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Incontro a Senise, la Cgil dice no alla lottizzazione: ‘giù le mani dalla sanità’

SENISE - Un secco no alla precarizzazione e lottizzazione politica della sanità lucana giunge anche dall’area sud. “Giù le mani dalla sanità” la campagna itinerante di sensibilizzazione promossa dalla Cgil regionale, ha fatto scalo a Senise durante un’assemblea tenutasi presso la sala consiliare alla quale hanno preso parte il segretario generale della Cgil di Potenza Angelo Summa, la segretaria regionale Giuliana Scarano e la segretaria generale provinciale Spi Cgil Beatrice Galasso.
Tra i presenti anche una delegazione del comitato civico “La nostra voce” istituito a Chiaromonte per salvaguardare l’ospedale “San Giovanni” che nel maggio scorso ha presentato un ricorso straordinario al presiedente della Repubblica e un altro giurisdizionale al ministero della Salute impugnando la legge n.2 sul riordino sanitario.  
“ Da tempo ci stiamo occupando del piano sanitario che interessa i nostri territori- ha spiegato la sindacalista Giuseppina De Donato- perché la politica regionale non tutela la salute del cittadino, ma si avvia verso la privatizzazione del settore sanitario a discapito di tanti che non possono permettersi le cure. La Cgil- ha aggiunto- ha presentato proposte, idee di modifica al piano sanitario regionale a quanto offerto dalla Regione per migliorare i vari aspetti sociali e tutelare i diritti delle persone, soprattutto nei nostri territori sempre più dimenticati che si avviano ad un lento ed inerosabile spopolamento”.
Giuliana Scarano, ha invece posto l’accento sulle criticità del nuovo sistema sanitario ovvero l’aggregazione e l’accentramento dei presidi territoriali al “San Carlo” di Potenza, che depotenzia le altre strutture, nonché l’attivazione di due diversi modelli in una piccola regione per le due Asp dei capoluoghi. “Bisogna costruire un modello adeguato e ampio di sanità pubblica gratuita per tutti - ha concluso la segretaria- dove ognuno deve poter avere lo stesso diritto e livello di assistenza”.
Fermo e deciso anche l’intervento di Beatrice Galasso per la quale occorre proseguire la battaglia impedendo un ritorno al vecchio sistema delle mutue dove i cittadini venivano curati in base alle possibilità e alla classe sociale.
Cancellare la legge n. 2 della riforma sanitaria, rimodulare gli ospedali sulla base delle esigenze e delle specificità dei territori operando scelte oculate, sono state le proposte di Angelo Summa, il quale ha ribadito che il diritto alla salute è un bene primario, pertanto la sanità non deve essere oggetto di contesa politica.


Egidia Bevilacqua
 

 

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