Dopo l’audizione di ieri nella Conferenza dei Servizi avviata dalla regione Calabria, relativa alla riattivazione della Centrale del Mercure, svoltasi a Catanzaro, l’amministrazione comunale di Castelluccio ha diramato un comunicato nel quale esprime la propria soddisfazione per l’evoluzione della vertenza. “In un paese democratico nessuno deve essere messo di fronte alla scelta tra lavoro e diritto alla salute e salvaguardia dell’ambiente! Vanno garantiti entrambi, e la Centrale del Mercure, -scrive nella nota il sindaco Giordano- visti anche gli autorevoli pareri favorevoli in materia, rispetta tutti i parametri previsti dalle normative vigenti. Ciò che, invece, in questi dieci anni non è stato rispettato è il diritto al lavoro. Non solo, ma addirittura si gettano ombre di strumentalizzazione sulle legittime e democratiche manifestazioni.  Come affermato dal Ministro Clini “facciamo tutti uno sforzo per entrare nel merito e per conoscere meglio ciò di cui parliamo, perché sicuramente, da questo, traiamo grandi vantaggi”. Non parliamo di una nuova autorizzazione, come qualcuno erroneamente asserisce, ma solo di un suo adeguamento, peraltro restrittivo, richiesto dal Ministero dell’Ambiente, avente ad oggetto l’utilizzo esclusivo, come combustibile, di biomasse vergini da deforestazione trattate meccanicamente con l’espresso divieto di utilizzo di biomasse classificabili come rifiuto. Per di più, la Commissione Ambiente della Comunità Europea non ha rilevato alcuna violazione sulla compatibilità della Centrale con il Parco Nazionale del Pollino.
La Basilicata, con il 42%, è la regione italiana con il più alto tasso di disoccupazione under 24, primato purtroppo confermato anche per gli under 35 e gli inattivi fino a 54 anni. In un quadro così critico, quali danni economici l’impianto potrebbe creare, se non risollevare le sorti economiche e sociali della nostra Valle? I lavori di riconversione hanno dato una boccata di ossigeno all’imprenditoria locale, agli albergatori e ai ristoratori, ai tanti disoccupati ed inoccupati della Valle e alle loro famiglie che hanno trovato, seppur a tempo determinato, un lavoro senza dover emigrare.
Facciamo nostro –conclude il comunicato- l’invito rivolto dal Ministero dell’Ambiente agli organi del Parco, a partire dalla Comunità del Parco, ad un’attenta e rigorosa valutazione, per salvaguardare le ragioni della tutela ambientale, nell’attuale cornice di difficoltà socio-economica. E’ arrivato il momento, per tutti, di fare chiarezza e di dare risposte alle comunità e ai lavoratori, valutando i documenti, gli atti, le dichiarazioni e i pareri per quello che sono, evitando di alimentare e diffondere informazioni e valutazioni non corrette o artatamente distorte.”


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