Si celebra anche quest'anno a Francavilla in Sinni (PZ), presso  il Cineteatro "Columbia" domenica 2 febbraio la 36ma Giornata per la Vita, con inizio alle ore 15.30
"Generare futuro" è il tema che la conferenza episcopale italiana ha pensato e sviluppato nel Messaggio (leggi in fondo all'articoloi).
La Commissione diocesana per la Pastorale Familiare ha proposto il programma che segue per la Giornata, che sarà animata dal giovane Cantautore di Senise, Gianni Guerriero, con musiche e parole tratte dal CD «Un Soffio di Speranza».

PROGRAMMA
- Accoglienza, Preghiera e Saluti
- Relazione sul tema della Giornata della dr.ssa PAOLA GERACI, ginecologa
- Testimonianze sulla famiglia e sulla vita
- Comunicazioni sulle attività della Commissione diocesana "Famiglia e Vita"
- Conclusioni del Vescovo S. E. Mons. Francesco Nolè

 

Il testo del Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente
per la 36ma Giornata nazionale per la Vita (2 febbraio 2014)

“Generare futuro”

“I figli sono la pupilla dei nostri occhi… Che ne sarà di noi se non ci prendiamo cura dei nostri occhi? Come potremo andare avanti?” . Così Papa Francesco all’apertura della XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù ha illuminato ed esortato tutti alla custodia della vita, ricordando che generare ha in sé il germe del futuro. Il figlio si protende verso il domani fin dal grembo materno, accompagnato dalla scelta provvida e consapevole di un uomo e di una donna che si fanno collaboratori del Creatore. La nascita spalanca l’orizzonte verso passi ulteriori che disegneranno il suo futuro, quello dei suoi genitori e della società che lo circonda, nella quale egli è chiamato ad offrire un contributo originale. Questo percorso mette in evidenza “il nesso stretto tra educare e generare: la relazione educativa si innesta nell’atto generativo e nell’esperienza dell’essere figli”, nella consapevolezza che “il bambino impara a vivere guardando ai genitori e agli adulti” .
Ogni figlio è volto del “Signore amante della vita” (Sap 11,26), dono per la famiglia e per la società. Generare la vita è generare il futuro anche e soprattutto oggi, nel tempo della crisi; da essa si può uscire mettendo i genitori nella condizione di realizzare le loro scelte e i loro progetti.
La testimonianza di giovani sposi e i dati che emergono da inchieste recenti indicano ancora un grande desiderio di generare, che resta mortificato per la carenza di adeguate politiche familiari, per la pressione fiscale e una cultura diffidente verso la vita. Favorire questa aspirazione (valutata nella percentuale di 2,2 figli per donna sull’attuale 1,3 di tasso di natalità) porterebbe a invertire la tendenza negativa della natalità, e soprattutto ad arricchirci del contributo unico dei figli, autentico bene sociale oltre che segno fecondo dell’amore sponsale.
La società tutta è chiamata a interrogarsi e a decidere quale modello di civiltà e quale cultura intende promuovere, a cominciare da quella palestra decisiva per le nuove generazioni che è la scuola. Per porre i mattoni del futuro siamo sollecitati ad andare verso le periferie esistenziali della società, sostenendo donne, uomini e comunità che si impegnino, come afferma Papa Francesco, per un’autentica “cultura dell’incontro” .
Educando al dialogo tra le generazioni potremo unire in modo fecondo la speranza e le fatiche dei giovani con la saggezza, l’esperienza di vita e la tenacia degli anziani. La cultura dell’incontro è indispensabile per coltivare il valore della vita in tutte le sue fasi: dal concepimento alla nascita, educando e rigenerando di giorno in giorno, accompagnando la crescita verso l’età adulta e anziana fino al suo naturale termine, e superare così la cultura dello “scarto” . Si tratta di accogliere con stupore la vita, il mistero che la abita, la sua forza sorgiva, come realtà che sorregge tutte le altre, che è data e si impone da sé e pertanto non può essere soggetta all’arbitrio dell’uomo.
L’alleanza per la vita è capace di suscitare ancora autentico progresso per la nostra società, anche da un punto di vista materiale. Infatti il ricorso all’aborto priva ogni anno il nostro Paese anche dell’apporto prezioso di tanti nuovi uomini e donne. Se lamentiamo l’emorragia di energie positive che vive il nostro Paese con l’emigrazione forzata di persone – spesso giovani – dotate di preparazione e professionalità eccellenti, dobbiamo ancor più deplorare il mancato contributo di coloro ai quali è stato impedito di nascere. Ancora oggi, nascere non è una prospettiva sicura per chi ha ricevuto, con il concepimento, il dono della vita. È davvero preoccupante considerare come in Italia l’aspettativa di vita media di un essere umano cali vistosamente se lo consideriamo non alla nascita, ma al concepimento.
La nostra società ha bisogno oggi di solidarietà rinnovata, di uomini e donne che la abitino con responsabilità e siano messi in condizione di svolgere il loro compito di padri e madri, impegnati a superare l’attuale crisi demografica e, con essa, tutte le forme di esclusione. Una esclusione che tocca in particolare chi è ammalato e anziano, magari con il ricorso a forme mascherate di eutanasia. Vengono meno così il senso dell’umano e la capacità del farsi carico che stanno a fondamento della società. “È il custodire la gente, l’aver cura di tutti, di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore. È l’aver cura l’uno dell’altro nella famiglia: i coniugi si custodiscono reciprocamente, poi come genitori si prendono cura dei figli, e col tempo anche i figli diventano custodi dei genitori” . Come un giorno si è stati accolti e accompagnati alla vita dai genitori, che rendono presente la più ampia comunità umana, così nella fase finale la famiglia e la comunità umana accompagnano chi è “rivestito di debolezza” (Eb 5,2), ammalato, anziano, non autosufficiente, non solo restituendo quanto dovuto, ma facendo unità attorno alla persona ora fragile, bisognosa, affidata alle cure e alle mani provvide degli altri.
Generare futuro è tenere ben ferma e alta questa relazione di amore e di sostegno, indispensabile per prospettare una comunità umana ancora unita e in crescita, consapevoli che “un popolo che non si prende cura degli anziani e dei bambini e dei giovani non ha futuro, perché maltratta la memoria e la promessa” .

