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La referente Palagano: ”non possono costringerci a mandare i nostri figli a scuola”

Lauria, centro in provincia di Potenza, in fermento contro l’ordinanza regionale numero 46 del 3 dicembre scorso, emanata dal Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi. Meglio dire, i genitori dei vari istituti scolastici presenti in città, contro l’atto emanato dal Presidente dell’organo esecutivo regionale. Il provvedimento, considerata la permanente gravità della situazione epidemiologica, dispone la proroga della sospensione dell’attività didattica ordinaria “in presenza” con l’adozione della cosiddetta didattica a distanza fino al giorno 08 dicembre per le scuole primarie e per quelle secondarie di primo grado. Dal prossimo 9 dicembre, mercoledì, gli alunni delle scuole primarie e secondarie di tutte le scuole della Basilicata torneranno a sedere sui banchi per assistere alle lezioni che i docenti dovranno tenere in “presenza”.

Per questo molti genitori di Lauria, oltre quattrocento, hanno sottoscritto una petizione con cui si chiede la sospensione delle attività didattiche “in presenza” dal 9 dicembre al 7 gennaio 2021, perché dicono, per il tramite dell’avvocato Francesco Ferrari di Lauria: “i soggetti colpiti dal virus molto spesso sono i familiari dei ragazzi, dei bambini che si infettano a scuola e purtroppo portano il virus nelle proprie abitazioni”. Il legale lauriota, Francesco Ferrari, quale rappresentante dei genitori, ha inoltrato una missiva al sindaco di Lauria , Angelo Lamboglia e al Presidente della Giunta regionale, Bardi, allegando le firme raccolte, per chiedere la revoca o meglio la modifica dell’originario provvedimento in quanto scrive : “E’ noto a tutti che nel territorio del nostro comune vi è stato un sensibile peggioramento della situazione epidemiologica cristallizzata nei dati pubblicati dal bollettino diffuso dalla Regione in data 04 dicembre che descrivono in modo impietoso il notevole incremento dei casi di contagio e l’elevato tasso di diffusività. In tutto questo Lauria si colloca tra i comuni più colpiti della Regione avendo raggiunto la quota di ben 301 contagi”.

 

La salute un diritto prioritario rispetto all'istruzione, precisano i genitori firmatari della petizione (88 firmatari all’istituto Marconi, 88 all’istituto Brancati, 125 all’istituto Lentini, 89 alla Giovanni XXIII) tramite la referente la signora Rosita Palagano: “non possono costringerci a mandare i nostri figli a scuola contro la nostra volontà, perché siamo genitori e vogliamo tutelare la loro salute, pur consapevoli di quanto sia importante l'istruzione. Siamo rimasti a casa per 3 mesi senza che avessimo alcun contagio nella nostra zona, impendendo ai nostri figli di concludere l’anno scolastico. All'epoca non si conosceva il virus, oggi, nonostante l'impiego di DPI e nonostante la conoscenza del COVID 19, la gente continua a morire”. La palla passa al sindaco Angelo Lamboglia a cui si chiede un’ordinanza contingibile e urgente per risolvere un grave pericolo all’incolumità dei bambini.

 

Oreste Roberto Lanza


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