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Scomparsa del lauriota Di Lascio, indagine alla direzione antimafia di Potenza

Ancora novità sulla questione del lauriota Mariano Di Lascio, scomparso la mattina del 21 novembre 2017, in contrada Pecorone, a pochi passi dallo svincolo per l’Autostrada A2 del Mediterraneo e ritrovato cadavere lo scorso 11 giugno avvolto nel cellophane nel bosco di “Canicella” in agro di Lauria. Dalle indagini in corso, sono emersi fatti nuovi e rilevanti dal punto giudiziario. Innanzitutto, senza attendere l’esito del Dna, è confermato il trasferimento del fascicolo dalla Procura di Lagonegro alla DDA di Potenza che ne ha preso in carico l’indagine. La circostanza viene confermata dal decreto di perquisizione locale e sequestro emesso dalla Procura della Repubblica di Potenza, direzione Distrettuale Antimafia, a seguito della notizia di reato iscritta con il numero 2574/18. La direzione Distrettuale ipotizza il sequestro di persona (art.605 codice penale) con il successivo omicidio (art. 575 codice penale) del Di Lascio il cui cadavere sembra appartenere anche per gli oggetti ritrovati vicino, tra cui un piumino bianco. Il quadro indiziario, sembra cambiato nel giro di pochi giorni tanto da far presumere una realtà diversa su cui la Procura di Lagonegro stava indagando. Tramite le testimonianze acquisite, si legge nel decreto di perquisizione, fanno presumere che la vittima fosse in possesso di notizie e informazioni custodite in un proprio archivio presente nell’abitazione dove era domiciliato con la sua famiglia. Archivio composto da supporti informatici che l’antimafia distrettuale ha ritenuto di sequestrare ai sensi dell’art 252 del codice di procedura penale per garantire la conservazione dei dati informatici originali e la conformità emodificabilità delle copie estratte per evitare il rischio di alterazioni. Un provvedimento resosi necessario, a quanto pare, sia per arrivare alla identificazione dei probabili esecutori dell’omicidio ma soprattutto per accertare il movente dell’azione criminosa che non riguarda più un reato semplice. Ora si dovrà attendere la decodifica dei supporti informatici ad opera dei tecnici dell’antimafia per aver il quadro preciso sulla scomparsa, prima, e la morte con successivo ritrovamento del cadavere dopo. Una morte violenta che per molti ancora risulta senza una motivazione chiara. Di avviso diverso pare quello dell’antimafia che sembra collegare la questione ad un'altra vicenda. Quella legata ad un Carabiniere di origini calabresi in servizio a Lauria, trasferito poi a Lagonegro per incompatibilità ambientale.

Oreste Roberto Lanza

 

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