Roma, 4 novembre 2013
Memoria di San Carlo Borromeo                       IL CONSIGLIO PERMANENTE DELLA

A Tursi, Senise, Lagonegro e San martino d’Agri, lunedì pomeriggio, oltre seicento fedeli hanno partecipato alla prima lezione della “Scuola di Cristianesimo” che mons. Vincenzo Orofino ha voluto istituire per la diocesi di Tursi – Lagonegro. Una “vera scuola” per rispondere a “una vera domanda” di cultura e di formazione emersa con forza dal convegno residenziale diocesano, con l’intento di approfondire ogni anno un tema di particolare rilievo pastorale. “Quest’anno – ha detto mons. Orofino, presentando l’iniziativa – rifletteremo sul tema della Chiesa, trattato dal punto di vista biblico, dogmatico, ecumenico e dell’esperienza ecclesiale. Il corso comprenderà anche sei eventi unitari sulla dottrina sociale della Chiesa, con l’intervento di autorevoli esperti, nell’intento di approfondire i principi fondamentali che sono alla base dell’impegno sociale dei cristiani. Il corso vuole essere un atto di fedeltà a Dio che ci chiede di annunciare il Vangelo a tutti. Ma è anche un atto di fedeltà alla Chiesa che chiede ai suoi fedeli una particolare maturità di giudizio in un momento di generale disorientamento culturale, civile e sociale. Il corso intende anche essere un atto di amore verso i fedeli laici di questa diocesi, bisognosi come gli altri di riascoltare le ragioni della fede e della vita per essere pronti a rendere ragione della speranza che è in loro (cfr. 1Pt 3,15) e ad assumersi responsabilità sociali e amministrative nel nostro territorio. Uomini e donne desiderosi di partecipare con competenza e da protagonisti all’edificazione del bene comune, vincendo ogni forma di rassegnazione e di vittimismo”.
“Meno culto e più cultura” è lo slogan che da qualche tempo mons. Vincenzo Orofino ripete ai sacerdoti e ai fedeli della diocesi di Tursi – Lagonegro, che da oltre un anno guida con piglio deciso e insieme amorevole.
È chiaro che per il presule lucano l’obiettivo prioritario di ogni azione della Chiesa è quello di aiutare le persone ad avere il pensiero di Cristo, a vedere la storia come la vede Lui, a giudicare la vita come la giudica Lui, a scegliere con il suo medesimo criterio”.
Si tratta di una vera sfida culturale che la Diocesi lancia nel vasto territorio del Sud della Basilicata. Una sfida che intende far diventare una grande priorità pastorale della vita ordinaria delle parrocchie.
Anche nei nostri paesi è importante una specifica e precisa azione culturale per superare la frattura tra fede e vita, tra Vangelo e società.

