Le facce di almeno tre generazioni diverse – dall’on. Angelo Sanza, a Pietro Campagna, Gigi Scaglione, Nicola Benedetto sino ai giovani e le giovani candidati – con idee comuni ed una motivazione di base: ridare centralità all’area politico-culturale dei moderati-riformisti-progressisti. E’ il messaggio che Centro Democratico  lancia nel suo primo assaggio di campagna elettorale in una sala gremita di gente, in un clima di rinnovata passione. Insieme ai dirigenti del partito di Sanza e Tabacci c’è il candidato sindaco di Potenza Luigi Petrone alla sua prima vera e propria uscita pubblica. Tocca al coordinatore cittadino Vincenzo Tito spiegare “questo un nuovo metodo di fare politica facendo diventare direttamente i cittadini protagonisti, attraverso gruppi tematici di lavoro che hanno definito il programma.  Abbiamo registrato – aggiunge Tito – una buona risposta di cittadini, esponenti di associazioni ed espressione della società civile, professionisti a riprova della voglia non sopita di determinare il futuro della città”. Poi Antonio Triani e Fernando Barbaro presentano una prima lista di candidati con l’attuale sindaco Pietro Campagna che farà da bandiera del Cd, Ferdinando Picerno che arriva da un’altra esperienza politica anch’essa moderata, Tonino Vaccaro e tanti giovani e donne che per la prima volta ci mettono la propria faccia. E’ una scommessa importante per la città – commenta Gigi Scaglione – perché sdogana il luogo comune di città che sta morendo. Ci sono energie che vogliono impegnarsi per il cambiamento e per proseguire un’esperienza di governo del centrosinistra, smascherando nuovi trasformismi da salto della quaglia. Intorno a Petrone di cui abbiamo condiviso la scelta senza il ricorso, del tutto inutile, a Primarie, vogliamo rilanciare la “mission” di capoluogo di regione. Una “mission” che vede da qualche tempo in trincea Pietro Campagna, fortemente caricato dalla responsabilità di capolista e di simbolo di continuità nel rinnovamento. Abbiamo provato a costruire una città moderna ed in parte – dice Campagna – ci siamo riusciti. Ovviamente non sono mancati errori a cui rimediare nei prossimi cinque anni con l’impegno che la Regione mostri più attenzione per il suo capoluogo. Il cosiddetto “emendamento Potenza” nella finanziaria in discussione in viale Verrastro è solo un esempio: non si può chiedere all’Amministrazione Comunale di farsi carico totalmente di servizi da garantire a quanti per lavoro, studio, salute, affari arrivano in città senza le risorse finanziarie adeguate. Ma oltre a Potenza ci sono una quarantina di Comuni che rinnovano sindaco e consiglio e dove – sottolinea Massimo Macchia, coordinatore provinciale – Cd intende piantare la propria bandierina. Specie in una situazione di grande difficoltà interna al Pd le aspettative dei cittadini sono su di noi.
Il candidato sindaco Petrone si è sente a casa sua, ascolta gli interventi, legge il programma, raccoglie il sincero incoraggiamento. Sia chiaro – sottolinea – non sono l’uomo della Provvidenza chiamato a salvare la città. Il successo del nostro impegno dipenderà da tutta la coalizione di centrosinistra, dalla squadra che lavorerà con me e dalla partecipazione attiva dei cittadini ai quali chiedo non più una delega in bianco. Poi poche efficaci parole sulla Potenza del 2019: voglio una città più vivace, più accogliente, una città che si riappropri del ruolo di capoluogo ed interagisca con le comunità limitrofe. Una città che rinnovi il senso di appartenenza. Subito un impegno solenne: prima di decidere scelte importanti l’ascolto dei cittadini insieme al rilancio dell’associazionismo e dell’università non più corpo estraneo alla città. Ma portare in Europa Potenza e quindi la Basilicata è un progetto proibitivo? Per Nicola Benedetto, candidato della lista Scelta Europea, a cui aderisce il Cd, che con quotidianità si misura in Consiglio Regionale sulla programmazione dei fondi comunitari e da imprenditore con i mercati europei, la risposta è negativa. Non nascondo l’impresa che è soprattutto nella vastità della Circoscrizione Sud estesa da Reggio Calabria all’Abruzzo ma le sfide impossibili fanno parte della mia vita come l’impegno al servizio della comunità potentina e di tutte quelle degli altri 130 comuni. Spetta all’on. Angelo Sanza concludere un ricco dibattito partendo dai ricordi che lo legano alla famiglia Petrone, al padre di Luigi, il dottor Potito, più volte invitato a candidarsi per la Dc in Parlamento senza successo – dice Sanza – perché la professione non gli concedeva tempo. Luigi – afferma il dirigente nazionale di Cd – porta sulle spalle il carico del cognome ed ha tutte le qualità per essere un buon sindaco. Anzi proprio il suo carattere rigoroso ne fa una garanzia con il nostro impegno a sostenerlo con lealtà e tenacia. Sanza sottolinea il doppio fronte politico-elettorale: Scelta Europea con candidati al Sud Bruno Tabacci e Nicola Benedetto rilancia la migliore cultura liberaldemocratica di cui c’è assoluto bisogno rispetto a quella di un popolarismo inquinato dai berluscones e di chi lo interpreta con il cappello in mano dalla Merkel. Il superamento dello sbarramento al 4%, voluto per sbarazzarsi dei minori – sostiene Sanza – è alla nostra portata con l’obiettivo di eleggere proprio dalla circoscrizione Sud un europarlamentare.      
 

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