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Policoro, decapitata una statua della Madonna di Medjugorje. Mascia, «Un gesto di disprezzo verso la nostra comunità»

Una vera e propria pena capitale eseguita da ignoti. Quando si dice “non c’è più religione” alcune volte si dice la verità e i fatti lo dimostrano. La circostanza è quella verificatesi a Policoro nel parco Angela Rocco. La statua della Madonna di Medjugorje, è stata sottoposta a colpi virulenti che ne hanno decapitato la parte alta del rilievo. Viso e braccia a terra come se fosse un semplice oggetto, come si nota da alcune foto pubblicate su Facebook da Giuseppe Ferrara. Un’azione deplorevole e sconsiderato il gesto, verificatosi, probabilmente nella notte passata ad opera di ignoti, delinquenti senza alcuna forma di rispetto verso i valori religiosi della propria comunità. Un’area verde, quella del parco, da pochi mesi riqualificata e intitolata ad Angela Rocco, la bambina di otto anni rimasta vittima dell’alluvione del 1959. La piccola Angela, figlia di assegnatari della riforma fondiaria originari di Montalbano Jonico, fu travolta dalle acque impetuose di un canale esondato e per lei non ci fu nulla da fare, il suo corpo fu ritrovato senza vita dopo alcuni giorni. A ricordo di questo tragico evento fu messa appunto la bellissima statua della Madonna di Medjugorje. Principale attrattiva del parco. Un’opera di scultura, a tutto rilievo, quella della Madonna Medjugorje, donata da Pino Ferrara, ex amministratore comunale, tornato in sede dopo il restauro del maestro Vincenzo D'Acunzo. “Un gesto vile – sottolinea il primo cittadino di Policoro Enrico Mascia- perpetrato da ignoti a comunità mariana. Un gesto di disprezzo verso la nostra comunità profondamente religiosa”. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri e la Polizia Municipale che hanno provveduto ai primi rilievi e a rimuovere i pezzi della statua. Nel frattempo il Sindaco Enrico Mascia ha comunicato che lo stesso Pino Ferrara che nel 2012 aveva donato la statua alla città si è fatto carico di donarne un'altra. Ora l’autorità giudiziaria vuole vederci chiaro sulla circostanza. 

Oreste Roberto Lanza

Foto di: Giuseppe Ferrara

 

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