Il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, si é recato questa mattina a Policoro per verificare di persona la sicurezza del Percorso nascita che é stato inaugurato presso l'ospedale cittadino. Ad accompagnarlo il direttore generale dell'Azienda sanitaria di Matera, Pietro Quinto insieme al direttore amministrativo, Maria Benedetto. Presenti anche i Dg di Asp e San Carlo di Potenza, Gianni Bochicchio e Rocco Maglietta.
Il governatore Pittella ha apprezzato gli interventi che la Asm ha realizzato con il sostegno finanziario del massimo Ente locale per l'adeguamento agli standard di sicurezza del Percorso nascita compresa la installazione di ascensori che consentono un accesso più rapido e sicuro ai reparti creando una vera e propria comunicazione verticale all'interno del nosocomio jonico.
"Gli ospedali - ha esordito - si organizzano per funzioni e anche per intensità di cure. I Psa attualmente presenti sul territorio lucano resteranno tutti. Ognuno svolgerà una funzione in una logica di rete. Poi potenzieremo il 118 con l'elisoccorso notturno, oltre che con l'acquisto di ambulanze dedicate. In più avremo la distrettualitá ovvero la medicina di prossimità, la medicina del territorio. Queste tre gambe - ha spiegato Pittella - mi sembra che rispondano bene alla luce delle norme nazionali ed europee che ci obbligano non solo a contenere la spesa ma anche a rispettare gli orari di lavoro, i turni di riposo e il turnover del personale. Amministrare é cosa diversa rispetto al puntare l'indice. Bisogna star dentro alle questioni. Noi non ridimensioniamo nulla, contrariamente a ciò che taluni vanno dicendo in giro. Non stiamo chiudendo reparti, stiamo addirittura inaugurando e migliorando i servizi e rendendo più efficienti i percorsi che rendono credibile l'approccio alla cura che un ospedale organizzato, come quello in cui siamo, mette in campo".
Successivamente Pittella si é recato insieme ai dirigenti della sanità lucana negli uffici sanitari di Scanzano Jonico, dove é stata scoperta una targa in ricordo del dottor Felice Marchese, primo medico condotto della cittadina jonica.
"Mi é stata descritta - ha detto il presidente della Regione nel suo intervento - la magnificenza di questa persona. I medici una volta dovevano dare fondo a tutto il loro sapere. Non esisteva il 118. Se ci si trovava dinanzi a un travaglio non ci si tirava indietro pur non essendo ginecologo. Non va dimenticata la storia. Abbiamo bisogno di provare ad avvicinare quello che é stato, nel bene e nel male. Bisogna costruire con le nuove generazioni il link della memoria. Accanto allo smartphone - ha aggiunto metaforicamente - dobbiamo aggiungere il gettone telefonico per utilizzare gli apparecchi che in passato ci mettevano in collegamento con la comunità. Un medico come il dottor Marchese  pensava all'altro, più che a sé.  Il processo di umanizzazione nella medicina é fondamentale. Se questa società deve ritrovare un senso, momenti come quello di oggi sono l'occasione giusta. Va trasferita la storia. Non si può - ha concluso - consegnare ai nostri figli solo la tecnologia".