In seguito ad una indagine condotta dalle Università del Montana e della Georgia, gli studenti ottengono risultati migliori se hanno la possibilità di concentrare lo studio in meno giorni della settimana: messi a confronto i risultati degli allevi di quarta e quinta elementare di alcune scuole del Colorado, ne è risultato che gli studenti che sono stati meno giorni in classe si sono impegnati e concentrati di più durante l’orario scolastico e che i loro voti sono stati più alti soprattutto nelle materie chiave come matematica e grammatica. Le perplessità sono legittime ed anche i docenti che sono stati coinvolti nell’indagine,inizialmente,temevano un calo dell’attenzione e del rendimento degli studenti ma, dati alla mano, questi ultimi hanno ottenuto risultati più alti nei test e mostrato maggiore interesse nei confronti dello studio e della lettura. In Italia l’idea della settimana corta a scuola sarebbe già valida per ragioni economiche, considerato il risparmio che ne conseguirebbe sui conti pubblici, ma l’esperienza degli Stati Uniti e la scoperta che anche il rendimento dei ragazzi in tal modo è portato a migliorare, ha riportato anche in Italia effetti di emulazione considerevoli. Oggetto di disegni di legge e negli ultimi anni di accese discussioni, il riposo scolastico nei giorni prefestivi spesso viene motivato o criticato con la possibilità di «rieducare i genitori e i figli a stare più tempo insieme» o con più sintetiche esigenze di risparmio sulle spese delle amministrazioni locali, soffocate dai tagli di bilancio che ormai rendono troppo onerosi i servizi necessari per il buon funzionamento degli Istituti. Un’analisi più attenta dimostra che le richieste che si andrebbero a soddisfare con l’introduzione della settimana corta in realtà sono anche altre: gli studenti chiedono tempo,da dedicare alla famiglia, allo sport,ai propri hobby, attività che spesso possono solo provare ad incastrare nei pochi spazi liberi superstiti; gli insegnanti lamentano una maggiore difficoltà a lavorare il sabato a causa di più frequenti cali di attenzione e di rendimento degli alunni nelle ultime ore della settimana scolastica. Una mappatura nazionale ufficiale delle scuole che hanno adottato questa nuova organizzazione non esiste, ma verifiche a campione vede il sesto giorno di didattica sempre più raro soprattutto nelle grandi città. A Bari e a Milano, ad esempio, la maggior parte degli Istituti stanno già sperimentando la revisione dell’orario scolastico, senza tagli di ore e con programmati ritmi di insegnamento. I dubbi restano ma non sono rivolti solo alle scelte dei nostri dirigenti scolastici, ma anche su quanto i genitori siano predisposti ad ampliare la forza educativa familiare, orientando i figli ad una effettiva ricreazione o all’approfondimento di una cultura extrascolastica. Nel comma 2 dell’art.1 del D.P.R. n.275 del 1999, del Regolamento in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche, si deduce come: “l‘autonomia delle istituzioni scolastiche è garanzia di libertà di insegnamento e di pluralismo culturale e si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti, al fine di garantire loro il successo formativo, coerentemente con le finalità e gli obiettivi generali del sistema di istruzione e con l’esigenza di migliorare l’efficacia del processo di insegnamento e di apprendimento”,ed ecco perchél’autonomia scolastica concede ampi spazi organizzativi e di gestione della didattica.Le singole scuole hanno l’effettiva possibilità ma anche l’onere di scegliere la distribuzione temporale più consona ai bisogni degli alunni e alle esigenze del contesto di riferimento, e la conseguenziale possibilità di introdurre più facilmente innovazioni didattiche alternative. Tutto questo, in tante realtà,si è già tradotto in un aggiornamento dell’offerta formativa, con un giusto compromesso tra le esigenze economiche e quelle istruttive ma soprattutto,ha generato nuove idee e nuovi metodi utili ad ottenere un sistema efficace per il raggiungimento di obiettivi didattici rilevanti e più stimolanti.