Una delle cose più straordinarie che emergono dall’enciclica di Papa Francesco dedicata alla cura della casa comune, è la stretta relazione tra la natura e uno dei più grandi misteri del cristianesimo, quello della Trinità. È su questo presupposto che si fondano le conclusioni della Laudato si’, nel punto d’arrivo ad un concetto di spiritualità ecologica che passa attraverso una lunga catechesi, sapientemente strutturata pagina dopo pagina, che da un’ecologia meramente ambientalista conduce all’idea di ecologia integrale.
Il passaggio fondamentale che Francesco propone è il salto da un antropocentrismo deviato, che pone l’uomo al centro di un mondo ch’egli vorrebbe completamente ai suoi piedi, come suggerirebbe il “paradigma tecnocratico” della cultura moderna, a una relazione integrale in cui l’uomo si apre al “tu” del creato e, attraverso quest’ultimo, al “Tu” divino. “Infatti, non si può proporre una relazione con l’ambiente a prescindere da quella con le altre persone e con Dio. Sarebbe un individualismo romantico travestito da bellezza ecologica e un asfissiante rinchiudersi nell’immanenza” (LS 119). Si tratta di un passaggio terribile e magnifico di Papa Francesco, che boccia senza mezzi termini tutta quella melensaggine ambientalista e animalista di cui grondano i messaggi che spopolano in giro per il web e su altri canali. Come si può difendere la natura, argomenta ad esempio Bergoglio, e giustificare l’aborto?
Come si può coccolare fino alla nausea il proprio amico a quattro zampe e poi chiudere la porta al povero, al bisognoso, all’ammalato, allo straniero o alla persona diversamente abile?
È così che il Papa smaschera l’ipocrisia ambientalista che oggi si ritrova in molti messaggi e, ancor di più, quel progressismo pansessuale che fa tanto tendenza in questi ultimi tempi. Sentite cosa dice a proposito di ecologia umana.
“L’ecologia umana implica anche qualcosa di molto profondo: la necessaria relazione della vita dell’essere umano con la legge morale inscritta nella sua propria natura ….. L’accettazione del proprio corpo come dono di Dio è necessaria per accogliere e accettare il mondo intero come dono del Padre e casa comune; invece una logica di dominio sul proprio corpo si trasforma in una logica a volte sottile di dominio sul creato”. C’è quindi una stretta correlazione fra la confusione creata dalle teorie di genere e il degrado ambientale, che è da rintracciare nel medesimo desiderio, seppur latente e nascosto, di dominare la natura e con essa il creato tutto.
“Imparare ad accogliere il proprio corpo, ad averne cura e a rispettare i suoi significati è essenziale per una vera ecologia umana. Anche apprezzare il proprio corpo nella sua femminilità o mascolinità è necessario per poter riconoscere se stessi nell’incontro con l’altro diverso da sé. …. Pertanto, non è sano un atteggiamento che pretenda di ‘cancellare la differenza sessuale perché non sa più confrontarsi con essa’” (LS 155)
Più chiaro di così! Il gender e le sue conseguenze sono dominio del corpo e non accettazione e contemplazione della sua bellezza.
Per questo Papa Francesco mette in stretta relazione l’uomo, la natura e Dio, perché l’ecologia integrale è il presupposto di una spiritualità ecologica antica e nuova: antica perché è quella di Adamo, come spiega, citando San Bonaventura e San Tommaso D’Aquino (LS 239), nuova perché apre al futuro della vita eterna, e trova la sua immagine più completa nella “casa comune del cielo”.
L’ecologia integrale, afferma il Pontefice, è una realtà terribilmente semplice, che si basa sull’amore per le cose piccole, per le cose semplici e per la sobrietà di vita, che ci permette di contemplare la bellezza infinita di Dio, come faceva San Francesco nel cantico delle Creature. Una realtà che “non deve essere costruita, ma scoperta e svelata”. Questo implica che l’uomo moderno accetti che c’è un Dio che viene prima, che ha creato il mondo, e nella sua armonia ha nascosto il mistero della Trinità.

Francesco Addolorato