Anche il Papa, accolta la notizia del Concerto nell’ambito del programma “Vivere una vita che vale”, al Teatro Stabile di Potenza, venerdì 21 giugno alle ore 19.00, si rende presente con una Lettera che è giunta dal Vaticano a Monsignor Francesco Nolè, vescovo di Tursi-Lagonegro. “La missiva – spiega il Vescovo – contiene la Benedizione di Papa Francesco che verrà resa pubblica all’inizio della manifestazione”.
In continuità con il grande evento dell’offerta dell’olio ad Assisi che la Basilicata ha vissuto con grande partecipazione nell’ottobre 2009, verrà realizzato “l’INNO d’AMORE alla VITA”, un concerto che coinvolgerà tutti i borghi lucani proprio venerdì 21 giugno 2013, Giornata Mondiale della Musica. Il Concerto che inizierà in contemporanea sulle note dell’AVE MARIA offrirà l’occasione per una Preghiera Corale per Papa Francesco alla quale si unirà da Assisi anche il Sacro Convento di San Francesco, che sarà presente con la sua Corale Maggiore diretta da padre Giuseppe Magrino, maestro della Cappella Musicale di Assisi, nel concerto simbolo d’unione dell’intera comunità regionale a Potenza. Al Teatro Stabile di Potenza il Concerto sarà presentato da Orazio Coclite, la Voce Ufficiale del Papa, diretto da Pasquale Menchise, con la partecipazione di Katia Ricciarelli e Francesco Zingariello e l’Orchestra Sinfonica Lucana, alla presenza dei Vescovi Lucani, dei 131 Sindaci accompagnati da una Fanciulla e un Fanciullo e con il Gonfalone di tutti i Comuni della Basilicata.
L’iniziativa che rientra nel Progetto Interregionale “Itinerari Turistici di Federico II di Svevia” e nel Programma Umanitario promosso dalla Regione Basilicata "VVV: Vivere una Vita che Vale", ideato e coordinato da Tomangelo Cappelli, che, improntato sul principio universale dell'amore, sul rispetto della vita e delle persone, promuove stili di vita eticosostenibili, ha ricevuto anche le prestigiose adesioni del Sacro Convento d'Assisi, della Faci (Federazione tra le Associazioni del Clero in Italia), delle Diocesi Lucane, di tutti i Comuni e delle Pro Loco della Basilicata.
Il Vescovo Nolè, francescano conventuale, Guida Spirituale e Ambasciatore del Programma VVV, ha sottolineato che “far conoscere al grande pubblico le meraviglie del patrimonio culturale spirituale e artistico attraverso un Evento Emozionale, come l’Inno d’Amore alla Vita, finalizzato a rivelare la consapevolezza dell’essenza sacra ed epifanica, può contribuire a diffondere la pace, la giustizia, la fraternità e l’uguaglianza, l’attenzione alla persona, valori universali, insieme all’amore per il Vangelo e all’essenzialità che si traduce col non attaccamento alle cose del mondo. Sono questi i valori che San Francesco, Patrono d’Italia, ha proposto otto secoli fa, e che vogliamo diffondere sempre più anche con queste iniziative, perché importanti da riscoprire in un tempo in cui guardare con fiducia e speranza alla Vita, col desiderio di donarle serenità e ottimismo per il presente e per il futuro, soprattutto dei giovani, nella certezza che il legame con Assisi pone il Programma VVV direttamente sotto l'ala protettiva di San Francesco, garanzia di sostegno e portatore di buoni auspici”.
A nome della Conferenza Episcopale della Basilicata, Monsignor Nolè invita tutti i Lucani a far battere il loro cuore all’unisono e a partecipare all’Inno d’Amore alla Vita per elevare la Preghiera Corale di tutta la Regione, a sostegno del Magistero di  Papa Francesco, fonte di gioia, di misericordia e di speranza per il mondo intero.
Importante anche l’adesione ufficiale del Sacro Convento di Assisi, con notizia pubblicata sul sito ufficiale della Basilica di San Francesco: http://www.sanfrancescopatronoditalia.it

