Riceviamo e pubblichiamo questa lettera, dove descrive in modo abbastanza dettagliato l’esperienza negativa di una figlia che ha assistito l’anziana madre ricoverata al San Carlo di Potenza.

Mia madre novantaduenne, cieca, ha subito la frattura del femore e in data 22 giugno è stata ricoverata nel Reparto di Traumatologia dell’Ospedale Regionale San Carlo di Potenza. In quella data non abbiamo potuto parlare con nessun dottore perché tutti occupati per emergenze (questo è quanto ci è stato detto dal Caposala). Ci è stato fatto firmare il Consenso informato senza una sola parola di spiegazione. In data 23 giugno è stata visitata dall’anestesista alle ore 10 e alle ore 12 è entrata in sala operatoria. Ci aspettavamo una visita del chirurgo nel pomeriggio o il giorno successivo ma a quanto riferito dal caposala si erano verificare delle emergenze e quindi niente visite. Venerdì mattina abbiamo visto un dottore parlare col caposala e alla nostra richiesta di informazioni ha risposto, con aria seccata, che lui non può conoscere tutti i malati del reparto. Sabato e domenica, tranne che per eventuali emergenze (parola davvero abusata in questo reparto…) non ci sono dottori. Lunedì mattina mia madre è stata dimessa per essere trasferita in una struttura riabilitativa. Riassumo: 5 giorni di degenza nessun dottore con cui parlare. 5 giorni di degenza nessun dottore che abbia fatto il giro del reparto. Vorrei aggiungere qualche dettaglio sulla permanenza in questa struttura -Scarsa disponibilità degli infermieri, mal disposti non solo verso i parenti ,che sarebbe poca cosa, ma insofferenti e scortesi verso i malati ( per la maggior parte persone anziane …le più indifese). I campanelli del reparto suonano anche per decine di minuti. Caposala che rispondono in malomodo e sempre con sufficienza e nervosismo. Personale che effettua le pulizie in maniera superficiale e sommaria. Nel reparto e nelle stanze c’è sempre cattivo odore. Cibo disgustoso, assolutamente immangiabile. I vassoi ritornano indietro sempre pieni e i pazienti che possono farlo, si fanno portare il cibo da casa. Di notte nelle stanze non passa nessuno a controllare i malati, affidando le cure e i bisogni dei malati ,alla presenza di parenti. In 5 giorni i letti non sono mai stati cambiati, letti non solo sporchi ma mai rifatti, con grande disagio per i malati che non potendosi muovere,hanno vissuto tutto il tempo con traverse cuscini e lenzuola stropicciate e sporche. Mia madre che aveva un ematoma in testa è rimasta con lo stesso cerotto sporco di sangue per 5 giorni, pur avendone sollecitato più volte la sostituzione. È stata una esperienza davvero allucinante. Sono lucana, vivo a Torino da tanti anni e questo ritorno al passato mi ha ferita. Mi dispiace profondamente aver ritrovato al Sud l’arroganza di chi si fa forte con i deboli, malcostume che fa parte di una cultura dell’ignoranza che non dovrebbe più esistere nel 2016. Il Reparto di Traumatologia si è trasformato in un reparto da “trauma”! Considerando che il San Carlo è un ospedale regionale mi chiedo se non sia il caso di controllare cosa succede. Aspetto fiduciosa che qualcuno mi dica come sia ancora possibile trattare i malati in maniera così arrogante e aggressiva. Ringrazio pochissimi infermieri(3) che con la loro professionalità e cortesia hanno reso sopportabile questo ricovero per mia madre. In attesa di un qualche sviluppo.

 

Carmen Giorgio

(Fonte Basilicata24)

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