“Le attività di selecontrollo, finalizzate alla gestione della popolazione del cinghiale (specie Sus Scrofa), relative all’annualità 2016 avranno inizio entro i primi giorni del mese di luglio sul territorio a caccia programmata dove sono già state individuate tutte le postazioni e saranno operativi circa 500 selecontrollori. Tutte le procedure propedeutiche all’avvio delle attività sono state espletate sia dalla Regione che dagli Ambiti Territoriali di Caccia (AA.TT.CC.) nei tempi previsti, pertanto possiamo serenamente affermare che non vi è alcun ritardo nell’attuazione dei piani di controllo bensì un anticipo rispetto ai piani provinciali e al disciplinare regionale, nel pieno rispetto del quale l’ufficio competente sta operando”. Lo comunica l’Assessore alle Politiche agricole e forestali Luca Braia. “Che non ci sia tempo da perdere per affrontare la cosiddetta emergenza cinghiali, il trend in aumento dei danni da fauna selvatica, le minacce ai campi coltivati dagli agricoltori e agli allevamenti oltre che la sicurezza dei cittadini, ci è chiaro da tempo e stiamo operando su ogni fronte dal momento del trasferimento della competenza ai nostri uffici. I dati forniti dall’osservatorio regionale, dopo sette anni di attività, ipotizzano una popolazione di cinghiali (otto volte superiore a quella dichiarata nei sei anni precedenti) a cui il nostro territorio non può far fronte e ci consegnano sicuramente l’obbligo di agire anche per garantire l’incolumità pubblica oltre che a difesa degli agricoltori che subiscono danni (nel primo semestre 2016 le domande pervenute sono comunque in media con le due annualità precedenti). Nei prossimi giorni abbiamo convocato un tavolo congiunto con le prefetture di Potenza e Matera per affrontare il tema dal punto di vista della sicurezza pubblica e per verificare le condizioni per chiedere al ministero il riconoscimento dello stato di emergenza. Sul territorio di competenza del Dipartimento Agricoltura, a cui il governo della caccia viene trasferito nel luglio 2015, le procedure sono state attivate dal mese di aprile 2016 con l’approvazione del “Disciplinare per l’esercizio del prelievo controllato del cinghiale in applicazione dei piani provinciali di controllo della specie” e la trasmissione dello stesso disciplinare ai cinque Ambiti Territoriali di Caccia regionali per la pubblicazione dei bandi previsti, che è regolarmente avvenuta, ed infine con la costituzione del gruppo di lavoro presso l’ufficio competente. Nel 2015, che ha visto come unica metodologia di controllo utilizzata l’abbattimento da appostamento, si fa presente che due dei cinque ambiti non hanno proprio espletato le attività di selecontrollo bensì solo quelle formative dei selecontrollori mentre, tra i rimanenti tre ambiti territoriali, uno ha iniziato le attività nel mese di marzo, uno i primi di luglio e il terzo nel mese di agosto. Diverse le azioni importanti che sono state attivate negli ultimi mesi del 2015 dal Dipartimento Agricoltura per contrastare l’emergenza cinghiali in Basilicata come una giornata aggiuntiva di caccia nel periodo venatorio relativo al cinghiale (portando le giornate quindi a tre nei mesi di novembre e dicembre) e il nuovo disciplinare per il prelievo controllato dei cinghiali che prevede, a partire dal 2016, l’utilizzo di tutte le metodologie di controllo, non più solamente l’abbattimento da appostamento ma anche l’abbattimento con metodo della girata e utilizzo di cane addestrato limiere e le catture previo autorizzazione per mezzo di gabbie e/o recinti detti chiusini con eventuale abbattimento o traslocazione. E’ in corso di istruttoria e valutazione l'ipotesi di attivazione della filiera del cinghiale con un primo impianto di macellazione che potrà essere individuato nella struttura esistente di Oliveto Lucano, da ristrutturare per lo scopo, oltre che la predisposizione delle Direttive sulla gestione della caccia al cinghiale. Una ulteriore precisazione relativamente alla questione del riconoscimento dei cani limiere sollevata in questi giorni sulla stampa: le commissioni preposte hanno lavorato applicando correttamente quanto stabilito dal Disciplinare, nel totale rispetto delle indicazioni rivenienti dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Ci auspichiamo, inoltre - conclude l’Assessore Luca Braia - che l’avvio del selecontrollo e dell’abbattimento selettivo nelle aree protette dei parchi nazionali e regionali, di competenza territoriale rispettivamente del Ministero e del Dipartimento Ambiente, possa essere più incisivo nel prossimo futuro, pianificando azioni sempre più sinergiche e combinate.”