Domenica 9 Settembre, l’Unitalsi Lucana si ritroverà a Policoro (MT) per il tradizionale incontro dei giovani; ad ospitarci il Circolo Velico lucano.
Continua il cammino dei nostri ragazzi nell’associazione e nella Chiesa riprendendo le parole di Gesù “Chi cercate? Venite e vedrete”.
Papa Francesco in occasione del Sinodo dei Giovani, ha invitato tutti i ragazzi a camminare verso Gesù, sebbene il frastuono e lo stordimento sembrino regnare nel mondo.
E allora riprendiamo con entusiasmo il nostro cammino per scoprire il progetto di Dio sulla nostra vita, anche attraverso questo appuntamento ormai consolidato negli anni.
Vogliamo vivere una giornata di festa assieme ai ragazzi di tutta Basilicata, unitalsiani e non, per sperimentare l’amore profondo di Gesù che si fa nostro prossimo e per rinsaldare i valori propri dell’Associazione: solidarietà, ascolto, spirito di servizio.
L’accoglienza è prevista alle ore 9.30 presso il Circolo Velico Lucano, sito in Viale del Lido, Policoro. La struttura, sin da subito, ha aderito con entusiasmo alla nostra iniziativa ed è lieta di ospitarci. L’ambiente è gradevole ed accogliente ed è attrezzato per far fronte ad ogni esigenza, anche quelle dei nostri amici in carrozzina.
Il programma della giornata prevede diversi momenti ludici e la possibilità di praticare attività marinaresche, tra cui vela e canoa; a seguire la celebrazione della Santa Messa. I saluti previsti per le 18.30.
Vi aspettiamo numerosi.

Venerdì 29 marzo 2013, alle ore 18.30 e alle ore 23.00, nelle antiche strade di Castronuovo Sant’Andrea, per iniziativa della Pro Loco e con la collaborazione del Mig, Museo Internazionale della Grafica – Biblioteca Comunale “Alessandro Appella”, si rinnova l’incontro arte-fede. Un artista contemporaneo interpreta gli episodi della storia degli ultimi giorni di Gesù e scandisce con il suo lavoro la processione che da centinaia di anni attraversa il paese e ha il suo momento più emozionante nell’incontro del Figlio morto con la Madre rappresentati da due statue in cartapesta del XVIII secolo conservate nella Chiesa Madre. Le quattordici stazioni della passione, quest’anno, sono del grande scultore Fausto Melotti (Rovereto 1901 – Milano 1986). Dipinte su cartone tra il 1957 e il 1967, rinnovano l’incontro arte-fede e scandiscono il percorso di un grande mistero. È la seconda volta che vengono esposti in Italia.

