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Il risiko dell'inquinamento petrolifero lucano

Nel risiko dell'inquinamento prodotto dalle attività di estrazione idrocarburi, la storia del "Sito A e B", ubicato nel comune di Corleto Perticara, ha del surreale. Nel Piano di caratterizzazione redatto il 20 maggio 2011, per dirne una, è dato leggere quanto segue: "Non esiste alcun tipo di legame giuridico tra Total Italia e Total Mineria S.p.A." Per carità, il legame giuridico non ci sarà, ma c'è, eccome se c'è, una pesante contaminazione di oltre 27.000 metri quadrati di terreno, determinata dallo scellerato stoccaggio di una montagna di fanghi perforazione, e forse non solo fanghi, collegati alla trivellazione del pozzo Tempa Rossa 2. A distanza di quasi dieci anni dalla "scoperta" di questa discarica, che con gestione criminale era stata ricoperta e riconsegnata al pascolo, tocca leggere in un documento, redatto nel giugno del 2017 e denominato "Piano di caratterizzazione - Indagini integrative", che i monitoraggi 

effettuati "nel periodo 2016-2017 confermano che l'area è stata contaminata" e che "sono stati riscontrati superamenti delle Csc(Concentrazioni soglia di contaminazione) anche all'esterno del sito". Di quali inquinanti parliamo? Provo ad elencarli: Benzene, Idrocarburi pesanti, Idrocarburi leggeri, Cobalto, Selenio, Mercurio, Zinco, Berillio, Cromo, Piombo e Rame. Un bel cocktail di veleni ubicato a poca distanza, per ammissione della stessa Total, da "un pozzo antropico" e, pensate un po', a poca distanza da due pozzi inseriti nel "Monitoraggio Ambientale di Baseline" realizzato dalla stessa compagnia francese tra il 2014 e il 2015, nell'ambito di un sedicente "Punto zero". Monitoraggio di Baseline, gioverà ricordarlo, dal quale è emersa la contaminazione di numerosi pozzi e di qualche sorgente. A completare il quadro di questa ennesima storia di veleni petroliferi made in Basilicata, la totale assenza di cartelli che indichino la pericolosità delle aree in oggetto e una recinzione che, volendo usare un eufemismo, risulta assolutamente inadeguata.

Di Maurizio Bolognetti, membro della Presidenza del Prntt e Consigliere dell'Associazione Coscioni

 

 

 

 

 

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