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L’albero vivente più antico d’Europa è in Basilicata: Italus, 1.230 anni

La Basilicata è una regione piccola se paragonata alle altre, ma la varietà dei paesaggi che offre è inattesa. Natura incontaminata, boschi, borghi antichi, spiagge selvagge, calette, grotte da esplorare, parchi nazionali, offrono ai turisti un ampio ventaglio di luoghi da scoprire. Il Parco Nazionale del Pollino è l’area protetta più grande d’Italia con 192 mila ettari che si estendono tra il sud della Basilicata e il nord della Calabria. Il versante lucano del Parco è suddiviso in quattro vallate principali: la Valle del Mercure, la Valle del Frido, la Valle del Sarmento e la Valle del Sinni ed è attraversato dal gruppo montuoso del Pollino, il più elevato dell’Appennino Meridionale. Il Parco del Pollino offre una moltitudine di paesaggi incantevoli, con grandi aree incontaminate particolari e differenti a seconda dell’altitudine ed è proprio in questa splendida riserva naturale, non molto distante dal confine calabrese, che si trova l’albero vivente più antico d’Europa. Chiamato Italus, l’albero più vecchio d’Europa è un pino loricato che ha 1.230 anni, così come hanno accertato gli scienziati del dipartimento di Matematica e Fisica “Ennio De Giorgi” dell’Università del Salento, grazie all’accelleratore di particelle Tandetron del Centro di fisica applicata datazione e diagnostica (CEDAD), specializzato nel campo delle tecniche nucleari per la datazione e le analisi isotopiche e dei materiali. Gli studiosi hanno usato una serie di anelli di accrescimento annuale di Italus, selezionati dagli altri ricercatori coinvolti nel progetto, come archivio per ricostruire il contenuto di radiocarbonio nell’aria negli ultimi 1.230 anni. Superato il precedente record detenuto da un altro Pino Loricato di 1.076 anni situato in Grecia, Italus è in testa alle classifiche di longevità e ci offre un ampio archivio naturale di informazioni legate a tutti gli eventi cosmici memorizzati durante la sua esistenza, come ad esempio un aumento anomalo di attività solare fra il 993 e il 994 dopo Cristo. "La sfida - dice Gianluca Quarta coautore della ricerca - è identificare altri eventi di questo tipo, stabilirne la natura e l’eventuale periodicità. Nel passato un evento del genere portava solo a vedere le aurore boreali anche alle nostre latitudini, oggi situazioni analoghe provocherebbe danni ingentissimi ai sistemi di telecomunicazione e ai satelliti”. L'invecchiamento e la morte di un albero non è determinata geneticamente nel dna, al contrario di quanto avviene per gli organismi animali, ma avviene sempre per cause esterne, come eventi climatici tempeste o malattie, per questo gli alberi vengono sempre considerati potenziali candidati all’immortalità. Studiando gli anelli rimasti, dopo un periodo di "sofferenza" e di scarsa crescita durato quasi 2 secoli, Italus da circa 20 anni ha ricominciato a crescere velocemente. Le cause di questa "ripresa" non sono accertate ma si ipotizza che sia legata e dovuta al micro clima che le montagne del parco del Pollino contribuiscono a creare e che in un certo senso scherma la sua foresta dalla siccità e l'inquinamento.

Silvia Silvestri

 

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