 

 

"Parrocchia e Nuova Evangelizzazione. La corresponsabilità dei Fedeli Laici" è il tema della Due giorni di formazione biblico-teologica che la Diocesi di Tursi-Lagonegro propone per lunedì 18 e martedì 19 febbraio 2013 presso l'Ostello della Gioventù a Chiaromonte (PZ). Nel contesto dell’Anno della fede sarà occasione utile per riflettere e ripartire con lucida consapevolezza proprio dalla valenza pastorale della vita ecclesiale e dalla testimonianza dei fedeli laici, protagonisti e corresponsabili nell’annuncio del Vangelo con la parola e con la vita nelle nostre parrocchie, al tempo della Nuova Evangelizzazione.
Consapevoli che con il nome di “laici” si intenda “l’insieme dei cristiani ad esclusione dei membri dell’ordine sacro e dello stato religioso sancito nella Chiesa, i fedeli cioè, che, dopo essere stati incorporati a Cristo col battesimo e costituiti popolo di Dio e, nella loro misura, resi partecipi dell'ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo, per la loro parte compiono, nella Chiesa e nel mondo, la missione propria di tutto il popolo cristiano” (cfr. Lumen gentium, 31), il punto di partenza non possono che essere i testi del Concilio, di cui celebriamo il 50mo anniversario della sua apertura.
“Il carattere secolare è proprio e peculiare dei laici… Per loro vocazione è proprio dei laici cercare il regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio. Vivono nel secolo, cioè implicati in tutti i diversi doveri e lavori del mondo e nelle ordinarie condizioni della vita familiare e sociale, di cui la loro esistenza è come intessuta. Ivi sono da Dio chiamati a contribuire, quasi dall’interno a modo di fermento, alla santificazione del mondo esercitando il proprio ufficio sotto la guida dello spirito evangelico, e in questo modo a manifestare Cristo agli altri principalmente con la testimonianza della loro stessa vita e col fulgore della loro fede, della loro speranza e carità. A loro quindi particolarmente spetta di illuminare e ordinare tutte le cose temporali, alle quali sono strettamente legati, in modo che siano fatte e crescano costantemente secondo il Cristo e siano di lode al Creatore e Redentore” (LG 31).
Il credente, oggi ancor più che in passato, è messo alla prova due volte: la ‘prima fedeltà’ alla propria fede, vissuta nella comunione ecclesiale, deve essere conciliata con una ‘seconda fedeltà’ al mondo, dove il laico vive ed opera. 
Con il corso di formazione che la Diocesi propone si ribadirà che è importante ripartire dall’ecclesiologia di comunione, valorizzando la categoria teologica di “popolo di Dio”. L’universale vocazione alla santità e la riflessione sulla figura del “fedele laico” devono far riconoscere il primato di Dio e l’altezza della trascendenza, e dentro questo orizzonte collocare sia l’indole secolare, propria del fedele laico, sia la sua corresponsabilità ecclesiale.
A presiedere sarà S. E. Mons. Francesco Nolè, vescovo diocesano.
Il Programma si articola in tre momenti, due dei quali, al pomeriggio, sono rivolti ai Fedeli tutti della Diocesi, Sacerdoti, Religiosi e Laici, un terzo, quello di martedì mattina, è per i soli presbiteri.
Di seguito il dettaglio del programma:

Lunedì 18 Febbraio - ore 15,30  “I Fedeli Laici: identità e partecipazione”
relatore: don Pio ZUPPA, Istituto Pastorale Pugliese

Martedì 19 Febbraio - ore 9,30  (per i soli sacerdoti)   “La promozione della corresponsabilità dei Fedeli Laici”
relatore: don Pio ZUPPA, Istituto Pastorale Pugliese

Martedì 19 Febbraio - ore 15,30 “I Fedeli Laici: testimonianza e missione”
relatore: don Giuseppe CITO, Istituto Pastorale Pugliese

- Il prof. don Pio Zuppa, catecheta e professore di teologia pastorale nella Facoltà Teologica Pugliese presso l’Istituto Teologico “Regina Apuliae” di Molfetta (Ba), è direttore della “Rivista di Scienze Religiose” dal 2010 e coordinatore didattico dell’IBF nell’Istituto Pastorale Pugliese (Molfetta).

