SENISE- Mentre nei vari paesi del Senisese ci si gode le ferie d'agosto, ci sono famiglie che devono fare i conti con situazioni di difficoltà economiche. Sono quelle dei 790 lavoratori operai forestali dell'Area programma Lagonegrese-Senisese che, come denuncia in un comunicato la Flai-Cgil "pur avendo svolto la propria attività nei mesi scorsi di maggio, giugno e luglio per un totale di per un totale di 47 giorni, ad oggi non hanno ricevuto l'intero stipendio, ma solo un acconto di seicento euro", in pratica solo duecento euro per ogni mese di lavoro. Il motivo di questa angosciante realtà è molto chiaro alla Flai-Cgil. "È ormai, sotto gli occhi di tutti –scrive nel comunicato la segretaria Pina De Donato riferendosi all'Area Programma- il disagio che questa nuova governance sta arrecando alle maestranze: il comune capofila, cioè Teana, sembra essere lontano anni luce dall'acquisire delle modalità di gestione quantomeno decenti". Le cause sono attribuite "all'inefficiente informatizzazione del comune capofila, che ha certamente inficiato una celere elaborazione dei dati relativi ai dipendenti, alla scelta del suddetto comune di affidare la gestione dei pagamenti ad un nuovo istituto, che evidentemente non è preparato per operazioni di questo tipo." Indice puntato contro Teana, dunque, e contro la stessa scelta del modello di governante a cui si ispirano le aree programma. "Da esso sarebbero dovuti derivare la riduzione della spesa pubblica e la semplificazione amministrativa dovuta all'accorpamento delle tre Comunità Montane in un unico ente, ma la situazione è assai diversa: la fusione in realtà è avvenuta soltanto in teoria in quanto le tre sedi che dovrebbero essere dei semplici distaccamenti sul territorio dell'Area Programma, sembrano non riconoscere l'accentramento e i funzionari, per espletare la propria attività sono costretti a fare i pendolari tra le diverse sedi." Una sorta di fusione a freddo che non ha dato frutto, anche perché, si legge ancora, "è fin troppo evidente che un comune come Teana poco popoloso, montuoso e malamente collegato dal punto di vista della viabilità non è affatto predisposto a fungere da sede per un progetto di così ampio respiro". La cosa più grave di questa mancata fusione, però, è "la mancata unificazione del trattamento dei lavoratori. Le giornate e i livelli degli operai restano quelli pre-accorpamento, cioè, diversi da area ad area, rendendo di fatto nullo il nuovo modello centralizzato", e così succede che "operai qualificati svolgono le stesse mansioni con riconoscimento di livello diverso". Un grave vulnus, dunque, alla dignità dei lavoratori che sono così suddivisi in lavoratori di serie A e di serie B. "La cosa –scrive De Donato- crea chiaramente forti discriminazioni". A partire da questa situazione "disastrosa per i lavoratori, la segretaria della FLAI CGIL Pina De Donato, chiede la convocazione di un tavolo urgente con chi di competenza affinché si arrivi a risolvere al più presto tutte queste problematiche. Si auspica inoltre che in tempi brevi le maestranze possano ricevere uno stipendio dignitoso (saldo mese di maggio e l'intera mensilità di giugno) evitando così la logica dei 'contentini' scongiurandone ogni azione di lotta e di protesta".


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