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Il Museo della Parola. Storia, luoghi, lingua e tradizioni di Fardella, nel Parco del Pollino

Recarsi a Fardella, Comune della provincia di Potenza di appena 641 abitanti, secondo tradizione   trarrebbe origine dal nome della moglie del feudatario del vicino paese di Chiaromonte, Luigi Sanseverino, la principessa Maria Fardella madre della poetessa arcade Aurora Sanseverino, significa immergersi in un mondo di colori. Il rosso delle sue colline, la trasparenza delle sue fonti, il bianco della pasta fatta in casa, il rosso del vino, gli svariati colori dei suoi frutti, lo scarlatto delle fragoline di bosco e delle more selvatiche, i colori che si leggono sul sorriso dei bimbi e sulle rughe degli anziani, il colore della vita. In questo ameno territorio dal 2016 vive e si va sempre consolidando un museo.

Il Museo della parola. Progetto ideato da un ingegnere di Fardella, Giuseppe Guarino, ex responsabile della protezione civile di Fardella fino a qualche anno fa dopo avere lavorato per tanti anni a Roma. Pittore e appartenente ad una delle famiglie storiche del luogo. Proprietari del terreno dov'era ubicato un frantoio. All'interno di questo palazzo settecentesco è stato collocato il Museo. In tempi passati l'ente civico di Fardella, comprò il terreno e la struttura dalla famiglia Donato e rese concreto il progetto ideato dall'Ingegnere Guarino.
“Il museo è stato inaugurato – precisa il Vice Sindaco Antonietta Latronico – ad agosto 2016 dopo che la precedente Amministrazione sempre con a capo l'attuale Sindaco Domenica Orofino, ne aveva curato le specificità e le particolarità dell'intero progetto. La nuova Giunta in questo momento sta cercando di valorizzare e migliorare le varie parti del progetto”. Un museo, quella della parola o meglio “pane (è) parole”, che vuole avvicinare i visitatori alla vita e alla cultura del Comune di Fardella.
“Operativamente il Museo-  sottolinea il Vice Sindaco, Antonietta Latronico, è un luogo virtuale, un museo itinerante, con istallazioni multimediali permanenti. Dei totem che volendo possono essere trasportati ovunque, nelle scuole, in particolare, dove si può accedere a dei video che raccontano la cultura e le costumanze del nostro territorio. Ci sono molte interviste ai nostri anziani che raccontano in vernacolo momenti ed esperienze passate legati alla vita e alla identità di questo luogo”. Una ricostruzione della vita civile, rurale e contadina di questo meraviglioso luogo attraverso appunto la parola dialettale.

“Il nostro fine – continua il Vice Sindaco Latronico – è quello della valorizzazione del dialetto fardellese. Infatti proprio l'anno scorso abbiamo fatto un convegno con don Luigi Branco, sacerdote e studioso di Sant'Arcangelo dove si è parlato di dialetti del luogo con l'intento di arrivare alla realizzazione di progetti diretti alla conservazione della lingua. In tal senso voglio annotare la presenza di un volume su Fardella presentato anni addietro per ricordare i primi settecento anni di vita di questa comunità. Un volume con tutta la documentazione riguardante la vita civile e religiosa di questo paese” Un museo che per i prossimi anni presenterà ancora novità.
“Stiamo lavorando – aggiunge il Vice Sindaco Antonietta Latronico – ad una programmazione che non si limiti al breve periodo ma guardi oltre. La nostra idea è quella di creare un museo della valle del Serrapotamo e quella del Sinni. Un museo che possa raccogliere parole, tradizioni, momenti di vita civile di tanti comuni presenti in queste valli e non legarla solamente a Fardella”.

La Lucania, terra di eremiti ma anche di Santi. Terra di grande fede con scaglie di paganesimo. Terre di “Timpe” e degli architettonici tornanti detti “i gironi di Episcopia” quelli che portano appunto direttamente a Fardella. Terra dei “raskatielli”, il cui impasto con farina di legumi non può fare altro che stupire il palato. Sagra in agosto, momento di incontro non solo tra fardellesi, residenti ed emigrati che tornano per l’estate, ma anche con turisti che non rinunciano a questo irresistibile appuntamento gastronomico.

Oreste Roberto Lanza
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