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Petrolio italiano verso il record, la Basilicata maggior fornitrice

 

L’ultimo rapporto di Unione Petrolifera evidenzia che la transizione verso un’economia decarbonizzata non avrà una fine imminente. I dati raccontano che l’Italia raggiungerà livelli importanti nel triennio 2018-2020 per la produzione petrolifera. In pratica dal territorio nazionale saranno estratti, nell’arco di tre anni, bel oltre 20,6 milioni di tonnellate di greggio con un risparmio, pare, sulla fattura energetica nazionale di oltre 10 miliardi. Ma il punto fondamentale che si apprende dalle pagine del rapporto e che a fare la parte del leone sarà la Lucania che parteciperà per oltre 17,5 milioni di tonnellate  di greggio. Cioè quasi per il cento per cento. Un dato rilevante è che la produzione sarà supportata da due giacimenti petroliferi esistenti in Lucania. Quello dell’Eni in Val D’Agri con i suoi oltre 80 barili di petrolio il giorno e quello della Total a Tempa Rossa nella valle del Sauro che sarà avviato verso la fine del 2018 e che si prevede possa arrivare, all’inizio, a estrarre oltre 10 mila barili il giorno. A regime fino a 50 mila barili. Secondo il programma lavori presentato e approvato dal Ministero dello Sviluppo Economico dalla Total: “Avvio della produzione entro il primo semestre 2018; raggiungimento della capacità a regime di 50mila barili/giorno entro il 2018”. In ogni caso secondo il Presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli“. Al 31 dicembre 2019, in Italia saranno estratti ben 7,5 milioni di tonnellate di greggio, soltanto in Lucania 6,4 milioni di tonnellate. Nel 2020 invece, si raggiungeranno i 6,6 milioni”. Oltre al petrolio c’è di più. La Lucania, nei prossimi mesi, si distinguerà per l’avvio graduale di Tempa Rossa con l’estrazione di gas.Infatti, i tecnici hanno evidenziato che nel giacimento della Val D’Agri pare ci sia più gas di quanto si prevedeva dall’inizio. Nel triennio è stata stimata una produzione, nella regione, nel triennio pare a 1,4 miliardi di metri cubi. Al momento nella Val D’Agri nel cantiere di Tempa Rossa, Totale, pare sia impegnata a completare e testare le infrastrutture e il centro di trattamento degli idrocarburi che saranno estratti dai pozzi. La questione è tutta legata ai tempi e alle autorizzazioni. In particolare vi è il piano di monitoraggio ambientale redatto dalla Total che aspetta l’autorizzazione dall’Arpab e Ispra che si dice, avverrà per l’autunno. L’ente istituzionale regionale prende tempo per le nuove verifiche. Intanto, le aree interessate e i suoi cittadini, non gradiscono affatto la cosa, perché nulla si dice sulla questione della tutela ambientale e sanitario.

Oreste Roberto Lanza

 

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