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Basilicata, i dati sulla malavita: ecco i clan attivi

La Basilicata continua a risentire della “contaminazione criminale delle confinanti regioni Campania, Puglia e Calabria, che espongono l’area in parola a traffici di stupefacenti, di auto e merci rubate, di prodotti contraffatti e di tabacchi lavorati esteri”. Questo è quanto riferito dalla DIA (Direzione Investigativa Antimafia), evidenziando una situazione abbastanza sconcertante. La relazione si riferisce al primo semestre del 2017 e prosegue: “Un’influenza che, proprio nel semestre, si è colta in tutta la sua pericolosità grazie agli esiti dell’operazione ‘Ndragames’, diretta dalla Procura della Repubblica di Potenza”. Operazione, quella sopracitata che, nel Marzo dello scorso anno, ha confermato il collegamento tra il clan Martorano-Stefanutti di Potenza e la cosca Grande Aracri di Cutro (Crotone), grazie all’arresto di 19 persone e al sequestro di macchine da gioco e videoslot in circa 200 esercizi pubblici di varie regioni Italiane. Questo il quadro relativo alla provincia di Potenza comunicato dalla DIA: “L’attività preventiva messa in campo dalle Forze di polizia ha sensibilmente contenuto il fenomeno degli attentati incendiari e degli atti intimidatori che avevano segnato, nel recente passato, la città di Potenza. Un impegno rivolto, in maniera costante, anche alla repressione dei traffici di stupefacenti (di cui si dirà più ampiamente a seguire), alla sicurezza agro-alimentare, al contrasto del c.d. ‘lavoro nero’ e alla prevenzione dei reati di natura ambientale 402. Anche le rapine ed i furti agli sportelli bancomat e postamat hanno mostrato un sensibile calo. Continuano, invece, i furti di rame e quelli di beni mobili in danno di aziende agricole, di società e di attività commerciali. Nella provincia perdurano i reati di spaccio di sostanze stupefacenti, commessi anche da minori, e le connesse segnalazioni amministrative per il consumo di droghe, con un sostenuto pendolarismo criminale che coinvolge le regioni limitrofe.

Diversi i riscontri colti, in tal senso, nel semestre:

  • a Cerignola (FG), nel mese di gennaio sono stati tratti in arresto, in flagranza di reato, due fratelli di Melfi (PZ) nella cui autovettura, durante un controllo di polizia, è stato rinvenuto e sequestrato oltre mezzo chilogrammo di hashish e cocaina;
  • a Senise, il successivo mese di febbraio, sono stati denunciati quattro corrieri nella cui auto, a seguito di un controllo di polizia effettuato al rientro da Taranto, sono stati rinvenuti e sequestrati, tra l’altro, oltre 200 grammi tra hashish e cocaina;
  • a Lavello, nel mese di maggio, sono stati tratti in arresto due corrieri di Venosa, nella cui autovettura, a seguito di un controllo effettuato al rientro da Cerignola, sono stati rinvenuti e sequestrati 20 panetti di hashish, per un peso complessivo di oltre 1 chilogrammo, e mezzo chilo tra cocaina e marijuana.

La mappatura geo-criminale della provincia vede attivi, nella zona di Pignola e Potenza, il gruppo Riviezzi, nei comprensori di Rionero in Vulture e Venosa, i sodalizi Zarra (ex Mollica) e Martucci e nel potentino, il gruppo Martorano-Stefanutti. Proseguendo nella mappatura, nell’area del “Vulture-Melfese” (comprendente i comuni di Melfi, Rionero in Vulture e Rapolla), più attigua alla provincia di Foggia, persistono i clan Di Muro-Caprarella (già Di Muro-Delli Gatti) e Cassotta, dediti alle estorsioni, alla ricettazione, al riciclaggio e a reati connessi agli stupefacenti. A questi si affiancano i gruppi Gaudiosi e Barbetta, dediti al traffico ed allo spaccio di stupefacenti”. Per quanto concerne la provincia di Matera, il rapporto prosegue: “Nell’area Jonico-Metapontina, sebbene in diminuzione rispetto al passato, si registrano ancora episodi di danneggiamento, alcuni dei quali ascrivibili a possibili tentativi di sottoporre ad attività estorsive il territorio. Anche la Provincia di Matera, al pari di quella di Potenza, continua ad essere segnata dai furti di rame e di beni mobili in danno di aziende agricole, di società e di attività commerciali. Per quanto attiene al contrasto al gioco d’azzardo e illegale, si segnala l’operazione denominata ‘Scala reale’, conclusa nel mese di Febbraio dalla Polizia di Stato, con l’arresto a Matera di due soggetti, ritenuti responsabili dei reati di corruzione, concussione ed induzione, tramite minaccia, al noleggio e all’installazione di apparecchiature da gioco elettroniche. Nell’area litoranea jonica compresa tra Policoro e Metaponto, gli storici clan Scarcia e Mitidieri-Lopatriello, pur parcellizzati ed in larga parte disarticolati, rimangono comunque attivi nello spaccio di stupefacenti, nella ricettazione e nelle estorsioni. A tali clan si affiancano le aggregazioni Schettino-Puce-Lo Franco e Russo-Vena, perlopiù attive nel settore degli stupefacenti. Tutti vantano, per le attività illecite connesse agli stupefacenti, rapporti con gruppi criminali operanti nelle adiacenti regioni Calabria (province di Cosenza, Crotone e Reggio Calabria), Puglia (province di Bari, Barletta-Andria-Trani, Taranto, Brindisi e Lecce), Campania (province di Salerno e Napoli), oltre che con le organizzazioni albanesi. Le aggregazioni in parola, pur dotate di autonomia gestionale nelle attività illecite, sembrerebbero essersi accordate per la suddivisione delle piazze di spaccio, fornendosi reciproco supporto, all’occorrenza, per l’approvvigionamento di stupefacenti”.

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