Dopo la “giornata dell’orgoglio” a Roma, gli “invisibili” titolari delle micro-imprese della provincia di Potenza che si sono resi ben visibili nella manifestazione voluta da Rete Imprese Italia (Confartigianato, Confcommercio, CNA, Casartigiani e Confesercenti) non smobilitano. In attesa che il Governo Renzi dia risposte alle priorità indicate nel manifesto “senza impresa non c’è Italia” (meno tasse,  meno costi e burocrazia per il lavoro, più credito alle imprese, tempi certi di pagamento con la P.A, rilancio dei consumi) si guarda alla gestione della nuova fase di iniziativa di Rete Imprese della provincia d Potenza.  Così Ciro Spera, Presidente Provinciale Casartigiani,  Antonio Aloisio, presidente Provinciale Cna, Antonio Miele, Presidente Provinciale Confartigianato, Fausto De Mare, Presidente Provinciale Confcommercio e Prospero Cassino  Presidente Provinciale Confesercenti riprendono il lavoro in attuazione del protocollo di intesa siglato a Potenza nelle scorse settimane. L’organismo, nato dalla necessità di agire con maggiore coordinazione e sinergia nell’interesse delle categorie rappresentate ad ogni livello di interlocuzione territoriale, intende costituire innanzitutto un riferimento certo per le aziende e le istituzioni e le altre strutture associative. Il primo appuntamento impegnativo è la definizione della nuova programmazione europea 2014-2020. “Non può che farci piacere – sottolinea una nota di Rete Imprese della provincia di Potenza - l’accordo raggiunto tra Ministero per la Coesione territoriale e le Regioni per la ripartizione dei fondi strutturali europei 2014-2020 che assegna alla Basilicata all’incirca una volta e mezzo in più di risorse assegnate nel precedente sessennio, vale a dire poco più di 863 milioni di euro per i prossimi sei anni. C’è adesso l’opportunità per fare di più e meglio rispetto ai Programmi Fesr, Fse e Feoga-Psr del sessennio appena trascorso, a favore delle piccole e medie imprese, cancellando l’esperienza del passato caratterizzata dal fatto che non sempre più risorse rivenienti da programmi europei e statali  hanno significato più aiuti concreti per il rilancio della Pmi e l’accoglimento delle nostre proposte. Abbiamo pagato sulla nostra pelle e stiamo ancora pagando tutti gli errori di scelte politiche dissennate, tra tutte una pressione fiscale che per le nostre imprese tocca il 66% anche a causa di una tassazione locale senza limiti". “Per usare le parole dell’appello di Papa Francesco – si legge nella nota - non ci faremo rubare la speranza, anche se è evidente lo stato d’animo delle categorie che rappresentiamo che se non hanno perso la speranza  hanno perso la pazienza. La politica ci ha deluso, e il nuovo governo e il Parlamento devono prendere atto dell'enorme malessere e delle difficoltà che vivono le nostre imprese, devono cambiare registro e capire che senza di noi il Paese si ferma. La manifestazione di Roma  non resterà solo nella nostra memoria ma nella storia come la più grande manifestazione delle piccole e medie imprese italiane. E’ il messaggio della “quarta gamba” della concertazione sociale da aggiungere alle tre storiche (Istituzioni, sindacati, Confindustria) per dare più voce e peso alla piccola e media impresa con un’aggiunta: noi non rinunciamo all’idea che il mondo delle piccole imprese deve diventare il luogo dove i giovani possono e vogliono lavorare".

 

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