L’economia in Basilicata cresce poco e lentamente. Questo in sintesi il resoconto del rapporto 2016 di Bankitalia. Nei primi nove mesi del 2016 la ripresa economica in Basilicata è proseguita a un ritmo modesto. E’ quanto emerge dal rapporto annuale su "L'economia della Basilicata" di Bankitalia presentato nei giorni scorsi a Potenza presso l'Università degli Studi della Basilicata. Nelle oltre ottanta pagine, si legge di una crescita leggera dell’automotive, attribuibile in larga parte all’espansione delle esportazioni regionali nei primi sei mesi dell’anno e dove, si evidenzia, assume un ruolo rilevante lo stabilimento FCA di Melfi. In base alle previsioni delle imprese, la ripresa dovrebbe estendersi alla parte finale del 2016 e all’inizio del 2017. Pur in presenza di un andamento favorevole delle vendite, l’attività di accumulazione di capitale è risultata più debole rispetto a quanto le imprese avevano pianificato a inizio anno. Continuano ad evidenziarsi segnali di debolezza nel settore delle costruzioni che ha beneficiato solo in parte della ripresa delle transazioni nel mercato residenziale. Un settore, ha documentato Bankitalia, dove il valore aggiunto si è ridotto beneficiando solo in parte della ripresa delle compravendite di abitazioni che ha riguardato in modo più intenso la provincia di Matera. Nel settore dei servizi, si legge nel rapporto, ce un tendenziale rafforzamento del comparto turistico. Nei primi nove mesi dell’anno le presenze di turisti sono ulteriormente cresciute, sebbene a ritmi più contenuti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il settore creditizio pare in lieve miglioramento. Sono diminuiti sia il tasso di ingresso in sofferenza sia quello di deterioramento, che include anche i prestiti caratterizzati da un minor grado di anomalia rispetto alle sofferenze. È proseguita la crescita dei depositi, sostenuta dalla dinamica dei conti correnti. Paradossalmente sono aumentati le richieste di prestiti, dopo aver ristagnato alla fine dello scorso anno. L’aumento è risultato più intenso per i finanziamenti alle famiglie. Miglioramenti paiono evidenziarsi nel settore del credito alle imprese. Rispetto alla fine del 2015 è migliorata beneficiando soprattutto dell’incremento dei prestiti erogati al settore dei servizi. Favorevole la dinamica dell’occupazione dalla meta del 2013. I numeri evidenziano un aumento degli occupati nell’agricoltura, nell’industria, nei servizi commerciali e quelli connessi alle attività turistiche. Nel 2015 il tasso di disoccupazione è sceso di un punto percentuale riducendosi al 13,7 per cento dovuto agli sgravi contributivi introdotti del 2015 e al Jobs Act. Ma il dato Lucano è superiore a quello medio nazionale che si attesta all’ 11,9 per cento. Sensibilmente inferiore a quello del Mezzogiorno, pari al 19,4 per cento. Un dato colpisce a pagine 17 del documento. Gli analisti di Bankitalia scrivono che nel l 2015 i disoccupati di lunga durata sono stati in Basilicata il 65,2 per cento. Una quota che parrebbe in linea con il dato del Mezzogiorno. Nella media del periodo 2013-15 quasi il 15 per cento dei disoccupati di lunga durata possedeva una laurea, più della metà aveva meno di 35 anni.

Oreste Roberto Lanza
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