- Il prof. don Giuseppe Cito, catecheta, è parroco nella chiesa matrice di Noci (Ba) e socio AICa, direttore dell’Ufficio Catechistico della diocesi di Conversano-Monopoli e componente dell’équipe di formatori dell’Istituto Pastorale Pugliese (Molfetta).    

LAGONEGRO – Inizia venerdì 19 aprile a partire dalle ore 18.30 e si conclude domenica 21 alle ore 18 il “seminario di vita nuova”  programmato dall’Ufficio per la pastorale della famiglia della Diocesi di Tursi – Lagonegro, che si terrà nei locali del Mater Dei”. "Un grande dono da parte di Dio per te" è lo slogan della tre giorni, evento rivolto a tutti (single, coppie di sposi o di fidanzati), che rappresenterà un percorso di fede vissuto nella gioia e nella condivisione che fa vivere solo una percezione forte dell'amore di Dio. L’esperienza di questo seminario – fanno sapere gli organizzatori - non è tanto un manuale di istruzione sulla vita, quanto un messaggio evangelico che deve riportare a “riattaccare la spina, con luce nuova” per risvegliare l’entusiasmo e ritrovare la gioia dell’ essere cristiano o di riavvicinarsi alla fede. Chi fosse interessato a partecipare può telefonare ai numeri 328.5751228 / 328.4271372 o inviare una e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

Valeria Gennaro

Promosso dalla Presidenza Diocesana dell’Azione Cattolica, si svolgerà Venerdì 30 maggio 2014 un Convegno pubblico presso l'Auditorium dell'ISIS “Nicola Miraglia” di Lauria (PZ) con inizio alle ore 17.30. Il convegno, dal titolo “Dentro la nostra storia. Nel cuore della vita degli uomini e delle donne delle nostre città”, focalizzerà l'attenzione sulla necessità di un rinnovato impegno dei laici cristiani nella costruzione del bene comune, abitando responsabilmente le città e gli ambienti di vita quotidiana. In un tempo caratterizzato da sfiducia nei partiti politici e nelle istituzioni democratiche, dalla crisi economica che mina fortemente la coesione sociale, dal crescere di populismi e facili demagogie, siamo chiamati a formare una generazione di laici impegnati, anche a livello politico, capaci nelle scelte quotidiane di essere speranza e segno di cambiamento e novità. Sono stati invitati ad offrire contributi per la riflessione: il prof. Paolo Nepi, ordinario di Filosofia morale presso l'Università di Roma Tre, Angelo Chiorazzo, fondatore della Cooperativa Sociale Auxilium, Michele Tridente, presidente diocesano di Azione Cattolica. Concluderà  Mons. Francesco Nolè, vescovo di Tursi-Lagonegro. Un momento significativo – afferma il dott. Michele Tridente – perché ci si interroghi da cittadini sui valori della realtà sociale che sta a cuore a ciascuno e al contempo si delineino linee comuni di attenzione e prossimità alle persone più svantaggiate. Il bene comune si realizza anche attraverso l’unione delle risorse umane, chiamate a scrutare i segni dei tempi e a individuare prospettive di azione sinergica sul fronte dell’evangelizzazione e della carità, sintesi dell’impegno cristiano.

