“Non spegniamo i riflettori sulla presenza delle mafie nel Metapontino dopo la partenza della Commissione nazionale antimafia”. E’ quanto sostiene il segretario nazionale di Italia dei Valori Ignazio Messina per il quale “in attesa degli ulteriori approfondimenti ed incontri che la presidente Bindi ha annunciato e degli sviluppi delle indagini investigative sugli ultimi episodi di criminalità specie ai danni di agricoltori, va tenuta alta la guardia dei cittadini, delle istituzioni locali, delle associazioni che come Libera sono già da anni sul territorio, delle forze sociali. Italia dei Valori raccoglie il “messaggio” di associazioni, tra le quali Terre Joniche ed Altragricoltura, a non sottovalutare e, per quanto riguarda la politica, a “non ritrarsi dal territorio” lasciando spazio all’antistato che nel Metapontino oggi si materializza con l’usura e la criminalità organizzata. Il nostro impegno – sottolinea Messina – è testimoniato dalla proposta di legge di iniziativa popolare per rilanciare l’Agenzia nazionale dei beni confiscati e proporre, quando non destinati, la vendita degli immobili confiscati alle mafie. Il nostro obiettivo – spiega il segretario di Idv - è rendere più efficiente l’agenzia, ma soprattutto mettere a frutto ed utilizzare gli 80 miliardi di patrimonio confiscato alla mafia. Istituire un albo, garantire prioritariamente la funzione sociale dei beni, se non richiesti da agenzia del demanio ed enti locali, bisogna venderli in modo da diminuire le tasse e bonificare i territori colpiti dalle ecomafie. Solo ieri la Direzione investigativa antimafia di Catania e Messina ha confiscato beni per 200 milioni di euro ritenuti riconducibili a Mario Giuseppe Scinardo, di Cosa nostra di Mistretta, e a Sebastiano Rampulla, deceduto nel 2010, e fratello di Pietro, condannato per essere stato l'artificiere che ha confezionato l'ordigno della strage di Capaci”. "La nostra – aggiunge la segretaria regionale di IdV Maria Luisa Cantisani - è una proposta chiara, precisa, realizzabile che ha il consenso di circa 3mila cittadini lucani e che porteremo nei territori, a partire dal Metapontino, attraverso i nostri circoli. Si tratta infatti di affrontare concretamente i problemi reali della gente, opponendo ai facili populismi proposte fattive. Tra queste quella di monetizzare i beni confiscati al malaffare per ridare slancio alla parte sana del tessuto sociale. Se sono a disposizione beni confiscati dal valore di 80 miliardi di euro,  alcuni dei quali anche in Basilicata, è prioritario ed utile che gli stessi vengano venduti per coprire quei settori sociali deboli, garantire diritti e servizi ed incrementare l’occupazione.In altre parole, si tratta di fare della legalità il motore dello sviluppo, riutilizzando i beni frutto di condotte illecite per finanziare incentivi per le assunzioni, formazione, ammortizzatori sociali”.

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