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A Pisticci in ‘marcia per la vita’. Don Di Tolve: basta indifferenza e mediocrità, riscrivere la Lucania

“Mai più schiavi ... in marcia per la vita” è il grido di dignità di don Giuseppe Di Tolve, vicario parrocchiale della chiesa “Cristo Re” di Pisticci. Il prossimo 29 settembre, in occasione della solennità degli Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, a Pisticci Scalo, alle 9.30, è in programma una Marcia per la vita - “Ambiente, Salute e Lavoro: una solidarietà fondata sul rispetto e la dignità dell'Uomo”. Appuntamento organizzata da un prete da anni in prima linea per ridare dignità alle genti lucane che non possono essere manipolate da poteri invisibili e corrotti. “Questa marcia – sottolinea don Giuseppe Di Tolve, raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione - sarà apartitica perché prevede la presenza di cittadini di buona volontà. Mi auguro siano presenti anche e soprattutto le Istituzioni Civili ed Ecclesiastiche, perché ognuno dovrebbe spogliarsi delle proprie vesti e partecipare al bene del futuro di questa Madre Terra Amata martoriata. In questo contesto, spero ci siano anche le “sentinelle del futuro”, cioè i ragazzi e i giovani, i quali, se non desiderano migrare oltre il confine regionale, ma rimanere legati ai loro affetti, è necessario siano spronati a difendere il loro diritto alla salute, al lavoro e al patrimonio ambientale”. Un territorio martoriato da un forte pregiudizio ambientale con percentuali di morti per diversi tipologie di tumori decisamente in aumento. Un prete coraggio che grida contro l’indifferenza verso le generazioni attuali ma soprattutto verso quelle future. Un uomo di chiesa che non le manda a dire che mobilita, con la fede in mano, tutti i cuori di buona volontà per la Lucania e solo per la Lucania. “La mia azione – continua don Di Tolve –è rivolta a far riflettere e discernere, ad agire e ad apprezzare il nostro impegno per la vita, per l’amore. Bisogna crederci nel dare l’anima ad una Lucania sfiatata. Basta ad una Lucania groviera petrolifera, perché il Petrolio non ha portato nessun beneficio alla nostra popolazione lucana, ma solamente alle Multinazionali. Sappiamo bene, come il Re Nero, che non è solo benzina, ma anche plastica, tessuti sintetici ed energia elettrica, è il bene più prezioso del mondo, ma anche quello che crea più conflitti. Le risorse naturali della terra sono in tutto ciò che leggiamo, guidiamo, indossiamo e mangiamo ogni giorno e rappresentano l’origine della straordinaria catena di approvvigionamento globale, ma anche una “maledizione” per molti paesi che le producono, dove sembrano essere direttamente in rapporto con un drammatico riduzione di libertà, pace e giustizia. Probabilmente la difesa dei lucani va rivolta alle vere risorse di questa regione. “Certo -  precisa don Giuseppe Di Tolve - dobbiamo difendere a spada tratta l’oro blu, perché, dopo l’aria, è uno dei due beni più preziosi che abbiamo, e, tra l’altro, in grande abbondanza. È urgentissimo far diventare realmente pubblica la gestione lucana creando un’azienda speciale pubblica ed un ente di governo pubblico che si occupino solo della gestione e della tutela della tanta buona acqua e che contrastino l’inquinamento, la privatizzazione strisciante ed il perverso fenomeno di accaparramento delle sorgenti, in atto in tutto il Mezzogiorno”. Un fiume in piena il coraggioso Vice Parroco di Pisticci che sul petrolio e sulle vittime e gli ammalati di cancro non le manda a dire. “Il Biocidio di Vittime e gli Ammalati di cancro di questa bellissima, ma anche maledetta “Madre Terra” – sostiene don Di Tolve-  gridano ancora vendetta e spingono ad un invito alla denuncia e al perdono per cercare di far emergere la verità probabile dell’avvelenamento del territorio” I dati in questo senso non appaiono confortanti. “I dati aggiornati dello studio Sentieri, a cura dell’Istituto superiore di Sanità, hanno rilevato che nel periodo 2006-13 vivere in aree Sin. Siti d’interesse nazionale, come quelle di Tito e della Val Basento, ha comportato una mortalità più elevata del 5% e un aumento di tumori maligni pari al 9, in esseri umani da 0 ai 24 anni. Non solo. Vivere nei siti contaminati da amianto, raffinerie o industrie chimiche e metallurgiche ha prodotto un rischio di morte più alto del 4-5 per cento rispetto alla popolazione generale. Tutto ciò, nel periodo citato, si è tradotto a livello nazionale in un eccesso di mortalità pari a 11.992 persone, di cui 5.285 per tumori e 3.632 per malattie dell’apparato cardiocircolatorio. In Basilicata, come è noto, il registro tumori non risulta aggiornato. Come mai? A tal riguardo si può dare una spiegazione? E poi sarebbe necessario far emergere chi ha seppellito e inquinato nelle nostre terre. Perché i fondi concessi per le bonifiche di Tito Scalo e della Val Basento non si sono spesi per tale scopo? E che fine hanno fatto?” Una marcia forte e decisa sui temi fondamentali come la vita e la dignità delle persone. “L’indifferenza dice don Di Tolve, in conclusione - è la prima prova di suicidio ed omicidio tra noi ed i cittadini che non reagiscono sono i primi responsabili. Senza il popolo le battaglie non si fanno”. Saranno presenti alla marcia Padre Alex Zanotelli missionario comboniano che porta avanti da anni la problematica dell'acqua, Don Luigi Ciotti presidente di Libera e gruppo Abele e probabilmente Roberto Fico Presidente della Camera dei Deputati. Da confermare la presenza Mons Filippo Santoro Arcivescovo di Taranto e Presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace della Conferenza episcopale italiana, Presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani.

Oreste Roberto Lanza
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