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Lauria, il giallo Di Lascio ad una svolta. Potrebbe essere suo il corpo ritrovato nel bosco

 

È probabilmente Mariano Di Lascio, l’uomo ritrovato l’11 giugno scorso avvolto nel cellophane nel bosco di “Canicella”, in località Masseria Piscitelli a Lauria. Scomparso la mattina del 21 novembre 2017, in contrada Pecorone, a pochi passi dallo svincolo per l’Autostrada A2 del Mediterraneo, non si ebbero più notizie fino a quando un uomo, in cerca di funghi ha trovato un cadavere in evidente stato di decomposizione, senza parte della testa con jeans e resti di un giubbotto e di un orologio. Nell’immediato sono state avvertite le autorità competenti intervenute insieme al medico legale e al Magistrato di turno. L’autopsia fatta dal dottore Giuseppe Consalvo, presso l’ospedale di Lagonegro, sui resti del corpo confermano che l’uomo sarebbe stato ucciso con un fucile da caccia da distanza ravvicinata. Infatti sul corpo sono stati trovati diversi pallini di dimensioni contenute, che riconducono ad un fucile da caccia con canne sovrapposte. Nell’immediatezza dell’evento, il Procuratore della Repubblica di Lagonegro, Vittorio Russo, ha disposto l’esame del Dna per avere certezza dell’identità della persona. Esame di comparizione, dopo il prelievo del DNA ai famigliari del Di Lascio avvenuto nei giorni scorsi, che si è tenuto oggi nel primo pomeriggio a Eboli con risultati che si avranno nelle immediate 48 ore. Gli indizi fin qui acquisiti portano verso la conferma che il corpo appartenga a Mariano di Lascio. I legali, Antonio Boccia, per la famiglia e Antonio Cosentino, per il fratello Sandro Di Lascio, hanno ormai molte certezze che il corpo sia quello del Di Lascio. “Già molti indizi riporterebbero a lui– chiarisce l’Avvocato Antonio Cosentino -in quanto il fratello della vittima ha riconosciuto tutti gli indumenti che erano addosso a quel corpo martoriato. Successivamente, com'è noto, il perito ha sottoposto il cadavere alla “Tomografia Assiale Computerizzata” e poi all’autopsia, e ha cominciato a delineare la probabile figura del Di Lascio”. La certezza verrà definitivamente dagli esami del Dna. “I risultati del Dna prelevati dal morto- sottolinea l’avvocato Antonio Boccia - oramai pronti, aspettano solo di essere comparati con quelli che sono stati prelevati ai genitori. Una volta riconosciuto il corpo, il compito più arduo spetta alla Procura, per capire le reali cause della morte. Al momento, gli investigatori sono molto riservati, circa le indagini che sono in corso di svolgimento per identificare un eventuale l’assassino”.

Oreste Roberto Lanza

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