POTENZA - A seguito di ordinanza di applicazione di misura cautelare personale disposta dal GIP del Tribunale di Potenza Larocca, su richiesta della locale Procura della Repubblica (P.M. Vincenzo Lanni), nel pomeriggio odierno la Polizia di Stato ha tratto in arresto e sottoposto agli arresti domiciliari T.F. di anni 36, di Potenza, ritenuto gravemente indiziato del reato di atti persecutori in danno dell’ex fidanzata, per avere con reiterate condotte di minaccia e molestia cagionato nella donna un perdurante e grave stato di ansia e paura.
L’attività di indagine, condotta dalla Squadra Mobile, 3^ sezione reati contro la persona, ha tratto origine dalla denuncia-querela sporta lo scorso 7 marzo dalla vittima contro il proprio ex fidanzato, riferendo gravissimi atti di matrice persecutoria, che avevano già portato il precedente 19 febbraio da parte del Questore all’emissione di un provvedimento di ammonimento ex art. 8 D.L. 11/09.
Una serie di accadimenti registrati già in pendenza della relazione sentimentale, avviata nel 2011, e protrattisi anche dopo la fase di interruzione della stessa, avvenuta alla fine del 2014, a seguito dell’ennesimo tragico evento: l’aborto da parte della donna su pressione esercitata dal proprio compagno.
Appresa la notizia di reato è stata immediatamente condotta un’attività di indagine che ha consentito di addivenire ben presto ad immediati e decisivi riscontri oggettivi.
Già all'indomani della notifica dell’ammonimento si registrava una recrudescenza delle condotte persecutorie da parte dell’uomo, “una vera e propria onda d'urto”: e-mail, messaggi, telefonate, pedinamenti, accompagnati da momenti di vera e propria esaltazione violenta (come allorquando si appostava sotto l'abitazione o nelle sue immediate vicinanze, anche in ore notturne, per poi suonare al citofono o addirittura gridare ripetutamente il nome della donna ad alta voce nella pubblica via).
L’uomo, una volta rintracciato il luogo di lavoro della donna – luogo privo di insegne e per tale ragione difficile da individuare –, attraverso un vero e proprio servizio di osservazione e studio, indirizzava anche verso il suo datore di lavoro le proprie minacce, minacciando di morte costui ed i suoi familiari, se non avesse provveduto entro pochi giorni a ridurre il personale femminile della propria azienda.
Un crescendo persecutorio finalizzato a fare letteralmente terra bruciata intorno alla vittima, prendendo di mira familiari, amici e parenti della stessa, destinatari tutti di ingiurie, minacce e danneggiamenti, il tutto al deliberato fine di annientare la giovane donna.