Si è svolta nei giorni scorsi, presso il Park Hotel di Potenza, l’Assemblea regionale dell’Anci della Basilicata. "Un piano di contrasto allo spopolamento della Basilicata” è stato il tema scelto per l’incontro al quale ha preso parte anche il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella.
“Ringrazio Salvatore Adduce e l’Anci per quella che io considero è un’occasione graditissima di riflessione e di approfondimento per le politiche regionali, anche prossime, che non possono non nutrirsi di spunti, stimoli e di occasioni di concertazione come questa”, ha affermato Pittella nel suo intervento.
“E’ evidente – ha aggiunto - che siamo al cospetto di una patologia sistemica e oggi scopriamo che tali patologie non solo sono frutto di una genesi multifattoriale ma necessitano di una terapia e di un approccio diagnostico e terapeutico multidisciplinare. Per cui, il fenomeno dello spopolamento, non è riconducibile ad un unico elemento e non è pensabile che una sola soluzione o un unico capitolo di bilancio possano porre rimedio ad un problema che ci portiamo dietro da qualche decennio e che gradualmente, ma inesorabilmente, ci costringe a riflessioni sempre più stringenti e radicali. Soluzioni che potevano anche essere occasione di cifra di successo da parte della politica e delle Istituzioni ma che oggi diventano un’emergenza”.
“La Basilicata è ancora la regione che sconta solo due Unioni dei Comuni – ha sottolineato il governatore – siamo ancora una regione che trova grosse difficoltà a fare sistema e in cui, sovente, i riverberi un po’ più campanilistici a cui la politica non è estranea, alimentano un frazionismo che non ci aiuta e che limita la creazione di quel substrato ideale su cui innestare politiche di settore sistemiche che possano provare a bloccare un fenomeno come quello dello spopolamento”. “Siamo ancora una Regione che fa fatica a comprendere che la riforma della sanità e della riorganizzazione del sistema sanitario regionale è obbligatoria perché la salute va tutelata essendo il bene più prezioso – ha aggiunto Pittella - Una riforma che non può più essere rinviata se la classe dirigente vuole essere una classe dirigente responsabile”.
“Se dobbiamo ottimizzare i servizi e valorizzare  le vocazioni dei nostri territori, dobbiamo, in primis, conoscere queste vocazioni – ha poi ammesso il presidente - E per fare ciò abbiamo bisogno non solo dell’analisi ma anche di una proposta che tenga all’interno delle politiche nazionali e regionali, penso alla aree interne, esattamente la visione di sviluppo, per vocazione, di quelle aree. Sapendo che esse si giocano una carta importante, sostenuta anche finanziariamente, la cui prima scommessa, però, è la capacità di visione e di fare sintesi programmatoria. Di compiere una scelta, dunque. Noi abbiamo qui, oggi, insieme a diversi sindaci capofila di alcune aree interne, che stanno lavorando alacremente con la cabina di regia regionale e nazionale e si stanno sforzando per consegnare un virtuosismo a quelle politiche che rappresentano anche un antibiotico utile, uno degli antibiotici, per provare ad attenuare il fenomeno dello spopolamento”.
“C’è una regione che vuole cogliere anche le sfide che spesso non si sposano facilmente con il consenso – ha poi affermato Pittella – penso alla sfida lanciata due anni fa dalla Regione Basilicata sul tema dei migranti che ebbe una grande eco nel dibattito sui social tanto in regione quanto su scala nazionale. Sfidammo tutte le ingiurie e le esternazioni proprie di una politica del terrore e della paura, e siamo passati da 400 a 2200 migranti dimostrando quanto, questa piccola Regione, nei limiti della proporzione, per cifra di civiltà, prova a mettere in campo sfidando anche il non-consenso su una materia come questa”.
“Oggi abbiamo 500 persone accolte nel sistema Sprar, che è quello che dà, di fatto, maggiore capacità integrativa e sicurezza dei soggetti e dei giovani accolti; un modello spalmato sul territorio che ha raddoppiato la capacità di accoglienza passando da 21 a 44 Comuni attraverso un’azione fatta con le Prefetture, le forze dell’ordine, con l’Anci – ha sottolineato il governatore – Un’azione molto insistente da parte del governo regionale che, in queste ore, sta lavorando con grossissimi investitori privati internazionali, con parte del mondo della Chiesa, del Vaticano e dunque della Caritas nazionale per provare a costruire un modello con ricadute oggettive che possano produrre un avanzamento sul piano culturale; tutto questo rappresenta oltre ad una grande cifra di civiltà, un altro antibiotico per debellare una febbre altrimenti inarrestabile”.
