La Basilicata comincia a non tollerare più situazioni d’incertezza e d’incoerenza, soprattutto politica, su temi rilevanti come quello dei rifiuti che minacciano la salute pubblica.
A San Fele,qualche giorno fa, la Guardia di Finanza, ha sequestrato una discarica abusiva su un’area di circa 300 metri quadrati, dove erano addensate oltre 5,5 tonnellate di rifiuti speciali (eternit e pneumatici fuori uso). Rifiuti che si dicono speciali perché hanno un percorso particolare di smaltimento secondo indicazioni previste da legge. Rifiuti che portano tumori speciali alle persone che ci vivono accanto.
A Pignola, invece, è stata rinvenuta una discarica a cielo aperto realizzata su un’area di circa 4000 metri quadrati, dove sono state trovate e identificate ben 67 tonnellate di rifiuti speciali. Località: Mulino Di Capo. Anche qui la Guardia di Finanza, ha denunciato il proprietario dell’area interessata che avrebbe favorito l’allocamento di vecchi elettrodomestici e materiali provenienti da ristrutturazioni edilizie.
A Maratea,perla del Tirreno, in zona Fiumicello, denunciata la presenza di una discarica abusiva nella quale erano state ammassate circa 300 tonnellate di rifiuti speciali pericolosi.
Anche qui la Guardia di Finanza ha sequestrato un ex capannone industriale (sembra con evidenti cedimenti strutturali) posto su un’area all’incirca di 18 mila metri quadrati.
Rifiuti speciali a go-go con evidenti danni all’ambiente e alle popolazioni vicine e circostanti il luogo di ritrovamento.
A Potenza scoperta area di 500 metri quadrati, una discarica di carcasse di automezzi e di mezzi agricoli, oli esausti pari a circa 35 tonnellate di rifiuti speciali.
Una vera miniera d’intossicazioni di alto livello il sequestro effettuato a Viggiano, di un appezzamento di terreno di circa 15000 mq (contrada San Lorenzo) sembra in prossimità di fondi coltivati illecitamente, adibito a discarica di rifiuti speciali.
Trovati ben 340 tonnellate di rifiuti speciali in quantità molto elevata.
Sorpresa: tra i materiali ritrovati anche un a carcassa di pullman, una betoniera e lo scheletro di un impianto di autolavaggio.
Questi sono casi precisi ed evidenti di completa e voluta violazione della legge –art 256 del D.L.vo 152/2006 (costituzione di discariche di rifiuti non autorizzata).

Oreste Roberto Lanza
 

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