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La Cappella di San Rocco ad Episcopia abbandonata all’incuria del tempo e alla dimenticanza della propria storia

Era, ed è l'ultima festa della stagione dedicata ad un Santo. Dopo il1 6 agosto, San Rocco chiude le festività a Episcopia. Dalla primavera successiva, si ricomincia con la seconda domenica di maggio con la festa dedicata al patrono San Nicola. Con San Nicola si comincia la nuova stagione. Con l’uscita del dalla chiesa madre, San Rocco veniva accompagnato nella sua cappella piccola ma importante dove si celebrava la messa in suo onore. Semplice festa religiosa. Una delle più povere, raccontano le pagine di storia di questo luogo.Una festa con radici antiche in ricordo di una forte devozione delle madri che pregavano contro le malattie infettive che all'epoca mietevano più della metà della popolazione. Rituale che si è ripetuto, si dice, fino alla fine degli anni novanta. Poi la piccola e decorosa cappella ha cominciato a vacillare, colpa anche del sisma del 23 novembre 1980, costringendo l’autorità religiosa del tempo alla chiusura al pubblico. Da quel momento riti e tradizione sono stati interrotti.Una cappelladi dimensioni molto modeste. Costruita fuori le mura del paese, sulla strada che porta verso un altro pezzo di storia di questo bellissimo borgo lucano, la chiesa della Madonna del Piano, come si dice “verso la via di Santa Maria”. Fu realizzata a seguito del diffondersi della “peste nera” del 1348- 1350 per impedire ai contagiati di arrivare in paese e diffondere il contagioall’intera comunità. Fu dedicata e consacrata a San Rocco protettore e guaritore degli appestaticome si apprende dalla lettura del libro della professoressa Elisa Conte Colangelo “Episcopia, cultura, arte e natura lungo il fiume Sinni” nel capitolo “le cappelle gentilizie e la loro ubicazione”. Una consacrazione impressa come dedica sulla campana di bronzo che stava sul tetto. Una dedica, rivelano le pagine di storia di questo luogo, che riporta il nome della marchesa Carafa, Porzia Eleonora, moglie di Francesco della Porta, che donò la campana e dove è scolpito lo stemma dei Carafa della Stadera e l’effige di San Rocco. Attualmente pare che la campana sia custodita nell’atrio del Comune di Episcopia. Una struttura religiosa che ha subìto vari passaggi di proprietà. Nel 1800   varie cappelle presenti sul territorio divennero cappelle gentilizie e San Rocco divenne la cappella della famiglia Arcieri prima e De Salvo poi. Nella seconda metà del 1900, per diversi anni, si prese cura di questa chiesetta la famiglia Russo pare molto devota al Santo.Ora la cappella versa in uno stato fatiscente in un completo stato di abbandonoall’incuria del tempo.

Oreste Roberto Lanza

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