Se circa il 15% dei lucani hanno deciso di regalarsi una vacanza fuori della propria città, qualche primo timido segnale di rilancio turistico è decisamente nelle mani dei turisti di vicinato (pugliesi, campani e laziali su tutti) con buoni livelli di prenotazioni a Matera e legate soprattutto alle condizioni meteo a Maratea e nel metapontino ionico. E’ l’indicazione del C.S. Thalia che ha rielaborato su scala regionale il sondaggio di Confesercenti-Assoviaggi secondo il quale la percentuale di italiani in breve vacanza è pari al 30% e il restante 70% preferisce una Pasqua…casalinga, magari con qualche rapida fuga, se il tempo lo permetterà, verso le località più vicine, al mare, in collina o in montagna.
Viaggio a Pasqua o durante i ponti del 25 aprile e primo maggio? Il 12% dei vacanzieri – la maggioranza – si orienta sui giorni di Pasqua, tallonati da un 10% che preferisce il ponte del 25 aprile. Meno gettonato quello del primo maggio che riscuote l’interesse dell’8%.
Più della metà dei turisti farà gite brevi: da uno a tre giorni (sono il 56% del campione) Inclusa la classica gita “fuori porta”. Ma c’è un buon 32% che si concederà 4-5 giorni di relax, mentre un 12% opterà per una vacanza “lunga”.
Il turismo religioso sembra avere una direzione privilegiata: Roma e Papa Francesco. E con il turismo religioso torna a prendere quota il tour in pullman. Per il Vulture-Melfese, Matera e buona parte della regione c’è dunque l’occasione per rafforzare l’offerta di turismo religioso, in forte crescita in Basilicata: nel giro di un paio di anni gli itinerari spirituali e di fede hanno registrato una tendenza di richieste del  20% superiore, con un incremento annuo dell’ordine del 10-15%.  Le motivazioni per intraprendere un viaggio verso un luogo spirituale di fatti sono varie e strettamente collegate alle condizione soggettive del “turista” o del pellegrino: ricerca di emozioni forti, sensazione di appartenenza ideologica, desiderio di stare insieme, intenzione di incontrare un leader religioso carismatico, atto di fede o penitenza. Accanto alle motivazioni spirituali i dati del turismo religioso in Italia testimoniano il potenziale del bene religioso come risorsa per lo sviluppo sostenibile del territorio. Un effetto moltiplicare per l’economia locale. L’attenzione ai santuari e ai luoghi di culto costituisce una valida occasione di interesse per le opere d’arte in essi presenti e rappresenta anche la possibilità di conoscenza del territorio all’interno del quale essi insistono, diventando la destinazione di un turismo colto e di qualità. Ma il richiamo delle testimonianze culturali, spesso connesse agli interessi religiosi, emerge anche come attrattiva e motivazione di scelta: infatti, il 42,4% dei turisti sceglie le località italiane anche per la ricchezza del patrimonio artistico e monumentale, esprimendo il desiderio di conoscere nuovi luoghi (26,3%) oltre che gli usi e costumi della popolazione locale (21,1%). Nonostante non si tratti di un turista high-spender, il pellegrino viaggia principalmente in bassa stagione e, come buona parte della domanda di turismo sociale, contribuisce alla destagionalizzazione delle destinazioni
Per chi vuole spingersi oltre l’Europa per puntare su località lontane ed esotiche resta il problema delle zone a rischio. In tal senso le prenotazioni per il Mar Rosso scarseggiano tranne nel caso di Marsa Alam. Dubai ed Oman divengono le alternative più ricercate.
Il 60% degli italiani che andranno in vacanza ha deciso di spendere con parsimonia e di conseguenza meno del 2013. Ma c’è un 14% disposto a spendere almeno il 10% in più ed un 7% che ha messo in previsione un aumento del budget vacanziero del 30%.
Complessivamente il 54% del “turista pasquale” prevede di spendere oltre 250 euro per la sua vacanza. Infatti le cifre per un viaggio breve oscillano in media dai 300 ai 600 euro, mentre per viaggi a lungo raggio (o di durata medio-lunga) si possono spendere fino a 3000 euro.
Regge la tradizione del pranzo in agriturismo il Lunedì dell’Angelo con una crescita della tendenza delle famiglie a festeggiare anche a Pasqua fuori dalla cucina di casa.
 

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