“Ma la Basilicata è anche la regione che ha bisogno di fare i conti con alcune altre riforme di sistema che non possono essere rinviate – ha aggiunto il presidente Pittella – Perché la nostra non può essere la regione dell’assistenza tout court ma deve cimentarsi sul potenziale sviluppo che è rappresentato dall’innovazione guardando ai giovani come grande e prima risorsa. Anche per attrazione e immigrazione. Non solo dei lucani andati all’estero ma anche per coloro i quali sono interessati ad una terra che è grande geograficamente, piccola nei numeri demografici,  ma che ha delle virtù e delle qualità che altre regioni probabilmente non hanno. Si tratta di offrire a quanti restano gli strumenti perché  la nostra terra diventi per esempio un luogo di eccellenza per le startup innovative”.
“Se vogliamo andare oltre, a fronte di un arretramento costante dei trasferimenti finanziari da parte dello Stato – ha aggiunto - bisogna pensare ad un avanzamento della nostra Regione soprattutto sul fronte della spesa corrente per far fronte ai servizi essenziali come il sociale, l’università, la forestazione. Noi ci rendiamo conto, oggi, quanto il nostro bilancio sia diventato asfittico. Un bilancio che diventa sociale, di assistenza, non sempre aiuta ad inoculare nelle vene quel farmaco necessario per creare speranza, fiducia e incentivare i giovani a tornare o a rimanere”. “Allora noi abbiamo bisogno esattamente di calibrare politiche di grande impatto sociale con quelle che guardano allo sviluppo”.
“Non è giunto forse il momento di rivedere la legge 40 sul petrolio?”, si è chiesto poi  Pittella. “Un tema sicuramente scivoloso – ha detto – ma dobbiamo avere il coraggio, senza aspettare il solito Messia che venga a propinarci soluzioni salvifiche, di trovare noi stessi le riposte e chiedere ai Comuni sede di estrazione, di concentrare quella spesa concordemente su politiche spalmabili su tutto il comprensorio, e non sulla singola comunità. Bene stanno facendo con noi, questo lavoro, i sindaci”. “ Io penso di poter dire che nelle quote incrementali, se ci saranno, come io mi auguro, una parte possa servire ad integrare quel serbatoio mentre un’altra potrà essere spesa, concordemente con i sindacati, le parti datoriali, tutti i sindaci, l’Anci e le istituzioni per politiche avanzate della famiglia. Per recuperare su servizi avanzati la possibilità che la gente venga in Basilicata e si stabilizzi”. “E’ chiaro – ha sottolineato il presidente - che ha senso, nell’ambito di questo percorso, anche l’operazione che stiamo provando a fare in finanziaria immaginando il bonus per coloro i quali vanno a risiedere nei centri storici dei nostri paesini in via di spopolamento. Ma solo con questo non si trova la soluzione per debellare una malattia sistemica, servono anche altre soluzioni”, ha detto il governatore. “Penso all’industrializzazione – ha aggiunto – abbiamo una classe dirigente nazionale di grandissima qualità. Insieme a loro mi piacerebbe unirmi con i sindacati regionali e nazionali, le parti datoriali, Confindustria, per una richiesta al governo Renzi su un intervento particolare, una seconda Sata, un progetto che ridia al nostro territorio la possibilità di svolgere a pieno la funzione a cui si candida. La Basilicata è l’unica regione, nel Mezzogiorno, per i numeri che rivendica e per le azioni che ha messo in campo oltre che per la qualità della classe dirigente, che propone di poter raggiungere un obiettivo del genere”. “Io credo – ha aggiunto Pittella – che se riuscissimo ad essere maggiormente dotati di autostima, potremmo fare tutti bene il nostro dovere”.
“Bene questo incontro, bene la socializzazione – ha detto Pittella in conclusione al suo intervento – Proviamo a lavorare e a costruire un percorso parallelo, proviamo a riconoscerci innanzitutto. Proviamo anche a creare condizioni virtuose con il governo nazionale perché giungano, oltre alle nostre risorse, anche quegli aiuti necessari perché questi obiettivi possano essere colti”. “Sono convinto che insieme possiamo fare uno straordinario lavoro. Noi siamo i detentori della cassetta degli attrezzi e dobbiamo metterla a disposizione di coloro i quali dovranno popolare e animare questa terra possibilmente non partendo e possibilmente tornando qui”.
 

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