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Ecosistema Urbano 2018: le città lucane in fondo alla classifica. E Matera è al palo per la differenziata


L’Italia del buon ecosistema urbano è principalmente l’Italia che fa, che fa bene e spende bene le sue risorse, che si evolve e pianifica le trasformazioni future, che non s’accontenta dello scenario contemporaneo, che in uno o più ambiti produce ottime performance o raggiunge l’eccellenza. È l’Italia dei capoluoghi in testa alla graduatoria di Ecosistema Urbano di quest’anno: Mantova, Parma, Bolzano, Trento e Cosenza.
Non altrettanto si può dire dei capoluoghi lucani che si collocano in fondo alla graduatoria delle 104 città italiane, al 91esimo posto Matera e al 93esimo posto Potenza, entrambe in peggioramento rispetto all'edizione precedente per quanto riguarda la posizione, anche se in leggero miglioramento per la performance complessiva. 
È questa in sintesi la fotografia scattata da Ecosistema Urbano, l’annuale rapporto di Legambiente, giunto alla sua venticinquesima edizione, realizzato con il contributo scientifico di Ambiente Italia, la collaborazione editoriale de Il Sole 24 ore e con un contributo di Ispra sui corpi idrici. Ed è una fotografia non positiva per le due maggiori città lucane.
Analizzando gli indicatori presi in esame emerge che per quanto riguarda la qualità dell'aria i due Comuni, in particolare Matera, non hanno fornito tutti i dati richiesti (relativi a concentrazioni di biossido di azoto, ozono e polveri sottili). Pertanto, nella graduatoria rispetto a questo specifico indicatore, Matera viene penalizzata per l'incompletezza dei dati, mentre Potenza ricade tra i comuni con qualità dell'aria insufficiente in particolar modo per quanto riguarda il dato sull'ozono (superato il numero di giorni fuorilegge in 1 anno).
Dati molto negativi per entrambe le città sui trasporti e la mobilità. Potenza e Matera sono città congestionate dalle auto (75 auto ogni cento abitanti per Potenza e 64 per Matera) con scarse o fallimentari politiche di incentivazione del trasporto pubblico, assenza o comunque totale insufficienza di piste ciclabili e isole pedonali.
Per quanto riguarda la gestione idrica sono molto negativi i dati riguardanti la dispersione della rete idrica (38% a Potenza, addirittura il 53% a Matera).
Sui dati relativi alla raccolta differenziata c'è da sottolineare lo stato di stallo di Matera, ferma su percentuali molto distanti da qualsiasi target normativo, mentre per Potenza in questo rapporto si fa riferimento ad un dato (quello del 2017) antecedente all’attivazione della raccolta differenziata sul territorio comunale, completata a dicembre 2017. Se quindi per questa edizione dunque la scelta dell’amministrazione comunale di del capoluogo di regione di far sparire i cassonetti dalle strade domiciliarizzando la raccolta differenziata non ha inciso positivamente nella posizione in classifica finale, sotto questo aspetto siamo molto fiduciosi per il prossimo anno in quanto i dati 2018 sono ben diversi ed in linea con gli standard normativi.
Basso per entrambe le città il dato relativo a fotovoltaico e termico installato su edifici pubblici e preoccupante, soprattutto per Potenza, il trend relativo al consumo di suolo, cioè alla quantità di suolo urbanizzato (impermeabilizzato) in relazione al numero di residenti.
Infine una riflessione sul dato fornito dai comuni relativo al verde urbano fruibile che appare, sia per Potenza che soprattutto per Matera, del tutto privo di corrispondenza con la realtà.

"In conclusione, - dichiara Valeria Tempone, Direttrice di Legambiente Basilicata - il rapporto Ecosistema Urbano 2018, mostra ancora in Basilicata due città in difficoltà nella sfida alla sostenibilità ambientale, con qualche sforzo evidente di uscire dal passato come per esempio dimostra la svolta sulla gestione dei rifiuti nella città di Potenza (i cui effetti si vedranno certamente anche nel prossimo rapporto Ecosistema Urbano) ma ancora tante, troppe ombre".
"Siamo consapevoli - conclude Antonio Lanorte, Presidente di Legambiente Basilicata - che sulle questioni urbane è il Paese Italia che deve fare un investimento politico ed economico e mettere tra le priorità di governo un piano per traghettare le città, tutte insieme e non una alla volta, al di là delle secche. Tuttavia dalle amministrazioni locali si deve certamente pretendere molto più coraggio, molta più discontinuità e capacità di innovazione, quello che chiediamo al capoluogo di Regione, Potenza e alla Capitale Europea della Cultura 2019, Matera".
 

 

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