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Scanzano J., revocata l’ordinanza sul divieto dell’uso dell’acqua. Ripoli, abbiamo atteso le analisi per la revoca

 

Il Sindaco di Scanzano Jonico, Raffaello Ripoli, ha revocato l’ordinanza sindacale numero 54 emessa giovedì scorso 10 maggio con cui veniva vietato l’uso e consumo dell’acqua potabile per l’intero territorio. Un provvedimento resosi necessario a seguito della comunicazione pervenuta ai Comuni di Policoro, Nova Siri, Montescaglioso, Bernalda e Scanzano jonico, alle 21,50 dall’Unità Sanitaria di Matera. Una nota in cui l’ente sanitario consigliava ai Comuni interessati di provvedere ad interrompere l’erogazione del flusso idrico di acqua potabile in quanto erano stati rilevati valori di trialometani superiori a quelli consentiti da Legge. Comunicazione che veniva inoltrata per conoscenza anche all’Acquedotto lucano per richiedere motivazioni specifiche per questa ennesima interruzione del flusso idrico. “Voglio dire subito – precisa il Sindaco di Scanzano Jonico, Raffaello Ripoli – che la comunicazione dell’Unità Sanitaria di Matera è arrivata contestualmente a tutti i Comuni. Per quanto riguarda quello di Scanzano Jonico, abbiamo emesso subito il provvedimento sindacale di blocco del flusso idrico predisponendo le autobotti nei punti cardini della città”. In tempo reale pare siano partiti subito i normali rilevamenti da parte degli enti interessati. “Certo- continua il primo cittadino di Scanzano Jonico Ripoli- a quel punto abbiamo aspettato i risultati delle analisi fatte la mattina del venerdì, successivo alle comunicazioni dell’Unità Sanitaria e ai relativi provvedimenti comunali. I dati sono arrivati nella tarda serata di sabato con valori confortanti in quanto risultavano sotto soglia prevista da legge. Questo mi ha permesso di revocare l’ordinanza con effetto già da domenica mattina evitando ulteriori disagi ai cittadini del territorio”. Un disagio che ha creato alcune polemiche per una circostanza che si è ripetuta nel breve periodo pensando fosse stata risolta. “Delle spiegazioni sono state date dall’Acquedotto Lucano – sottolinea il Sindaco Raffaello Ripoli – su nostra insistenza. L’ente sostiene che il problema sia legato a un sovradimensionamentodella rete. Una rete fatta per servire più richieste. Quindi quando viene inserito nel potabilizzatore sempre la stessa quantità di cloro questo rimane all’interno della condotta insieme con l’acqua perché non vi è un afflusso rapido. Cioè l’acqua resta di più nella rete prima di essere consumata. L’estate invece è diverso per via di una richiesta diversa determinata da presenze maggiori sul territorio”. Quindi una circostanza potenzialmente legata a periodi invernali e autunnali meno d’estate. Nulla a che vedere con la vetustà delle tubazioni ma alla presenza di una rete costruita nel 1990 per rispondere ad esigenze maggiori per la continua espansione delle zone del metapontino.

Oreste Roberto Lanza

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