Il “Gruppo Atlante 2000” e le mancate aspettative della costa jonica

A Sant’Angelo le Fratte, nel potentino, si celebra questo importante convegno, presieduto dal "Gruppo Atlante 2000" che sembra tagliare fuori buona parte della costa jonica, da Metaponto a Policoro. Perplessità esposte da Nicola Locuratolo, che mette all'attenzione dei lettori quanto segue: “Un’idea con una visione molto lunga nel tempo”, certo, nel tempo (almeno un decennio, se tutto va bene, condizioni meteo-marine e burocrazie permettendo), e nello spazio, tenuto conto che la presentazione del progetto è fatta ad oltre cento chilometri dall’area interessata. Bene,questo progetto può essere quello che realizza il mio sogno per il Sud, per la Regione, per la mia città (Matera) perché esige che sia servita dalla infrastruttura ferroviaria “principe”: la Mi-Pa (via Matera), infrastruttura adriatica di A.C. (Alta Capacità) che serve l’area inter-portuale di Taranto situata nella piana di Pisticci-Ferrandina. Quel che meraviglia è che il gruppo di progettisti (extra-terrestri valenti ed assenti dal nostro territorio) abbiano dissertato sull’intera costa ionica (da Policoro a Metaponto, lasciando fuori solo Novasiri ad ovest ed il lago Salinella ad est), come se fosse una costa libica,senza popolazione e relativi centri, senza una vocazione turistica ed agricola, insomma, un deserto. Così non è! La seconda considerazione è che il gruppo ha individuato un’area inter-portuale posizionato nel territorio di Pisticci-Metaponto,quindi contiguo o in espansione dell’area inter-portuale del porto di Taranto già individuata nella piana di Pisticci-Ferrandina (ZES Matera-Taranto.

Probabilmente questo gruppo ha ritenuto cancellabile questa istituenda ZES e/o compatibile le due aree (Pisticci- Ferrandina e Pisticci-Metaponto) considerato la non-presenza di popolazione umana nell’intera Provincia ionica. E così non è! Comunque si voglia considerare, entrambi i due progetti necessitano di questa infrastruttura prioritaria per la movimentazione dei flussi di containers da direzionare verso Rotterdam ed Amburgo (attraverso il traforo del San Gottardo); tenete presente che già da qualche anno a Melzo, alle porte di Milan, è collocato l’hub della Contiship che, con i suoi treni veicola i containers di sua competenza. Ed, orbene, primo fra tutti, resta l’adeguamento della infrastruttura “principe” nel trasporto europeo, la Ferrovia A.C. (Alta Capacita’) Milano-Palermo (via Matera) sulla Adriatica che “appennella” tutti i porti italiani dell’Adriatico e dello Ionio fino ad Augusta ed anche del Tirreno, in quanto anche il porto di Gioia Tauro potrebbe trovare l’opportunità di utilizzare tale infrastruttura di carattere “europeo”.
Nella umiltà della mia persona ho ipotizzato di vedere attivare i diversi porti italiani interessati a questo volume di traffici trans-europei (Ravenna-Ancona-Brindisi-Taranto-Crotone-Augusta) con centinaia di posti di lavoro dislocati lungo la costa adriatica, questo gruppo, invece, con questo mega-progetto accentra tutto a sé il volume del traffico marittimo e non tiene conto del “mare”, è, si può forse ipotizzare, un nuovo progetto simil-Mose con tutte le conseguenti incognite. Comunque voglia andare a finire, serve senz’altro la Milano-Palermo (via Matera) A.C. (Alta Capacità) adriatica.

 


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