LAURIA - Cronaca di un diritto negato. A rivendicarlo è il signor Pasquale Albamonte, un architetto 45 enne di Lauria. Il professionista, infatti, da circa sette anni, lotta accanitamente per un posto di lavoro che, tra denunce e compagnia bella, gli è costato oltre 20 mila euro. “Per non parlare poi delle condizioni di salute- commenta abbozzando una risata- forse facevo prima e metter su un’attività in proprio”.  La disavventura inizia nel 2005, quando partecipa ad un avviso pubblico, disposto dal Comune di Lauria tramite il Centro per l’Impiego di zona, finalizzato all’avviamento a selezione di due lavoratori per la copertura di un posto, a tempo indeterminato, di un operatore CAD/ CAM. “Nonostante avessi tutti i requisiti richiesti nel bando- spiega-  nella graduatoria stilata dal Cpi su appena sette candidati, stranamente, a parità di punteggio, mi appioppano la medaglia d’argento. Tuttavia, avrei dovuto accedere all’ avviamento- precisa- e invece anche questo diritto mi viene negato”. A questo punto Albamonte per tutelare i propri interessi, avvia una serie di procedure civili e penali da cui emerge che il primo risultato idoneo per il Comune, aveva presentato un attestato di frequenza d’operatore CAD/ CAM, rilasciato da una società privata che non aveva i requisiti di legge per l’ammissione ai pubblici concorsi. “Durante la fase dibattimentale però, apprendo con stupore che l’intero procedimento per l’avviamento a selezione era stato annullato”. Senza perdere tempo, l’architetto impugna il provvedimento davanti al Tar che in prima battuta dispone una sospensiva cautelare in base alla quale il Cpi, redige una nuova graduatoria dove risulta al primo posto. Ma le peripezie non sono finite perché il Comune rilancia sostenendo che Albamonte non ha diritto all’assunzione poiché non è mai stato sottoposto a selezione, ribadendo altresì, che l’ente non è obbligato a farlo, perché i termini per le assunzioni erano scaduti. Inoltre, nel caso in cui avessero avuto interesse a coprire il posto, non avrebbe avuto diritto in quanto era già stato selezionato e reso idoneo il primo della vecchia graduatoria, mentre un altro soggetto che aveva prestato servizio, aveva presentato richiesta di stabilizzazione. Nel frattempo giunge la sentenza del Tar che invece, gli riconosce il diritto all’avviamento, ma il bello viene quando il Comune risponde che ormai non ha più alcun interesse. La vicenda adesso proseguirà davanti al Giudice del lavoro già investito del relativo ricorso, mentre in sede penale proseguirà nei confronti di due funzionari del Comune, rinviati a giudizio per falso e abuso d’ufficio il 26 gennaio scorso, trattandosi di reati perseguibili d’ufficio. “La mia unica colpa -conclude Albamonte- è quella aver lottato per un posto di lavoro, contro un “sistema” consolidato e collaudato che premia tutt’altro, fuorché la meritocrazia”.

Egidia Bevilacqua
 


0
0
0
s2sdefault