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Giornata mondiale del rifugiato. A Senise le esperienze di integrazione con le associazioni


Le celebrazioni per la Giornata Mondiale del Rifugiato 2018 organizzate della Coop. Medihospes attraversano tutto il mese di giugno e termineranno il prossimo 13 luglio con il convegno finale a San Severino Lucano. Gli appuntamenti toccano diverse problematiche, legate in diversi modi al tema dell’integrazione. Lo sport, l’associazionismo, il lavoro la musica. Sono strade diverse percorse dai centri SPRAR per favorire il coinvolgimento dei migranti con le comunità locali.
Lunedì scorso 25 giugno, a Senise si è tenuto il convegno dal titolo “Accoglienza ed Associazionismo: dall'esperienza passata alla programmazione futura”, al quale hanno preso parte la presidente dell’Azione Cattolica parrocchiale Maddalena Marcone, la presidente AVIS Lucia Polito, il referente del Rotary Club Senise-Sinnia Filippo Gazzaneo, e la preside dell’ISIS “L. Sinisgalli” Rosa Schettini. Presenti anche il presidente del consiglio comunale di Senise Francesco Arbia, il responsabile del programma SPRAR del comune di Senise Vincenzo Guaragnone, e la responsabile del programma SPRAR della cooperativa Medihospes Marta Miele che ha fatto gli onori di casa. Quest’ultima si è detta soddisfatta per la collaborazione assicurata dalle associazioni locali e per la buona programmazione che la cooperativa ha messo in campo nella gestione dei migranti, che certamente guarderà ad una programmazione futura che alza l’asticella dell’accoglienza e dell’integrazione e punta a migliori risultati.
I dubbi e i timori che animavano molte persone quando a Senise si prospettò l’idea di aderire al programma SPRAR sono stati ricordati da Vincenzo Guaragnone, che è dirigente generale del comune e responsabile del programma. “Come possiamo vedere oggi con i nostri occhi –ha proseguito Guaragnone- avevamo ragione a superare quelle remore, anche se le difficoltà ci sono state, soprattutto sotto l’aspetto amministrativo, ma sono state ampiamente superate. Anche noi –ha concluso, riprendendo una poesia di Pasquale Totaro-Ziella dal titolo ‘I negri del Sud’ - dobbiamo sentirci migranti tra i migranti, perché in quanto uomini apparteniamo alla stessa specie migratoria”.

L’accoglienza degli altri come dono e la centralità della persona sono stati, invece, i temi al centro della testimonianza della presidente AC Maddalena Marcone, che ha ribadito anche la necessità di costruire una cultura della reciprocità, che trova nello scambio di valori la sua principale ricchezza.
Filippo Gazzaneo ha sottolineato il carattere di internazionalità dei club Rotary che non poteva non portare ad un’apertura verso i progetti proposti dalla Medihospes. Giunti alla terza annualità di questa collaborazione, ha sottolineato Gazzaneo, è ormai necessario investire di più sullo studio della lingua italiana come mezzo per facilitare il dialogo tra le identità, che sono fondamentali nel confronto fra culture diverse.
Esperienza ricca di emozione e partecipazione è stata poi quella presentata dalla presidente AVIS Lucia Polito. L’associazione ha lavorato sull’integrazione di ragazzi pakistani che si sono così affezionati da sentirsi parte dell’AVIS fino al punto di voler donare il sangue come tutti i soci. La presidente ha annunciato che presto trascorreranno i due anni necessari e potranno farlo, avendo imparato meglio l’italiano e compreso fino in fondo il senso dell’appartenenza all’associazione. A lavorare sui laboratori esperienziali di italiano sono stati i ragazzi del gruppo dei giovani avisini.
“La giornata mondiale del rifugiato è la giornata mondiale della dignità –ha detto nelle conclusioni la preside Schettini- perché si toccano le coscienze e si superano gli interessi locali guardando alla dignità di ogni uomo, che supera ogni confine. Integrazione e accoglienza sono parole d’ordine che impongono collaborazione –ha concluso- perché se accogliere implica la volontà, integrare coinvolge il comportamento. E il comportamento va oltre l’azione del singolo e tocca la comunità e il territorio.”

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