Sarà perché i lucani che vivono all’estero sentono di più le “radici” della propria terra ma – spiega Giovanni Baldantoni, presidente del Movimento – le dichiarazioni del Presidente della Regione Puglia Emiliano ci hanno profondamente colpiti. Siamo da tempo impegnati a promuovere tutto ciò che è “made in Basilicata” dai prodotti alimentari al turismo diventando una sorta di “ambasciata” della lucanità in ogni Paese e pertanto – continua – non riusciamo nemmeno ad immaginare cosa accadrebbe con il disegno delle cosiddette macroregioni. Soprattutto i lucani appartenenti alla seconda e terza generazione del fenomeno di emigrazione, negli anni novanta-duemila, sono quelli che ci chiedono il massimo impegno a contrastare ogni ipotesi di soppressione della nostra regione. C’è infatti – dice ancora Baldantoni – un diffuso sentimento di  autentica rivolta lucana che poggia non certamente su quello che si vorrebbe a Roma o a Bari considerare un sentimento di nostalgia e tradizione sentimentale quanto piuttosto un’autentica volontà di appartenenza. Lo smembramento delle due province con il disegno pugliese della regione adriatica che annette Matera e provincia risponde solo ad una logica di profitti delle lobby pugliesi intorno a Matera 2019. Ma su questo – aggiunge – ci sono responsabilità precise perché non si è riuscito sinora a far diventare il “brand Matera2019” un “brand” di tutta la regione raccogliendo le proposte delle associazioni lucani all’estero di diventare “sportelli turistici”. Puntiamo pertanto con la campagna sui social di riaccendere la “rivolta lucana” e dare uno scossone al mondo politico ed istituzionale che ci pare non abbia colto in pieno la gravità dell’attacco mosso alla comunità dei  lucani sia quelli rimasti in regione che quelli emigrati all’estero.