Il 59,2% dei lucani (in sintonia con i residenti delle altre regioni del Sud) ricorre alla sanità privata – secondo i risultati di un’indagine Censis Previmedical, 2013, rielaborata su scala regionale dall’Osservatorio dell’ANISAP Basilicata, associazione delle istituzioni sanitarie ambulatoriali private – perché “nel pubblico bisognava aspettare troppo a lungo”; il 41,7% perché “nel privato ho potuto scegliere il medico da cui farmi curare”; il 22,8% risponde: “se paghi sei sempre trattato meglio”; il 13,5%: “mi garantiva flessibilità di orari” e sempre il 13,5%: “non avevo alternative nel pubblico nella mia area di residenza”; il 11,4%: “mi è stato indicato da persone di fiducia”; il 2,1%: “perché ho trovato un’occasione e ho acquistato servizi-prestazioni a prezzi vantaggiosi”. Dunque è crescente la propensione, a volte la vera e propria necessità, per motivi di urgenza e di gravità, a rivolgersi alla sanità privata ed alle prestazioni in regime di Intramoenia, che si riverbera nell’aumento della spesa privata. Secondo le analisi del Censis, sono oltre 12,2 milioni gli italiani che dichiarano che negli ultimi anni hanno fatto ricorso, più frequentemente che del periodo precedente, alla sanità a pagamento, e sia alla sanità privata che a quella in intramoenia. In particolare è pari al 25% la quota di italiani che ha intensificato il proprio ricorso alla sanità privata, mentre è pari a quasi il 12% la quota di coloro che si rivolgono di più all’intramoenia. Inoltre si rivolgono di più alla sanità privata gli abitanti del Sud e delle isole (quasi il 35% vi ha aumentato il ricorso), ed all’intramoenia gli italiani tra i 30 e i 45 anni (oltre 14%) e gli abitanti del Sud e delle isole (17%).
Il ricorso alle prestazioni private – commenta Antonio Flovilla, presidente ANISAP Basilicata - è dettato spesso, oltre che dal costo della compartecipazione alla spesa nel pubblico, anche come è noto ed è confermato dall’indagine sui pareri degli utenti lucani, dalla lunghezza delle liste di attesa .
A proposito dell’impatto della crisi sulla sanità, non va dimenticato che esiste anche un effetto di ben diversa natura, quello delle persone che dichiarano di avere ridotto il proprio ricorso alla sanità a pagamento in questi ultimi anni; si tratta di oltre 5 milioni di italiani, poco più dell’11% per la sanità privata, e poco meno del 10% per l’intramoenia. Una entità questa che si colloca nell’ambito dell’insieme degli italiani (oltre 9 milioni nel 2012) che dichiarano di ver rinunciato tout court ad una prestazione sanitaria nell’ultimo anno per motivi legati alla erogazione (costo, ticket, lista di attesa). Chi ha diminuito il ricorso alla sanità privata e/o intramoenia lo ha fatto principalmente perché ha minori disponibilità economiche (87%), motivazione che tra coloro che hanno più di 64 è indicata dal 95,2% degli intervistati.
A tale proposito ed è la tesi che sosteniamo da sempre – continua Flovilla - un miglioramento della qualità e delle performance della sanità italiana, oltre che della sua sostenibilità, può essere prodotto attraverso una azione di rafforzamento della cosiddetta medicina del territorio, dalla medicina di base, alla assistenza domiciliare, alla prevenzione, alla riabilitazione. In realtà troppo poco è stato fatto in questa direzione con l’obiettivo di rendere più efficiente il servizio sanitario regionale che per noi può funzionare efficacemente solo se funziona il mix pubblico-privato.
Nel sottolineare che “i recenti Stati Generali della Salute hanno affermato la formula ‘più territorio e meno ospedale’ Flovilla afferma che “la partita si gioca oltre che sulla riduzione di ospedali-doppione e sulla lotta agli sprechi sulla rapidità con cui si cambia funzione e ruolo della sanità sul territorio. Noi intendiamo dare il nostro contributo di esperienza, professionalità, servizi e prestazioni di qualità soprattutto in questa fase in cui gli effetti della crisi economica sul rapporto dei lucani con la spesa per la salute si sono manifestati nella tendenza al rinvio delle prestazioni sanitarie considerate, a torto, meno urgenti. Poiché la salute è un bene primario sul quale non si deve risparmiare, diventa necessario - sottolinea sempre l'Anisap Basilicata - rilanciare il ruolo delle strutture della sanità privata per consentire di assolvere fino in fondo ai compiti di erogazione di prestazioni che altrimenti, da solo, il sistema pubblico non è in grado di garantire”.

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