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Particolari raccapriccianti con intercettazioni ambientali e telefoniche

Sono state arrestate nel corso della notte e all'alba di oggi 52 persone, tra caporali e imprenditori. Dodici sono lucani, tutti titolari di aziende agricole che sfruttavano i braccianti extracomunitari. Le Fiamme Gialle cosentine hanno proceduto al sequestro preventivo di 14 aziende agricole, di cui 12 ubicate in provincia di Matera e 2 in provincia di Cosenza, per un valore stimato di quasi 8 milioni di euro, e di 20 automezzi utilizzati per il trasporto dei braccianti agricoli reclutati.

Le 12 aziende lucane coinvolte hanno sede a: cinque a Policoro, tre a Scanzano Jonico, una a Marconia di Pisticci, due a Tursi e una a Montalbano Jonico, arrestati e posti ai domiciliari i titolari. I braccianti venivano trattati come schiavi, addirittura in alcune intercettazioni si parlava di cibo scaduto e acqua non potabile che venivano offerti agli extracomunitari a lavoro nei campi sotto il sole cocente.

Bottiglie di acqua riempite nei canali di scolo usati per l'irrigazione dei campi. Minacce e in alcuni casi anche percosse. Alle persone coinvolte nell'operazione viene contestato il reato di associazione per delinquere finalizzata all'intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (c.d."caporalato") ed al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

 


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