Inaugurato l’anno giudiziario da parte del Tribunale amministrativo regionale di Basilicata. Presenti nella storica sede di via Rosica, a Potenza, le rappresentanze forensi del capoluogo, Matera e Lagonegro, nonché personalità istituzionali, religiose e militari e lucane. La relazione di apertura è stata presentata dal Presidente Giuseppe Caruso fresco di nomina. Il documento analizza un trend positivo del tribunale e manifesta alcune criticità. Nel 2015 sono stati presentati al Tribunale amministrativo regionale per la Basilicata 1.082 ricorsi, "147 in più rispetto all'anno precedente (935), a conferma di una tendenza delineatasi a partire dal 2012 (499 ricorsi) e proseguita nel 2013 (675 ricorsi)”. Un dato che ha avuto un picco del 38% tra il 2013 e 2014 e dell’8% in più nel 2015. Questi i dati snocciolati dal Presidente Caruso. "Vi è stato un deciso aumento del contenzioso relativo alle esecuzioni del giudicato- ha precisato il massimo esponente istituzionale del TAR lucano”. “Senza riscontrare situazioni di patologico arretrato, si tratta – ha sottolineato Presidente Caruso- per la gran parte (662 ricorsi su 721)" di ricorsi "per la corresponsione in concreto degli indennizzi liquidati dalla Corte d'appello di Potenza a favore dei cittadini pugliesi che hanno atteso troppo a lungo l'esito dei loro processi”. In aumento ancora le controversie relative all’affidamento dei lavori pubblici, servizi e forniture. Ma anche i contenziosi più rilevanti come quelli relative alle autorizzazioni e concessioni, edilizia ed urbanistica. In calo le controversie in materia di pubblico impiego non privatizzato ed agricoltura e foreste. Pare migliorato il servizio amministrativo, più efficiente ed efficace. Molta della documentazioni presentata in digitale ha permesso di ridurre i tempi di consultazione da parte dei soggetti interessati. Resta forte il problema del rafforzamento degli uffici con la richiesta di assunzione del personale idoneo, la presenza di soli due magistrati per gestire un contenzioso in aumento e i ritardi della legge pinto.

Oreste Roberto Lanza
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