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Royalties, la Val d'Agri prima di tutto

 
Altro che “tesoretto”!. Questa volta si parla di quasi 500 milioni di euro di royalties che la Regione acquisirà, sia pure entro il 2021, derivanti per almeno i tre quarti dal petrolio estratto in Val d’Agri, perché per quello del Sauro ci vorrà ancora tempo prima che il Programma Tempa Rossa vada a peno regime. Ebbene quello che una volta veniva definito “tesoretto” è diventato “tesorone” e in questi giorni è già super-conteso. Leggo di proposte di ogni genere per l’utilizzo di queste royalties ordinarie come di risorse straordinarie anch’esse annunciate dalla stampa. Ma, almeno sinora, non ho letto nessuna proposta che riguardi la Val d’Agri, il comprensorio da dove si estraggono greggio e gas e che continua a pagare le conseguenze dirette ed indirette più pesanti per cittadini, agricoltori, operatori turistici e piccoli imprenditori. Per noi che da sempre abbiamo detto “La Val d’Agri prima di tutto” la manovra di bilancio regionale 2018 che consentirà il superamento dell’esercizio provvisorio è il banco di prova di questo Governo Regionale. Aspettiamo di poter disporre delle tabelle di bilancio in dettaglio per verificare dove sono finite le royalties maturate e in quali “missioni” e capitoli sono collocate quelle che arriveranno negli anni futuri con la programmazione di bilancio effettuata, sia pure sulla carta, come elemento previsionale al 2020. E mettiamo le mani avanti: a quanti pensano di modificare la legge regionale 40/95 e quelle successive (LR 40/1999 e LR 18/97) per l’utilizzo dell’aliquota relativa all’estrazione petrolifera dai giacimenti in Val D’Agri che individuano, attraverso la tabella “A”, i comuni beneficiari ricadenti nel comprensorio della Val d’Agri e successivamente ne hanno già ampliato il numero, diciamo che non lo consentiremo perché dopo il prosciugamento delle risorse del P.O. Val d’Agri, i comuni valligiani sono in debito e non certo in credito dalla Regione. Quanto ai programmi presentati dall’ad Eni Descalzi nella recente assemblea degli azionisti della società, non siamo più disposti a credere “alla parola” alle promesse di nuovi posti di lavoro tanto più che in settimana si terrà l’ennesima iniziativa dei sindacati a Viggiano sulla nota ed irrisolta questione che riguarda il cambio di appalti da parte dell’Eni con il solito rischio per centinaia di lavoratori di perdere il posto.

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