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Il responsabile dell'omicidio Fabio Esposito, confessò il barbaro gesto

Diciotto anni e sei mesi di reclusione è la pena che il Giudice per l’Udienza Preliminare del Tribunale per Minorenni di Potenza, Emiliano Mistrulli, ha inflitto a Fabio Esposito, il giovane reo confesso dell’omicidio di Matteo Barbalinardo. Il grave fatto di sangue avvenne il 18 maggio 2017 a Marconia di Pisticci epoca nella quale sia la vittima che l’omicida erano minorenni. Il cadavere di Barbalinardo, con evidenti segni di coltellate, una mortale al cuore, fu trovato dopo alcuni giorni dalla sua scomparsa in una palazzina in costruzione in via Duca D’Aosta a Marconia tra i calcinacci e coperto da un telo. La sua scomparsa era stata denunciata dalla madre che, subito dopo il ritrovamento dei cadavere, distrutta dal dolore, contestò la mancanza di attenzione nei confronti del figlio da parte dei servizi sociali del Comune. Tornando al processo da aggiungere che il Pubblico Ministero, Cristina Gargiulo, aveva chiesto per Fabio Esposito una condanna a 20 anni. Sebbene ridotta, la pena rimane pesante essendo stata riconosciuta dal Gup l’efferatezza del delitto. Per questo motivo, il dr. Mistrulli non ha accolto le tesi sostenute dai difensori dell’omicida della legittima difesa e della sua immaturità nel commettere il delitto. Tutti motivi che hanno portato il Gup a respingere anche la richiesta della messa in prova dell’imputato.


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