi temi veri e propri protocolli di azione comune con tutti gli agricoltori del mondo. Uno sforzo che sosteniamo anche attraverso l'incremento delle coltivazioni biologiche -sottolinea Serio- di cui l'Italia ha la leadership con la Basilicata tra le prime regioni per ettari ed aziende bio è la migliore risposta alla sfida globale che il futuro alimentare pone in termini di sicurezza alimentare e sviluppo sostenibile che non possono prescindere dalla salvaguardia e dall'evoluzione della biodiversità agraria. E' positiva in proposito la scelta contenuta nel nuovo Psr che continuerà ad investire in maniera massiccia con 87 milioni di euro. Per questo, parlare di agricoltura sostenibile significa riconoscere il ruolo di presidio, di sentinella e manutentore ambientale dell'agricoltore, il primo presidio contro ogni forma di inquinamento e di contraffazione".

 

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