Una Giornata Mondiale della Gioventù, quella di Rio de Janeiro, che per tanti tratti si assomiglia con quella di Colonia del 2005. A invitare è stato Benedetto XVI, come allora era stato Giovanni Paolo II. Papa Benedetto, che si era presentato al mondo “umile servitore della vigna del Signore”, scelto dai Cardinali il 19 aprile 2005, successore di Giovanni Paolo II il “grande”, voluto patrono delle GMG, raccolse l’eredità e sorprese il mondo con la sua semplicità e comunicatività, proseguendo il percorso già segnato per la vita della Chiesa. Una Chiesa giovane, più volte detta così da Papa Wojtyla.
Una “Chiesa viva”, ha ricordato Benedetto XVI, commosso, all’udienza generale del 27 febbraio 2013, l’ultima del suo Pontificato. Consapevole che negli otto anni in cui ha avuto tra le mani il timone, ci siano stati “giorni felici, ma anche momenti non facili, nei quali mi sono sentito come San Pietro in barca con i pescatori. Il Signore sembrava dormire, ma ho sempre saputo che in quella barca c'era. La barca della Chiesa non è mia, non è nostra, ma è sua, e il Signore non la lascia affondare”, papa Benedetto è certo, lo ha ricordato ancora nei giorni scorsi, che la Chiesa è di Dio e non degli uomini. Sarà Lui a scegliere chi gli succederà e, quindi, chi andrà in Suo nome anche a Rio de Janeiro, nella terza decade di Luglio prossimo.
Invitando i giovani alla GMG Papa Ratzinger ha voluto scrivere loro sul tema dell’incontro: «Andate e fate discepoli tutti i popoli!» (cfr Mt 28,19). Il messaggio coglie in queste parole di Gesù “la grande esortazione missionaria che Cristo ha lasciato alla Chiesa intera e che rimane attuale ancora oggi, dopo duemila anni”. È nell’Anno della Fede che si inserisce il percorso di preparazione alla GMG e la celebrazione della stessa; all’indomani del Sinodo dei Vescovi, dedicato a «La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana». Il Pontefice, nello stesso Messaggio, ha invitato i giovani cristiani di tutto il mondo ad essere “coinvolti in questo slancio missionario di tutta la Chiesa: far conoscere Cristo è il dono più prezioso che potete fare agli altri”.
Un invito che Papa Francesco ora è dunque chiamato a personalizzare, con l’impronta della gioiosa umiltà e la significativa semplicità che lo contraddistingue. Camminare, edificare, professare, i verbi usati per attualizzare la Parola di Dio nel contesto della Celebrazione per la Chiesa il 14 marzo scorso, si prestano benissimo quali pilastri su cui continuare a lavorare con i Giovani, nel solco della tradizione pontificia, aperti alla novità dello Spirito Santo che continua a soffiare.
La Pastorale Giovanile della Basilicata raccoglie questo invito e vuole porgerlo con forza ai giovani della Regione.
Sabato 23 marzo 2013, nel pomeriggio, ha programmato un Raduno regionale di Giovani cristiani a Policoro (MT) perché vivano un momento forte in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù, che si celebra in tutto il mondo nella Domenica delle Palme. All’accoglienza in Piazza Segni (ore 16.00) seguirà una “marcia con la croce” (Via Crucis) e la Catechesi, con uno spazio di tempo da dedicare al dialogo. A seguire alle 19.30 è previsto il concerto della band “Fuoco vivo”. Un momento forte nelle Chiese di Basilicata che preparerà la missione dei giovani (luglio prossimo in un luogo ancora da definire) e l’evento regionale di Maratea del 27-28 luglio. Lì ci si raccoglierà ai piedi del Cristo Redentore, statua molto simile a quella maestosa di Rio in Brasile, in comunione con quanti saranno in America Latina, per seguire e accogliere la parola del prossimo Papa, riconoscendo in Lui il vicario di Cristo, colui che in suo nome, sarà in grado di abbracciare con il cuore tutta la Gioventù, presente e futuro della Chiesa.